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PIAZZE E GIARDINI A DERUTA: DA TOGLIATTI, A CRAXI ED A UN GERARCA FASCISTA

Di Domenico Guiducci A Deruta, caso unico in Italia, un luogo pubblico è stato intitolato ad un esponente fascista che votò le leggi razziali. Tutto ciò mentre è in corso una lite furibonda per l’intitolazione di una piazza a Craxi.

di Redazione Pensalibero.it | 4 Febbraio 2011

I miei concittadini derutesi sono da qualche mese impegnati in una seria contesa originata dalla intitolazione di una piazza a Bettino Craxi.
E’ un duello singolare che, mentre i più stanno a guardare, ingaggia da una parte il Sindaco e mezza giunta contrapposti a un comitato che raccoglie, a vedere dalle immagini che gli stessi manifestanti hanno diffuso sul web, qualche esponente pd o ex-pci, qualcuno di destra che, con altri contestatori di piazza hanno messo in imbarazzo con fischietti e cartelli il sindaco e i suoi ospiti durante la cerimonia di intitolazione del settembre scorso.
Dice il sindaco che la decisione di intitolare una piazza a Craxi era stata presa alla unanimità dal consiglio comunale. Compreso, quindi, il consigliere Patacca già vicesindaco Pci, poi sindaco Ds e ora morbido oppositore della destra che governa Deruta che, tuttavia, dimenticando si forse del voto consiliare si è trovato anche lui in prima fila tra i contestatori della piazza a Bettino. Per la cronaca, a contestare c’era anche qualche altro sostenitore diretto e indiretto del Sindaco. Non c’erano, invece, i socialisti né da una parte né dall ‘altra, né in veste ufficiale e né privata.
Insomma la vicenda è contorta: ad accanirsi sulla controversa figura di Craxi stanno da una parte il sindaco e i suoi contrapposti ad altri sostenitori del sindaco che si assommano ai nostalgici del lancio di monetine, il linciaggio a Craxi organizzato dai pidiessini di Occhetto all’Hotel Raphael.
Dopo la battaglia campale del 26 settembre 2010, le due fazioni si sono ulteriormente attivate: i contestatori vogliono un referendum per abolire la piazza a Craxi, mentre la destra ha organizzato una conferenza su “Togliatti – Craxi. Le verità storiche” del giornalista Giancarlo Lehner che si è tenuta, pochi giorni fa, con tanto di volantinaggio di protesta da parte del comitato anticraxi.
L’accostamento dei due leader politici è però paradossale, poiché i due non sono confrontabili per storia e contesto. In un suo recente saggio Lehner ha descritto un machiavellico Togliatti che sarebbe responsabile perfino dell’arresto di Gramsci e del furto dei diritti d’autore agli eredi sulle opere del filosofo, ma ciò non riabilita Craxi. Invece, già ai tempi della inaugurazione il sindaco lamentava che se a Deruta c’è una piazza Togliatti a buon diritto può esserci una piazza Craxi. Resta comunque difficile capire perché si debba fare il paio fra i due. Forse perché sulla prima si tiene oramai da vent’anni il festival dell’Unità e sulla seconda il Pdl vorrà impiantarvi qualche gazebo?
A tutti è però sfuggita la terza piazza, quella dove il sindaco, stavolta senza l’appoggio di alcuna deliberazione del Consiglio, ha intitolato motu proprio nel novembre 2008 i giardini del centro storico a Milziade Magnini. Medico chirurgo di origini derutesi, divenne azionista di maggioranza e presidente della “Grazia” quando l’antica fabbrica di maioliche, rifondata dal socialista Ubaldo con qualche compagno ex-combattente della prima guerra mondiale, necessitò di capitali per il nuovo stabilimento.
Ma il Magnini non stava a Deruta, bensì a Taranto dove oltre alla medicina esercitava anche in politica da federale del partito fascista della Provincia Ionica e, dal 1933 deputato al parlamento per la stessa circoscrizione. Eletto non da libere elezioni ma con il sistema plebiscitario imposto dal fascismo votò, obbediente, le leggi razziali del 1938. Fascista anche nella gestione dell’azienda fino all’autolesionismo, mise nel consiglio di amministrazione il vicesegretario nazionale del Partito, e licenziò i migliori maestri della fabbrica, cioè i socialisti Americo Lunghi, Feliciano Mariotti e Serafino Volpi.
Tra i suoi meriti, se così si può dire, l’aver radunato all’inizio del Novecento, una collezione di antiche maioliche derutesi e pugliesi, che il Comune di Deruta acquistò nel 1990 dagli eredi per una cifra ben consistente, per destinarla al Museo regionale della ceramica.
Succede così che a Deruta, caso unico in Italia, un luogo pubblico è stato intitolato ad un esponente fascista che votò le leggi razziali.
Non se ne è accorto(!?) il sindaco, non se ne sono accorti gli anticraxi che di solito guardano con un occhio solo, e nessuno lo ha detto a Giancarlo Lehner ex socialista, la cui famiglia di origine ebraica, atea ed anarchica, fu tra le vittime delle torture della fascistissima banda Koch. Se lo avesse saputo, forse neanche lui avrebbe voluto una piazza per Craxi in quel di Deruta.

Domenico Guiducci ([socialisti_dopo_bertinoro] Digest Number 867)

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giuseppe Selvaggi

    5 Febbraio 2011 alle 15:33

    Se esistesse una enciclopedia delle stranezze italiane, la storia riportata in questo articolo ne potrebbe degnamente far parte. E’ tipico di certi italiani far del casino per una strada dedicata al socialista Bettino Craxi e poi tacere o meglio far finta di ignorare i giardini dedicati ad un gerarca fascista per giunta antisemita.
    Purtroppo quando la tifoseria prende il posto della ragione i risultati si vedono.

    Rispondi

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