Quando mai le “menti povere sono state le più fertili”? Le “menti povere” sono sempre state manipolate da coloro che, complici intenzionali o meno dei politici di turno, le hanno informate. Negli ultimi decenni a questa situazione più o meno stabile si è aggiunta la possibilità con i social, per le “menti povere”, di poter parlare scavalcando i loro stessi informatori e dipendendo sempre più dai politici o loro tirapiedi. La mediazione dell’informazione tradizionale è saltata riducendo a menti povere anche molti dei loro operatori. Si può solo ripartire dalla cultura e dalla scuola ma ci vuole minimo una generazione. Le masse sono in mano alle multinazionali ed ai manipolatori della rete e, come vediamo in questi giorni, il concetto di democrazia svanisce nel nulla.
Siamo all’assurdo in cui si deve confidare nelle censure di privati come twitter e facebook nei confronti di Trump più che nelle istituzioni. E pensare che moltissimi ritenevano e forse ritengono che gli USA siano una grande democrazia! Allora sarebbe meglio formalizzare quello che in effetti è in tutti quei paesi “democratici”: comanda una oligarchia!. Almeno in questo caso si potrebbe evitare che nel parlamento siedano nullatenenti mentali che giocano con le vite altrui e danno i peggiori esempi delle peggiori qualità. La stessa informazione è una massa informe che, come i tifosi si sposta tutta insieme in funzione di ciò che accade: tutti sul COVID, poi tutti sui vaccini e ancora sulla rivolta USA con dei livelli di superficialità sconcertante oltrechè imprecisa (e continuano ad aumentare le testate giornalistiche). Si riportano numeri e formule senza spiegare ma solo per fare a gara fra regioni o fra nazioni. Soltanto pochi riescono ad individuare gli sparuti canali cui attingere informazioni vere nel dispendioso tentativo di individuare le false notizie oltre a quelle inutili. Anche la capacità di scelta ha un peso. Dato che è ormai comunemente riconosciuto che comunicazione e informazione rappresentano i fattori oggi predominanti nella gestione dei popoli, come può progredire questa Europa in tale situazione?
Andrea Moroni

Censura è anche quella che si costruisce e diffonde in anni e anni di sudditanza all’ipocrisia sagrestana del ” politically correct “, a cui ci si adegua senza scegliere ma per sola abitudine al sentito dire dominante. Censura è soprattutto ergersi strenui difensori dei sacri valori quando non c’è più la ragione storica per recitarli veri, se non mentendo come il capoclasse sui buoni e i cattivi mentre il maestro è assente.
La censura è sempre un errore. Sempre.
La censura è sempre un errore, ma prima definiamo bene il concetto di censura.
“E pensare che moltissimi ritenevano e forse ritengono che gli USA siano una grande democrazia!”. Io tra questi, perché ne non ho in mente, come forse Moroni, un’idea equivalente a un paradiso in terra. A meno che Moroni non sia un nostalgico delle meraviglie del socialismo reale o magari, da “libertario”, sogni una comunità senza Stato. Si può discutere sul “grande”, ma una democrazia gli Usa lo sono di certo. Con la possibilità di autocorreggersi, magari puntando proprio sulla cultura e sulla scuola.
Errata corrige: “non ne ho in mente” … GR
Lasciate che un vecchio liberale dichiari di essere d’accordo con chi ha sottolineato che la censura è un errore. Un errore grave.