
“I leader occidentali devono agire ora. Il male va fermato quando si manifesta”, ha ripetuto oggi Zelensky.
L’Europa non vuole essere sconfitta dalla Russia. Ma non può rinviare ciò che può già fare. 4 cose da fare subito.
La scorsa settimana la Coalizione dei Volenterosi ha indicato il rafforzamento della difesa aerea ucraina come una priorità urgente: è stata costituita una coalizione per la difesa antibalistica integrata e l’Unione europea sta destinando nuove risorse alla difesa aerea e antimissile, agli intercettori e ai radar. Non è ancora, per l’indisponibilità degli Usa, una no-fly zone della NATO, come @EuropaRadicale ha perorato. Ma è un passo avanti che può essere realizzato subito utilizzando le risorse europee, insieme alla straordinaria capacità tecnologica e produttiva sviluppata dall’industria ucraina.
Non significa mandare piloti europei a combattere contro i russi. Significa fare ciò che l’Europa può e deve fare: rendere sempre più difficile a Putin terrorizzare milioni di civili, spegnendo la luce e il riscaldamento.

Ecco cosa può fare subito l’Europa:
1. Un comando integrato per la difesa del cielo ucraino.
I paesi della Coalizione dei Volenterosi dovrebbero costituire immediatamente, insieme all’Ucraina, una struttura permanente di coordinamento della difesa aerea e antimissile: radar, satelliti, intelligence, allerta precoce e sistemi ucraini e occidentali devono concorrere a un’unica architettura operativa. Non partiamo da zero: la nuova Coalizione antibalistica prevede già requisiti operativi comuni, gruppi tecnici, una governance e una roadmap verso le capacità operative.
2. Un “Winter Air Shield” incentrato sulle città e sull’energia.
Da qui alla primavera 2027, la priorità deve essere proteggere le centrali elettriche, le sottostazioni, le dighe, le reti di distribuzione, il riscaldamento urbano e i principali centri abitati. I Volenterosi hanno già collegato esplicitamente la difesa aerea e la protezione energetica alla preparazione per l’inverno. Questo consentirebbe anche di fissare un obiettivo politico verificabile: impedire alla Russia di trasformare il prossimo inverno in un’arma contro la popolazione civile.
3. Intercettori europei: scorte subito, produzione domani.
I governi dovrebbero concordare una quota delle proprie scorte immediatamente trasferibile all’Ucraina, cominciando dagli intercettori più urgenti, e, contemporaneamente, stipulare contratti pluriennali per rimpiazzarle. Burnham, dal Regno Unito, ha chiesto esplicitamente ai Volenterosi di attingere alle proprie riserve; Macron, dalla Francia, ha chiesto di accelerare la consegna degli intercettori. Ma bisogna anche ridurre drasticamente il costo dell’abbattimento: occorre una produzione europea e ucraina di intercettori economici contro droni e missili meno sofisticati, riservando Patriot e sistemi equivalenti alle minacce balistiche più difficili. Non dobbiamo svuotare i nostri arsenali: dobbiamo costruire rapidamente quelli di cui l’Europa e l’Ucraina avranno bisogno negli anni a venire.
4. Un fondo europeo vincolato allo scudo.
Una parte chiaramente identificabile dei finanziamenti europei dovrebbe diventare il Fondo per lo Scudo Aereo Ucraino, con acquisti congiunti e contratti pluriennali con industrie europee e ucraine. I 6,1 miliardi appena approvati dalla Commissione costituiscono già una base finanziaria molto consistente. Lo scopo non sarebbe semplicemente quello di acquistare materiale già disponibile, ma di creare una capacità produttiva permanente europea-ucraina. Anche i paesi nordico-baltici hanno appena assunto un impegno esplicito per la produzione congiunta di sistemi di difesa aerea e per la fornitura di intercettori antibalistici.
Marco Taradash

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