A mali estremi, estremi rimedi!
Il passaporto vaccinale è l’intelligente (ed astuta) risposta a quanti -da fattucchieri incalliti- continuano a ritenere il pressante invito al vaccino lesa maestà, una incursione nelle libertà personali e, persino, un attacco alla democrazia.
Quella democrazia che -gli stessi anarcoidi (più che i liberisti)- ritengono “già ampiamente fiaccata dal virus e dalla paura”.
Delle due l’una: o la democrazia si ritiene che possa vivere della libertà tout-court a dispetto di ogni epidemia e/o di ogni timore sociale e quindi parlare di democrazia falcidiata appare ridicolo oltre che improprio. Oppure -e per contro- se si ritiene la democrazia messa in ginocchio dalla realtà pandemica e dalla paura sociale connessa, nessun rimedio di valenza generale (vaccino in primis) dovrebbe essere demonizzato soprattutto se non imposto ma semplicemente (anche se accoratamente) raccomandato.
Del resto le posizioni oltranziste si sprecano. Da un lato quelle espresse da popolarissimi -ormai icone televisive- virologi per i quali a chi non si vaccina dovrebbe essere tolta la copertura sanitaria o previsti dei lockdown specifici ed estremamente rigidi. Dall’altro quelle mosse da una ideologica visione della libertà quale panacea di ogni male.
Due visioni, a loro modo, fondate sulla paura: sulla paura della pandemia e delle ripercussioni socio-sanitarie ad essa connesse, la prima. Sulla paura di una “compressione” della democrazia a favore di una fantomatica ma -a loro avviso- reale deriva autoritaria, l’altra. Entrambe alimentate da un terrore che mal si confà con i concetti positivi di salute e libertà.
Eppure non c’è salute o libertà senza responsabilità. Lo stesso concetto di democrazia contempla e riassume in sé una chiara vocazione e richiesta di responsabilità. Trascurando questo piccolo ma decisivo aspetto ogni argomentare rischia di divenire liberticida.
In democrazia il diritto si sposa, inevitabilmente ed inderogabilmente, con il dovere!
Forse una maggiore concentrazione sul senso di responsabilità (a tutela della libertà personale ma anche a tutela della libertà collettività) porterebbe molto buon consiglio togliendo acqua ad una contrapposizione (forse troppo e solo) ideologica.
Daniele Marchetti

Alla faccia del pensare libero! mi pare o così, o così!
Appunto. Daniele Marchetti ha espresso liberamente la sua opinione. E lei pure. Avrebbe preferito che censurassimo uno di voi due?
Certo però che a voler essere rivoluzionari, a mio parere, dovreste dare spazio proprio a quel pensiero che viene censurato da tutti i giornali, dalle televisioni e dai social.
Facile dare la parola a chi si muove seguendone la corrente. E lo dico da Medico che vive questa sistuazione, a tratti paradossale.
Pochi gg fa, proprio uno dei giornali allineati ( non un pensalibero…), ha messo in evidenza in uno dei suoi articoli, la discrepanza degli attuali soggetti in terapia intensiva che sembrerebbero essere in Italia più vaccinati che non..ergo, ha avuto il coraggio (..e le assicuro che non me lo sarei mai aspettato!) di porre il dubbio da cui può partire ogni forma di discussione e di osservazione della realtà e del nostro operatore.
Credevo fosse vostro compito proprio questo, dare un’intrepretazione attualmente censurata da più parti.
Ma visto che non pare così, vi faccio i miei migliori auguri ed in bocca al lupo per il vostro futuro. che, ovviamente, non mi vedrà fra i vostri lettori.
cordialità
Mi pare che lei abbia idee un po’ confuse. Il nostro compito, casomai, è dare voce a tutti. Lei vorrebbe che censurassimo una opinione solo perchè prevalente. Noi, invece, facciamo esprimere tutti e consentiamo a tutti di intervenire senza mediazioni, così come ha fatto lei. Dunque, non la annovereremo più tra i nostri lettori. Ma, se cambiasse idea e nuovamente volesse presentarsi come alfiere della libertà di espressione, prima studi. Cordialmente, n. c.
Ecco, rilegga il suo commento al mio, ed avrà tutte le risposte che vuole, da solo, perché ce la può fare con un po’di sforzo.
Ancora,
Cordialità
Bentornato!