La probabile assassina materiale di Hans Martin Schleier, Brigitte Mohnhaupt , uno dei capi della Raf tedesca , è stata liberata dal Tribunale di sorveglianza tedesco , dopo 24 anni di reclusione. La Mohnhaupt , che non si è mai pentita nè ha confessato nulla , è stata dichiarata “non pericolosa” e , in base alla legge tedesca, ha potuto usufruire del beneficio della riduzione della pena .
La moglie di Schleier, signora Waltrud , ha espresso tutto il suo dolore per questa decisione , molti sono intervenuti nell’inevitabile dibattito che ne è seguito.
In che società politica e civile rientrerà Brigitte Mohnhaupt ? A parte l’evidente e clamoroso cambiamento della riunificazione tedesca e quindi dell’assenza fisica dei complici e finanziatori della DDr , l’ex capo della Raf ritroverà la generazione della contestazione, cui apparteine, che ha smesso da tempo di utilizzare qualsiasi parola antisistema , ha ricoperto ruoli di prima grandezza nella politica mondiale, con Joshka Fisher ed altri , che nemmeno si sogna di nascondere la distanza e l’estraneità con chi ha praticato la lotta armata ; non troverà editori che le pubblicheranno libri , televisioni che la inviteranno , pubbliche amministrazioni che non vorranno privarsi del molto e grande sapere ed esperienza che ha accumulato negli anni del carcere , nemmeno se si rivelerà una vera autorità in maniera di sociologia , pediatria , scienza infusa
Fraulein Brigitte non potrà iscriversi ad alcun partito o gruppo politico ( ma anche la “Neue Linke” di Lafontaine ha pesanti ed irrinunciabili pregiudizi verso quelli con il suo passato , difficile che le offrirebbero tessere ) potrà al massimo contare su qualche invito dei collettivi e dei nuclei della sinistra marginale che si richiamano a sproposito a Rosa Luxembourg , ma dovrà essere molto prudente ad accettarli o ad intervenire con qualche indicazione politica , perchè il giudice di Francoforte potrebbe decidere che in questo modo è ritornata ad essere pericolosa e perdere i benefici concessi , compresa la libertà .
La guerra è finita , le indagini pure , nessuno pensi di ricominciare : ed i conti con i cattivi dell’Est , sia come sia, sono stati chiusi.
Da noi , la guerra non è finita , per troppi. Fare il giuslavorista è sempre un mestiere a rischio di vita , non tutti hanno chiaro dove stiano i buoni e dove stiano i cattivi, di quelli del vecchio est non si parla, i cattivi maestri continuano a sproloquiare pubblicando nuovi libri usando perfino le stesse vecchie parole , la “meglio gioventù” non ha smesso di spiegare a tutti come gira il mondo.
Le nostre Brigitte non hanno riavuto solo la libertà ed i dirittti che spettano a chi ha pagato il proprio conto con la giustizia, ma hanno avuto anche qualche borsa di studio ed incarico pubblico , riescono ad avere qualche vantaggio personale dalla solidarietà della tribù politica di origine , le cui regole e solidarietà vengono prima , per tanti , del rispetto delle regole comuni .
E noi abbiamo i nostri Mario (Moretti) : hanno parlato solo un pochino più di Brigitte e solo quando e come era loro utile e forse per questo sono diventati non pericolosi molto prima di altri, scontando meno di un anno a morto ammazzato di propria mano . Ed abbiamo deciso che di via Gradoli e del Lago della Duchessa è meglio non discutere più , in fondo anche da noi la guerra è quasi finita..
Vista da qui , la soluzione tedesca sembra cinicamente semplificatoria , ed istintivamente non piace , sembra troppo simile ad una nuova rimozione collettiva da parte dell’intero popolo.
Vista da qui , la soluzione italiana piace ancora meno : c’e meno verità e meno giustizia . E perfino meno gente che la chiede.
Franco D’Alfonso

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