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Pensieri del 29 marzo

Brigitte Mohnhaupt di Franco D’Alfonso

di Franco D'Alfonso | 29 Marzo 2007

La probabile assassina materiale di Hans Martin Schleier, Brigitte Mohnhaupt , uno dei capi della Raf tedesca , è stata liberata dal Tribunale di sorveglianza tedesco , dopo 24 anni di reclusione. La Mohnhaupt , che non si è mai pentita nè ha confessato nulla , è stata dichiarata “non pericolosa” e , in base alla legge tedesca, ha potuto usufruire del beneficio della riduzione della pena .
La moglie di Schleier, signora Waltrud , ha espresso tutto il suo dolore per questa decisione , molti sono intervenuti nell’inevitabile dibattito che ne è seguito.

In che società politica e civile rientrerà Brigitte Mohnhaupt ? A parte l’evidente e clamoroso cambiamento della riunificazione tedesca e quindi dell’assenza fisica dei complici e finanziatori della DDr , l’ex capo della Raf ritroverà la generazione della contestazione, cui apparteine, che ha smesso da tempo di utilizzare qualsiasi parola antisistema , ha ricoperto ruoli di prima grandezza nella politica mondiale, con Joshka Fisher ed altri , che nemmeno si sogna di nascondere la distanza e l’estraneità con chi ha praticato la lotta armata ; non troverà editori che le pubblicheranno libri , televisioni che la inviteranno , pubbliche amministrazioni che non vorranno privarsi del molto e grande sapere ed esperienza che ha accumulato negli anni del carcere , nemmeno se si rivelerà una vera autorità in maniera di sociologia , pediatria , scienza infusa
Fraulein Brigitte non potrà iscriversi ad alcun partito o gruppo politico ( ma anche la “Neue Linke” di Lafontaine ha pesanti ed irrinunciabili pregiudizi verso quelli con il suo passato , difficile che le offrirebbero tessere ) potrà al massimo contare su qualche invito dei collettivi e dei nuclei della sinistra marginale che si richiamano a sproposito a Rosa Luxembourg , ma dovrà essere molto prudente ad accettarli o ad intervenire con qualche indicazione politica , perchè il giudice di Francoforte potrebbe decidere che in questo modo è ritornata ad essere pericolosa e perdere i benefici concessi , compresa la libertà .
La guerra è finita , le indagini pure , nessuno pensi di ricominciare : ed i conti con i cattivi dell’Est , sia come sia, sono stati chiusi.
Da noi , la guerra non è finita , per troppi. Fare il giuslavorista è sempre un mestiere a rischio di vita , non tutti hanno chiaro dove stiano i buoni e dove stiano i cattivi, di quelli del vecchio est non si parla, i cattivi maestri continuano a sproloquiare pubblicando nuovi libri usando perfino le stesse vecchie parole , la “meglio gioventù” non ha smesso di spiegare a tutti come gira il mondo.
Le nostre Brigitte non hanno riavuto solo la libertà ed i dirittti che spettano a chi ha pagato il proprio conto con la giustizia, ma hanno avuto anche qualche borsa di studio ed incarico pubblico , riescono ad avere qualche vantaggio personale dalla solidarietà della tribù politica di origine , le cui regole e solidarietà vengono prima , per tanti , del rispetto delle regole comuni .
E noi abbiamo i nostri Mario (Moretti) : hanno parlato solo un pochino più di Brigitte e solo quando e come era loro utile e forse per questo sono diventati non pericolosi molto prima di altri, scontando meno di un anno a morto ammazzato di propria mano . Ed abbiamo deciso che di via Gradoli e del Lago della Duchessa è meglio non discutere più , in fondo anche da noi la guerra è quasi finita..
Vista da qui , la soluzione tedesca sembra cinicamente semplificatoria , ed istintivamente non piace , sembra troppo simile ad una nuova rimozione collettiva da parte dell’intero popolo.
Vista da qui , la soluzione italiana piace ancora meno : c’e meno verità e meno giustizia . E perfino meno gente che la chiede.

Franco D’Alfonso

Pubblicato in : Primo piano

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

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