
Gli incontri dei leader dei partiti di opposizione con Landini, segretario della CGIL, hanno confermato l’impegno per portare al voto i cittadini l’8 e il 9 giugno.
Si tratta di dare un segnale forte a favore dei diritti dei lavoratori e dei migranti.
Se la partecipazione sarà alta, se si raggiungerà il quorum, sarà una svolta anche sul piano politico: un colpo ferale alla destra e alle sue politiche che favoriscono la precarietà dei lavoratori e dei ceti più deboli e delle persone immigrate da anni in Italia.
Questo è il contenuto dei referendum
1. Licenziamenti illegittimi: abrogazione delle norme del Jobs Act che limitano il reintegro del lavoratore in caso di licenziamento ingiustificato. 
2. Indennità per licenziamenti nelle piccole imprese: rimozione dei limiti massimi alle indennità per licenziamenti ingiustificati in aziende con meno di 15 dipendenti. 
3. Contratti a termine: abrogazione delle disposizioni che permettono contratti a tempo determinato senza causale fino a 12 mesi e con proroghe fino a 24 mesi. 
4. Responsabilità negli appalti: ripristino della responsabilità solidale del committente per gli infortuni sul lavoro causati da rischi specifici nelle attività appaltate. 
5. Cittadinanza italiana: riduzione da 10 a 5 anni del periodo minimo di residenza legale richiesto agli stranieri extracomunitari per ottenere la cittadinanza italiana.
Alternativa Verdi e Sinistra voterà si a tutti i quesiti.
Così farà anche il PD di Schlein impegnandosi nella battaglia con le sezioni territoriali. I riformisti invece fanno sapere che non voteranno si ai referendum sul lavoro e Graziano del Rio che voterà sì solo a quello sulla cittadinanza.
Il M5stelle di Conte voterà sì a quelli del lavoro ma non a quello sulla cittadinanza.
Dunque, una posizione netta è espressa da AVS e dal PD di Schlein.
Anche per questo andare a votare è importante per il popolo di sinistra: è un’occasione per dire a molti dirigenti che i distinguo sui diritti del lavoro non sono accettabili e che anche i migranti, soprattutto i ragazzi, non devono essere discriminati.
Quel popolo grande che a sinistra si astiene perché deluso dai partiti può tornare a fare sentire la propria voce con i referendum.
Io farò propaganda e voterò sì per tutti e cinque i referendum promossi dalla CGIL.
Userò questa pagina di Facebook per parlare dei quesiti referendari e per convincere ad andare al voto.
Vi invito a fare altrettanto, a esprimervi, a commentare e a condividere i messaggi che sostengono questa battaglia.
Enrico Rossi

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