In passato si attribuiva ai Poteri Forti la crisi che trascinava lo Stato nel baratro. Oggi il potere forte è la recessione, la depressione, il caos economico e sociale.

Si tornerebbe a un governo impegnato a trovare la soluzione politica o giudiziaria per far fuori Berlusconi dalla scena politica.
Il Governo privato dell’elemento PDL non discuterebbe più di IMU da eliminare su prima casa, come di non aumentare l’IVA di un punto.
Non si parlerebbe più delle riforme costituzione e in particolar modo di quella della Giustizia. Non sarebbe un problema per il nuovo governo se le Ditte andassero in un altro paese a continuare il proprio lavoro. Perderebbe di tono la lotta all’evasione fiscale, all’ingiustificato aumento del costo della vita, al tracollo del settore edìle.
Il PD, il SEL, il Movimento 5Stelle tutti insieme se ne fregherebbero della pace nazionale. Il loro fine è conquistare il potere fine a se stesso.
Sono i falchi del PD che devono dichiarare esaurita l’intesa con il PDL e dare il benservito a Letta per ritornare a Bersani o aiutare il Sindaco di Firenze a rottamare tutta la vecchia classe PCI- DS- PD d Democristiana.
I cittadini iscritti al PD hanno il diritto di sapere chi ha voluto e determinato la crisi del governo Letta per le conseguenze che ne deriveranno.
L’altro illustre nemico di Berlusconi è Paolo Flores D’Arcais, Direttore di Micro Mega, che è convinto di essere un grande filosofo politico pari a Platone, a Socrate. Deve fare attenzione a non esagerare nelle sue convinzioni di essere “ Er meglio” perché potrebbe rimanere deluso al punto di risolvere tutte le sue consequenziali amarezze con la “Cicuta”.
Che cosa crede di ottenere invogliando i senatori del PD a votare l’ineleggibilità di Berlusconi. Perché non affronta il nemico in campo aperto e vedere se trova dalla sua parte otto, nove milioni di cittadini pronti a votarlo.
Meno invasati (cioè posseduti dal demonio) sono i due senatori Mucchetti e Zanda i quali parlano d’incompatibilità di Berlusconi poiché titolare di Mediaset.
I due senatori sostengono che Berlusconi deve decidere se rimanere senatore vendendo i suoi beni.
Se codesti illustri e onesti Signori fossero tra i cinque o sei milioni di Italiani che non sanno come portare un pezzo di pane a casa per i propri bambini, avrebbero poco da pensare all’ineleggibilità o all’incandidabilità di Berlusconi, che a differenza loro assicura lavoro e pane a circa ottantamila famiglie.
Più avvilente se non proprio sconcertante è il comportamento da stalinista del prete Giorgio De Capitani, della parrocchia di poche anime di Sant’Ambrogio in Monte a pochi chilometri da Lecco, il quale prega Dio di folgorare Berlusconi con un tumore maligno. Bisognerebbe segnalare a Papa Francesco tale aberrante personaggio indiavolato.
In tanto squallore politico Giampaolo Pansa avverte che chi punta contro Letta ci porterà a Piazzale Loreto. Egli vede la sinistra nel caos e il Paese affondare perché non si riesce a fermare la crisi.
In passato si attribuiva ai Poteri Forti la crisi che trascinava lo Stato nel baratro. Oggi il potere forte è la recessione, la depressione, il caos economico e sociale, cioè, dice giustamente Pansa, è la grande crisi dovuta essenzialmente alla mancanza dei partiti, architrave della nostra democrazia. Beppe Grillo rappresenta la grande delusione dei cittadini, cosa ben diversa da un partito con una propria ideologia, con un programma da realizzare.
Matteo Renzi non è più il rottamatore della deludente e invecchiata classe politica. E’ troppo preso dal dubbio di non riuscire a realizzare il sogno di guidare un governo di giovane mentalità democratica e operativa. E’ in una preoccupante fase di frenesia ossessiva. Vede il suo percorso tutto in salita e con ostacoli da superare. Allo stato delle cose non sembra più una speranza da coltivare.
Rimane una tenue luce a indicare ancora la strada da percorrere per non trovarci ancora una volta a Piazzale Loreto. La luce, per chi non l’avesse capito, è il Presidente dello Stato Giorgio Napolitano.

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