Che Giovanni Pascoli sia stato iniziato massone era noto almeno dal 1912, quando, alla morte del poeta, lo scrisse la “Rivista massonica”. La sua richiesta di ammissione in loggia, rinvenuta da Gian Luigi Ruggio nel 2002 e di cui si legge solo ora nell’articolo Pascoli era massone, il Grande Oriente ora ha la prova (“Il Corriere della Sera”, 22 giugno 2007, p.55), di per sé non costituisce affatto “la prova” di avvenuta iniziazione. Abbiamo per esempio la domanda di Antonio Labriola di essere iniziato alla loggia “Rienzi” di Roma (1888) e le informazioni raccolte su di lui, ma non abbiamo la certezza che il caposcuola del socialismo scientifico sia stato effettivamente accolto in massoneria, a differenza di quanto avvenne per il neodeputato “socialista rivoluzionario” Andrea Costa iniziato proprio alla “Rienzi”. Non solo. Il nome di Giovanni Pascoli, come quelli di Antonio Labriola e di Andrea Costa, non figura nella Matricola generale degli affiliati al grande Oriente d’Italia. E questo dà da pensare, non su Pascoli ma sulla Matricola.
Comunque, la vera prova dell’ingresso di Pascoli in massoneria non è la richiesta di iniziazione bensì il verbale della loggia “Rizzoli” di Bologna, in cui sotto la data 23 settembre 1882 leggiamo: “Il Fratello Venerabile avvisa quindi i Fratelli che il profano Giovanni Pascoli, professore, desiderava farsi iniziare Massone, ma dovendo egli partire subito per il luogo del suo impiego, occorreva eccezionalmente ed in vista della bontà dell’elemento che avrebbe arricchito la grande Famiglia Massonica, che la Loggia soprassedesse alle formalità d’uso. Il Fratello Venerabile ed altri Fratelli offrendosi garanti della moralità di detto profano, l’Oratore conclude appoggiando la proposta che viene approvata ad unanimità. Si procede dunque all’ammissione di detto profano Giovanni Pascoli, professore di San Mauro di Romagna di anni 27”. Apprese “le parole, i segni e toccamenti del grado”, Pascoli prese posto “alla colonna del Nord”.
Questo documento è stato pubblicato da alcuni decenni in opere di cui delle quali Gian Luigi Ruggio non tenne conto nei suoi precedenti scritti su Pascoli. Ora potrà aggiornarli: non sulla base della richiesta di iniziazione, che però non costituisce affatto una scoperta sensazionale, bensì sulla scorta di quanto forse gli sfuggì.
Aldo Alessandro Mola
Direttore del Centro per la storia della massoneria

Il verbale citato della loggia “Rizzoli” di Bologna, mi risulta essere solo la ricostruzione operata da Carlo Manelli sulla base del verbale d’iniziazione CH’EGLI RIFERISCE DI AVER LETTO presso l’ archivio della Loggia Risorgimento. Quindi a mio parere non può esser considerata prova decisiva della sua affiliazione alla Loggia.