Una donna di 30 anni che viaggiava su un aereo della Pacific Blue insieme ad altri 150 passeggeri, ha dato alla luce un bambino nella toilette del velivolo. Ha lasciato il neonato ed e’ scesa con le altre persone all’aeroporto internazionale di Auckland in Nuova Zelanda. Le macchie di sangue sui suoi vestiti hanno attirato l’attenzione di alcuni poliziotti che hanno bloccato la donna e sono riusciti a recuperare il bambino che e’ stato affidato alla madre in ospedale. Nessuno degli assistenti di volo si e’ accorto di quanto stava accadendo nella toilette mentre volavano a 11mila metri di quota
TEHRAN: SI CAMBIA
La rivoluzione iraniana del 1979 con la defenestrazione del corrotto regime dello Sha e l’instaurazione di una dittatura religiosa, permeata di fanatismo, ha creato seri problemi al mondo intero.
I due mandati di George W. Bush sono stati all’insegna della radicalizzazione alla John Wayne che ha portato a sua volta a pesanti ripercussioni nella gestione diplomatica degli affari mondiali da parte degli Stati Uniti.
Il messaggio che il presidente Obama ha rivolto al popolo iraniano ed alla dirigenza politica di quel paese in coincidenza con il capodanno persiano e’ un colpo negli stinchi di tutti coloro che auspicano che il tante volte annunciato attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani sia attuato quanto prima.
Obama, basta leggere i suoi libri e il discorso di accettazione del 20 gennaio, punta invece a consolidare gli sforzi diplomatici per arrivare ad una pace diffusa in Iraq, Afghanistan, Medio Oriente.
E siccome il giovane presidente degli Stati Uniti e’ un pragmatico realista, e’ stato facile per lui verificare che l’occupazione dell’Iraq, ad esempio, ha portato ad un aumento dell’influenza shiita e quindi iraniana in tutta l’area, compreso Libano e Palestina.
Ed e’altrettanto vero che i vari Osama Bin Laden e soci terroristi sono stati alimentati dai parenti ed affini dell’Arabia Saudita, grande alleato petrolifero della famiglia Bush e delle megacompagnie che proprio grazie alla presidenza di George W. hanno avuto la possibilita’ di rientrare a pompare oil in Iraq.
SINGLE MOTHERS E SESSO A GO-GO
Nel 2007 sono nati in America 4.7 milioni di bambini con un aumento del 5 per cento dei figli di madri single sul 2006 che ha rappresentato una inversione di tendenza rispetto al periodo precedente. Tra le madri non sposate il 79% è costituito da African Americans e il 38% da Ispaniche.
Rispetto a qualche anno fa, quando la predicazione sulla astinenza sessuale stava cominciando ad avere qualche effetto, il 2006 e il 2007 hanno manifestato una tendenza contraria. I giovani fanno più sesso e le gravidanze delle adolescenti sono aumentate.
È aumentato anche e purtroppo in misura esponenziale il contagio dell’AIDS specialmente in città come Washington abitate in prevalenza da popolazione nera.
Ma il dato più sconcertante è che circa la metà delle future madri ha
voluto dare alla luce con il parto cesareo. Anche se non vi erano le condizioni di urgenza che giustificassero l’intervento chirurgico. La ragione del massiccio ricorso al cesareo è data dal rifiuto del travaglio del parto. I responsabili delle organizzazioni mediche mettono in guardia sui pericoli per la salute della donna e del bambino quando si cerchi la scorciatoia del cesareo senza che ve ne sia la necessità.
RISTRUTTURAZIONE AL WASHINGTON POST
Quello che segue e’ un memo interno che e’ stato distribuito ai capi sezione e dipendenti del Washington Post. Nonostante si affermi che le modifiche decise sono state dettate dai lettori, in effetti si tratta della conferma che anche la prestigiosa testata della Capitale degli Stati Uniti sta cercando di tirare i remi in barca, riducendo la foliazione, ridisegnando le pagine, tagliando i costi. Non e’ escluso che si stiano preparando anche per il Post dei ‘lay off’ di personale come purtroppo stanno facendo da mesi altri media americani sia della carta stampata che elettronici. Da questo memo risulta chiaro che la principale modifica strutturale che verra’ adottata e’ quella di eliminare la sezione separata ‘Business’ facendola confluire nella sezione principale denominata ‘A’. Si tratta di una decisione da tempo sollecitata da chi legge il Post, perche’ questa sezione si qualificava per non essere all’altezza della testata che comunque vive cercando di mettere d’accordo due opposte esigenze: la prima, quella di parlare al pubblico colto della Washington che conta (politici, diplomatici, lobbisti, finanzieri, imprenditori, giornalisti). La seconda vendere il giornale a quel 75% di African Americans che compongono la maggioranza dei seicentomila abitanti del Distretto di Columbia, ai quali (nonostante l’entusiasmo per la nomina del presidente Obama) interessano di piu’ i fatti locali, lo sport e i ‘gossip’
Oscar Bartoli

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