Demagogia e populismo. Sono queste le due componenti fondamentali della politica italiana. A destra come a sinistra. Si veda il caso della Finanziaria che Tommaso Padoa Schioppa ha presentato al Consiglio dei Ministri. Una manovra da 30 miliardi di euro di cui, per ora, sono note solo le grandi linee. Il centro sinistra si è subito diviso, con Rifondazione e Comunisti sul piede di guerra perché si ipotizzano tagli anche nei quattro settori, sanità, pensioni, welfare, pubblico impiego, che si erano dichiarati intoccabili. La cosa non meraviglia, del resto era largamente scontata. Quello che invece lascia perplessi è l’atteggiamento che ha assunto il centro destra. Una manovra da “lacrime e sangue hanno detto i leader della Casa delle Libertà, ripagando con la stessa moneta quel centro sinistra che negli anni passati a fronte delle Finanziarie di Berlusconi agitava le piazze dicendo che le famiglie italiane, grazie al governo, non erano più in grado di arrivare alla fine del mese. A prima vista pari e patta. Solo che nell’un caso come nell’altro si tratta appunto di demagogia e populismo. L’Italia, per mettere a posto i conti e creare le condizioni per un futuro benessere, ha bisogno di manovre ben più incisive di quelle che si sono fatte ieri e ci si prepara a fare oggi. Lo sanno benissimo tutti, solo che non lo dicono e soprattutto non lo fanno. Ovviamente ci sono delle ragioni, e anche fondate, per un simile atteggiamento. Su tutte la forte opposizione dei sindacati. Ma una forza seria e responsabile, dovrebbe dire agli italiani come stanno le cose. Guardate, la situazione è questa. Ci sarebbe bisogno di queste misure solo che, tenendo conto degli equilibri generali, siamo costretti a fare in un’altra maniera. Ora il centro sinistra che ha nel sindacato la sua base elettorale e il suo bacino di voti non può certo fare un discorso del genere. Cerca, per quanto possibile, di tirare la corda dalla parte delle esigenze del paese ma poi, e il movimento è già cominciato, è, e ancora di più sarà, costretto a mollare. Ma il centrodestra? Dovrebbe incalzare il centro sinistra sulla strada del rigore mettendo a nudo i suoi cedimenti alle pressioni sindacali, non certo scavalcare a sinistra il governo per cercare di far credere ai cittadini che con un esecutivo diverso non ci sarebbe stata una politica di sacrifici. Si dirà che viene fatto così per non perdere voti. In parte è anche vero. Anche a destra le componenti populiste hanno una loro forza ma un approccio basato sul rigore sarebbe, elettoralmente parlando, molto più premiante, almeno alla lunga. Solo che la solita demagogia prende il sopravvento. E allora noi poveri cittadini siamo costretti ad assistere a questa pantomima. Governano gli uni e gli altri li attaccano per scarsa socialità. Governano gli altri e le parti si invertono. Questa rincorsa sui temi sociali, in presenza di una situazione economica come la nostra, è fortemente diseducativa perché porta i più a credere che una politica più aperta abbia costi sostenibili. Purtroppo non è così. Quello che viene risparmiato oggi sarà pagato, con gli interessi, domani.
Parte la giostra della finanziaria. Il Governo punta su una politica di rigore. Il centro destra lo scavalca a sinistra. Nessuno ha il coraggio che la situazione richiede
Iniziato l’iter della Finanziaria. Primi stop di Rifondazione, Pdci e sindacati. Il centro destra abdica al suo ruolo e parla come la Cgil

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