
Dal 2024 la Gioventu’ Federalista Europea ha favorito la creazione di un interessante spazio di dialogo tra giovani israeliani e palestinesi, denonimato “Federalist Peace Forum”. Nel settembre 2025 nell’ isola di Ventotene il Forum ha elaborato un primo documento congiunto ispirato ai principi della cooperazione federale a partire da valori e interessi comuni come la liberta’ di movimento, la gestione dell’ acqua, della sanita’, dell’agricoltura e dell’ energia.
In questi giorni di guerra le delegazioni palestinese e israeliana in persona e/o online (per la chiusura degli spazi aerei in Medio Oriente) hanno incontrato a Bruxelles un qualificato gruppo di parlamentari europei (di PPE, S&D, Renew Europe e Verdi) per sottolineare
l’ importanza politica dell’ avvio di questo nuovo e stimolante canale di contatto e di proposte comuni. Durante gli incontri una attenzione particolare e’ stata anche dedicata alla diffusione a macchia d’ olio di manifestazioni di antisemitismo che colpiscono gli studenti ebrei in tutti paesi europei. Le rappresentanti della associazione degli studenti ebrei in Europa (EUJS) hanno segnalato che le discriminazioni appaiono particolarmente estese in alcuni Stati membri ed in alcune citta’ come la stessa universita’ di Francoforte. Cinque
nazioni appaiono le piu’ esposte a campagne ed episodi di antisemitismo contro studenti ebrei: Belgio, Olanda, Slovenia, Spagna e Italia. In alcuni atenei gli studenti ebrei non possono frequentare le aule universitarie per le minacce subite e perche” e’ troppo pericoloso.
In questa fase, inoltre, in Germania e in altri paesi europei si assiste, anche ad una nuova realta’. Si stanno instaurando ottime relazioni tra giovani iraniani e studenti ebrei; mentre all’ inverso si stanno accentuando le tensioni tra studenti persiani e studenti palestinesi. In queste ore tutto e’ in movimento ed e’
difficile prevedere la rapida evoluzione delle posizioni delle nuove generazioni rispetto ai conflitti in corso. Vedremo, ma cio’ che oggi appare davvero indispensabile in vista del dopoguerra e della possibile transizione in Iran e’ potenziare i momenti di dialogo costruttivo tra i ragazzi di tutte le parti convolte nel conflitto mediorientale e del Golfo. Se son rose fioriranno.
Marco Mayer

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