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Parlamento Europeo: prove di dialogo tra giovani israeliani e palestinesi nei giorni di guerra

Dal 2024 la Gioventu’ Federalista Europea ha favorito la creazione di un interessante spazio di dialogo tra giovani israeliani e palestinesi, denonimato “Federalist Peace Forum”. Nel settembre 2025 nell’ isola di Ventotene il Forum ha elaborato un primo documento congiunto ispirato ai principi della cooperazione federale a partire da valori e interessi comuni come la liberta’ di movimento, la gestione dell’ acqua, della sanita’, dell’agricoltura e dell’ energia. In questi giorni di guerra le delegazioni palestinese e israeliana in persona e/o online (per la chiusura degli spazi aerei in Medio Oriente) hanno incontrato a Bruxelles un qualificato gruppo di parlamentari europei (di PPE, S&D, Renew Europe e Verdi) per sottolineare
l’ importanza politica dell’ avvio di questo nuovo e stimolante canale di contatto e di proposte comuni.

di Marco Mayer | 4 Marzo 2026

Dal 2024 la Gioventu’ Federalista Europea ha favorito la creazione di un interessante spazio di dialogo tra giovani israeliani e palestinesi, denonimato “Federalist Peace Forum”. Nel settembre 2025 nell’ isola di Ventotene il Forum ha elaborato un primo documento congiunto ispirato ai principi della cooperazione federale a partire da valori e interessi comuni come la liberta’ di movimento, la gestione dell’ acqua, della sanita’, dell’agricoltura e dell’ energia.

In questi giorni di guerra le delegazioni palestinese e israeliana in persona e/o online (per la chiusura degli spazi aerei in Medio Oriente) hanno incontrato a Bruxelles un qualificato gruppo di parlamentari europei (di PPE, S&D, Renew Europe e Verdi) per sottolineare
l’ importanza politica dell’ avvio di questo nuovo e stimolante canale di contatto e di proposte comuni. Durante gli incontri una attenzione particolare e’ stata anche dedicata alla diffusione a macchia d’ olio di manifestazioni di antisemitismo che colpiscono gli studenti ebrei in tutti paesi europei. Le rappresentanti della associazione degli studenti ebrei in Europa (EUJS) hanno segnalato che le discriminazioni appaiono particolarmente estese in alcuni Stati membri ed in alcune citta’ come la stessa universita’ di Francoforte. Cinque
nazioni appaiono le piu’ esposte a campagne ed episodi di antisemitismo contro studenti ebrei: Belgio, Olanda, Slovenia, Spagna e Italia. In alcuni atenei gli studenti ebrei non possono frequentare le aule universitarie per le minacce subite e perche” e’ troppo pericoloso.
In questa fase, inoltre, in Germania e in altri paesi europei si assiste, anche ad una nuova realta’. Si stanno instaurando ottime relazioni tra giovani iraniani e studenti ebrei; mentre all’ inverso si stanno accentuando le tensioni tra studenti persiani e studenti palestinesi. In queste ore tutto e’ in movimento ed e’
difficile prevedere la rapida evoluzione delle posizioni delle nuove generazioni rispetto ai conflitti in corso. Vedremo, ma cio’ che oggi appare davvero indispensabile in vista del dopoguerra e della possibile transizione in Iran e’ potenziare i momenti di dialogo costruttivo tra i ragazzi di tutte le parti convolte nel conflitto mediorientale e del Golfo. Se son rose fioriranno.

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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