A proposito,dei disordini che stanno devastando la periferia a nord-est di Parigi i telegiornali hanno rispolverato il titolo del best-seller di Dominique La Pierre Parigi brucia? (divenuto poi un film-cult)
Addirittura hanno omesso anche il punto interrogativo . In realtà nemmeno Hitler riuscì a distruggere la splendida capitale europea:usare questi titoli per le rivolte dei ghetti non ha aiutato a cogliere i reali connotati di una vicenda che ha ,peraltro, risvolti inquietanti.
Infatti, non si tratta di una rivolta popolare come talvolta alcuni opinionisti adombrano con toni apocalittici
Le motivazioni addotte potrebbero essere usate da molti giovani italiani senza lavoro, senza casa. Il vandalismo non è mai i l modo di presentare rivendicazioni.
Eppure negli organi d’informazione e anche negli autorevoli opinionisti non sento quel tono di
riprovazione che sarebbe auspicabile. Addirittura mi indigna la “furberia” di chi dice: “attenti a non finire come la Francia”. Che significa? Accondiscendere ad ogni richiesta per paura di gesti teppistici? Perché se vogliamo parlare d’integrazione, io credo che essa debba essere costruita seriamente ,nel rispetto dei diritti e dei doveri . Perché senza legalità non c’è integrazione (o è solo una mia opinione, visto che tutti tacciono ?)
Gabriele Parenti

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