Paolo Fanciulli si definisce lupo di mare e pioniere dell’attività di pescaturismo. In realtà sarebbe meglio definirlo un eroe moderno che, come Ulisse, prova a fare l’impossibile. Le sue colonne d’Ercole da superare, o meglio da sconfiggere, sono le aggressioni al litorale della Maremma ―dall’Argentario a Piombino―, dove la pesca moderna a strascico stava distruggendo ambiente marino e coste.
Paolo, che oggi ha 60 anni, nasce pescatore, sotto la guida esperta e amorevole del padre. Un pescatore classico, con le reti che somigliano a quelle utilizzate fin dal tempo degli etruschi e dei romani, e che nulla hanno a che vedere con le tecnologie impiegate oggi dai moderni pescherecci.
Quando il tempo lo consente, esce dal porto di Talamone con la sua barca Sirena, quasi sempre non da solo, dato che nella buona stagione lo accompagnano una dozzina di turisti, ai quali spiega cos’è l’attività di pescatore e quali sono i pericoli che incombono sull’ambiente marino costiero per la pesca a strascico entro le tre miglia. Fa loro da guida per le meraviglie del Parco della Maremma, portandoli a ridosso di suggestivi luoghi come Cala di Forno, dove gli cucina il pesce appena pescato su una piccola spiaggia di ciottoli nel cuore del Parco. Una giornata indimenticabile per chi vive tutto l’anno nell’inferno del traffico delle città. Da qui l’attribuzione del merito di aver fatto da pioniere nella pratica dell’attività di pescaturismo.
Se poi si vuole qualcosa di più tranquillo c’è il suo ristorante, dove su appuntamento organizza cene a base di pesce, sempre da lui pescato, coadiuvato dalla giovane consorte boliviana, Maria. Ho partecipato ad una di esse, e posso assicurare che ne vale la pena, a patto che siate pronti ad ascoltare le sue storie e le sue battaglie a difesa dell’ambiente, ad assistere alla proiezione dei video con le sue interviste e a sfogliare i ritagli di giornale che lo riguardano (è finito sul New York Time e sui maggiori giornali del mondo).

Si diceva della difesa attiva dell’ambiente. Qui Paolo ha dato il meglio di sé. Vista l’inattività delle pubbliche istituzioni, ha deciso di muoversi da solo. Per meglio illustrare cosa ha fatto e continua a fare, e cosa propone in linea generale ha anche scritto un libro, La casa dei pesci. Storia di Paolo il Pescatore, con l’aiuto di Ilaria De Bernardis e Marco Santarelli. Ecco una sintesi del contenuto:
“Paolo Fanciulli, noto come Paolo il Pescatore conduce una guerra contro i pirati della pesca e a difesa del territorio in cui è cresciuto: i Monti dell’Uccellina, il mare di Talamone. Per combattere la pesca a strascico illegale sotto costa che distrugge pesci, fondali e praterie di posidonia, ha subìto minacce e rischiato la vita. Nelle sue battaglie ha attirato a sé un numero crescente di amici e sostenitori. È stato il pioniere del pescaturismo e dell’ittiturismo in Italia e da anni apre la sua casa per mangiare quanto pescato poche ore prima e fare cultura del mare. In Maremma è diventato un simbolo della difesa della natura. Tutti i principali media del mondo si sono occupati di lui. Nel 2012 è nato il progetto La Casa dei Pesci, passo decisivo per la salvezza dei fondali di Talamone: 39 sculture di marmo, calate sul fondo del mare per impedire la pesca a strascico sotto costa. Un museo sommerso che si arricchisce anno dopo anno, scultura dopo scultura. Un magico connubio tra ambiente e arte. Il mondo in cui vive Paolo è uno dei tratti di costa più belli dell’intero Mediterraneo. E se è ancora così lo si deve a lui. Questa la sua affascinante storia.”
Paolo, che ho conosciuto tre anni e mezzo fa -le immagini allegate sono di allora- continua la sua battaglia. E l’attenzione dei media non sembra scemare. L’ultimo suo post segnala una puntata di Storie, rubrica del tg2, andata in onda il 18 dicembre scorso: “racconta anche la mia storia e quella del museo sommerso nato per difendere il mare”.
Ho ripetutamente promesso di andare a trovarlo di nuovo e di trascorrere una giornata assieme in mare. Ma questi due ultimi anni sono stati problematici. Ma in un prossimo futuro si potrà fare. e sarà l’occasione per scrivere ancora di lui e dei suoi progetti.
Luciano Priori Friggi
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