Ottenuta con il suo sciopero della sete l’autoconvocazione delle Camere, Marco Pannella rischia di ottenere ciò che chiede: una modifica alla recente legge elettorale che permetta di sottoscrivere soltanto il simbolo dei partiti in modo di avere più tempo per la formazione delle liste. Sarebbe cioè permesso anche a chi è costretto a raccogliere firme (dall’obbligo sono esentati i partiti che hanno eletto già parlamentari sotto lo stesso simbolo) di indicare i candidati solo all’ultimo momento.
Secondo le auliche parole del leader radicale ciò consentirebbe di placare la sua “sete di giustizia”, provocata dalle nuove norme elettorali che prevedono una disparità di trattamento per i nuovi simboli.
Purtroppo c’è il rischio della conferma di una regola che ha avuto applicazione frequente negli ultimi anni, soprattutto da quando il leader radicale ebbe la luminosa idea di tirare la volata a Oscar Luigi Scalfaro per la Presidenza della repubblica. La regola è che le battaglie vinte da Pannella hanno effetti nefasti mentre le battaglie che potrebbero avere effetti positivi vengono regolarmente perse.
Infatti, raccogliere le firme solo sul simbolo e stabilire poi le candidature, rafforzerebbe il potere dei vertici centrali del partito, in questo caso della Rosa nel Pugno e degli altri partiti costretti a questa estenuante procedura. Le federazioni provinciali e regionali dovrebbero farsi un mazzo tanto per le sottoscrizioni e le autentiche e poi, al momento delle candidature, il potere sarebbe tutto in mano alle segreterie nazionali.
E’ esattamente ciò che avviene in tutti i partiti, in quelli cioè, che non hanno l’obbligo di far sottoscrivere le liste.
Ed è sicuramente ciò a cui tende il navigatissimo Pannella, noto per aver sempre diretto dal centro il partito radicale e non aver mai consentito una benché minima autonomia alle strutture periferiche.
Par condicio con gli altri partiti, senza dubbio. Ma la sete di giustizia, lasciamola stare.
Pannella vuole imbrigliare “La Rosa nel pugno” esattamente come gli altri
Raccogliere le firme solo sul simbolo e stabilire poi le candidature, rafforzerebbe il potere dei vertici centrali del partito. . Le federazioni provinciali e regionali dovrebbero farsi un mazzo tanto per le sottoscrizioni e le autentiche e poi, al momento delle candidature, il potere sarebbe tutto in mano alle segreterie nazionali.

l’estensore di questo articolo non ha chiaro che il punto centrale della battaglia di Pannella è : ufficializzare l’elenco dei candidati lo stesso giorno previsto per le liste che non fanno la raccolta firme.
Non ci azzeccano le altre considerazioni.
giancarlo scheggi
l’estensore di questo articolo non ha chiaro che il punto centrale della battaglia di Pannella è : ufficializzare l’elenco dei candidati lo stesso giorno previsto per le liste che non fanno la raccolta firme.
Non ci azzeccano le altre considerazioni.
giancarlo scheggi
OGGI A DIFFERENZA DI IERI FA UN SIMBOLO VALE L’ALTRO, CIOE’ SONO TUTTI PRIVI DI CONTENUTO.
UNA VOLTA IL SIMBOLO RAPPRESENTAVA IN SINTESI UN CONCETTO, UNA IDEA, UNA FINALITA’. GARIBALDI IDENTIFICO’ IL SOCIALISMO NEL SOL DELL’AVVENIRE E TALE RESTO’ NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO.
OGGI IL SIMBOLO SIGNIFICA SOLO “VOTATECI CHE VOGLIAMO LO SCRANNO PER AVERE LA PENSIONE A VITA!”
Da quando raccogliere firme per i referendum è l’equivalente in politica del servizio militare nella vita civile?
Contano le proposte e quella di raccogliere le firme solo sul simbolo è funzionale a spogliare di qualsiasi potere le strutture periferiche dei partiti, destinate a portare solo acqua. Tanto per completare l’opera iniziata con l’abolizione del voto di preferenza….
a qualcuno rode, gli manca il PSDI dove le liste le faceva la base? O forse non è mai andato a un tavolo a raccogliere firme per un referendum, facile fare I Democratici seduti in poltronA
Caro Guido,
ci mancherebbe altro che rinnegassimo le battaglie intraprese assieme e la volontà di combatterne altre!
Ci è sembrato, a proposito di questa ultima che vede impegnato Marco Pannella, di riscontrare un pericolo: che il risultato possa essere una “diminutio” di democrazia invece che un accrescimento. Certo, la Rosa nel Pugno avrebbe a disposizione lo stesso tempo degli altri partiti per formare le liste. Ma una volta raccolte le firme sul solo simbolo, tutto poi sarebbe consegnato al centro. Del resto, nell’ultimo congresso regionale dello SDI della Toscana, il segretario regionale Pieraldo Ciucchi ha rivendicato il diritto della Toscana ad esprimere il capolista della Rosa nel Pugno. A chi è rivolta questa rivendicazione e che risultato avrà? Lo vedremo e, se del caso, faremo pubblica ammenda.
Con immutata amicizia, in vista delle prossime battaglie da combattere insieme, tuo aff.mo n. c.
Carissimi,
ci conosciamo da qualche tempo (in alcuni casi anche personalmente), conoscete noi Radicali, i nostri metodi e tutti conoscono le battaglie di Marco Pannella per legalita’ e giustizia, contro il privilegio, l’abuso. Battaglie utili per tutti, per la democrazia e per il singolo cittadino, per citare solo le piu’ recenti si va dalla questione plenum della Camera alla elezione dei giudici costituzionali alla parita’ di accesso alle elezione per i partiti come in questo caso sempre a favore del cittadino, della legalita’ costituzionale base dle diritto, ed a differenza degli “altri”.
Puo’ piacere o meno ma cosi’ stanno le cose ed e’ il negarlo e’ ancora una volta accompagnarsi agli “altri” ed unirsi al loro coro, il coro di quelli che il privilegio lo hanno costruito e fanno di tutto per mantenerlo, anche sulla pelle di Pannella.