
Forse hanno voglia soltanto di riprovare. Circa il 90% degli sfollati di Gaza che tornano nel nord della Striscia non ha una casa in cui stare, ha detto un funzionario di Hamas ai media del Qatar. La città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, “resta molto pericolosa per la presenza di militari israeliani” lungo il Corridoio di Filadelfia e “sarà sicura solo dopo il loro completo ritiro”. Lo ha dichiarato il sindaco di Rafah Ahmed al-Soufi in una intervista ad al-Jazeera, mettendo in guardia i palestinesi che stanno facendo ritorno in città. “L’accesso alla parte meridionale della città, vicino al confine, non è possibile”, ha affermato il sindaco di Rafah. La Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ha affermato che gli Stati Uniti sono “una totale manifestazione di colonialismo e arroganza nel mondo di oggi”. Durante un incontro con gli ambasciatori dei Paesi islamici a Teheran, Khamenei ha aggiunto che gli Usa agiscono sotto l’influenza dei principali poteri finanziari nel mondo, riferisce Mehr un’agenzia giornalistica privata e non ufficiale iraniana. Il vice ministro degli Esteri russo e inviato speciale di Putin per il Medio Oriente e il Nordafrica Mikhail Bogdanov è arrivato a Damasco a capo di una delegazione di alto livello per colloqui con le nuove autorità siriane. Lo scrive il sito di notizie siriano Shaam News, sottolineando che quella guidata da Bogdanov è la prima missione russa a Damasco dalla deposizione di Bashar al-Assad. L’esercito israeliano (Idf) ha avvertito i palestinesi nella Striscia di Gaza che il traffico veicolare in direzione nord è consentito solo attraverso la strada Salah a-Din, dove le auto saranno ispezionate da personale addetto alla sicurezza. Israele ha nuovamente avvertito i civili libanesi di non tornare nei villaggi lungo il confine meridionale”. “L’Idf si è recentemente ridistribuito in varie località del Libano meridionale, in base all’accordo di cessate il fuoco, per consentire gradualmente l’efficace dispiegamento dell’esercito libanese e smantellare e rimuovere il gruppo terroristico Hezbollah dal Libano meridionale”. ”Due terroristi palestinesi sono stati uccisi e sei sono rimasti feriti” nell’operazione “Muro di Ferro” che le Forze di difesa israeliane (Idf) stanno conducendo nella città di Jenin, in Cisgiordania. Lo riferiscono le Idf. Durante l’operazione, proseguono i militari israeliani, sono stati smantellati 20 ordigni esplosivi e sono stati arrestati quattro sospetti. Il primo ministro albanese Edi Rama ha smentito con forza le indiscrezioni diffuse dal canale israeliano Channel 12 News secondo le quali il governo di Tirana sarebbe in trattative con l’amministrazione di Donald Trump per accogliere fino a 100.000 palestinesi da Gaza.
Donald Trump torna a ribadire il suo desiderio che i palestinesi lascino un posto “associato alla violenza” come la Striscia di Gaza e si trasferiscano in Egitto e Giordania. Trump ha evitato di rispondere direttamente alla domanda se questa posizione significhi che non crede più in una soluzione a due stati, e ha detto che il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi ha accolto la sua idea di trasferire i cittadini di Gaza dicendo che “gli piacerebbe vedere la pace in Medio Oriente” e che sia lui che il sovrano giordano Abdallah “lo farebbero”. Sia l’Egitto che la Giordania si sono schierati fermamente contro l’idea di Trump, affermando che ai palestinesi dovrebbe essere consentito di rimanere a Gaza. Oltre 300.000 palestinesi sfollati sono tornati nel nord della Striscia di Gaza ieri dalle aree centrali e meridionali dell’enclave, ha affermato l’ufficio stampa del governo di Gaza. Un uomo è stato ucciso e altre persone sono rimaste ferite nella tarda serata di ieri dopo che un aereo israeliano ha preso di mira un bulldozer a ovest del campo profughi di Al-Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riferisce l’agenzia Wafa (Agenzia di Stampa Palestinese) che segnala anche un altro attacco che ha colpito un carretto uccidendo un bambino. L’Idf segnalava ieri sera su Telegram che un aereo dell’IDF ha aperto il fuoco nella parte centrale di Gaza “per allontanare alcuni veicoli sospetti che si stavano dirigendo verso nord, in un’area non autorizzata al passaggio secondo l’accordo e senza essere ispezionati, in violazione dei termini dell’accordo stesso”. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto una conversazione telefonica con il re di Giordania, Abdullah II, nella quale lo ha ringraziato per l’aiuto fornito dal Paese nell’attuazione del cessate il fuoco a Gaza. La telefonata si è concentrata anche sulla Siria, che Washington ha affermato essere importante perché non viene utilizzata come base per il terrorismo e non rappresenta una minaccia per i paesi vicini. È lecito dedurne conclusioni?
Giuseppe Basilico

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