
I cimeli del narcotrafficante colombiano, fanno litigare gli eredi e a contendersi buona parte dell’ eredità sono il fratello Roberto “El Osito” Escobar e il nipote Nicolàs Escobar che si proclama con orgoglio nipote preferito di Don Pablo Escobar ed ha rivelato di aver ricevuto minacce di morte proprio da suo padre Roberto.
Pablo Emilio Escobar Gaviria soprannominato “El Patrò, ” il “Re della cocaina”, ha trascorso decenni a combattere il governo colombiano per evitare l’estradizione negli Stati Uniti.
Nasce a Rionegro nel 1949 da genitori agricoltori e sin da piccolo si inserisce nella delinquenza si fa strada facendosi presto un nome nel mondo della criminalità locale. Inizialmente si dedica al contrabbando di pezzi di automobili rubate, falsifica diplomi scolastici, per poi entra nel giro degli stupefacenti e fonda il Cartello di Medellín.

La foto segnaletica scattata nel 1976 dalla Polizia che ritrae un Escobar strafottente e sorridente (Fonte Wikimedia Commons)
In collaborazione con i fratelli Ochoa occupandosi della raffinazione, trasporto e vendita di droga, con l’aiuto del fratello maggiore Roberto Escobar e il cugino Gustavo. La sua vita inizia nella povertà, ma continua all’insegna del potere e si conclude nel 1993 con una caccia all’uomo tra i tetti di Medellín, città nella quale Pablo è stato amato e odiato dal popolo.
Per molto tempo il suo regno ha avuto popolarità per i progetti di beneficenza e club di calcio, condividendo parte delle sue ricchezze con le comunità locali , ma le campagne terroristiche da lui promosse hanno portato all’uccisione di migliaia di persone, difatti responsabile della morte di circa 4000 persone fra giudici, poliziotti e giornalisti.
L’organizzazione criminale capeggiata da Pablo possedeva flotte di aerei, navi e sottomarini, così come ricche proprietà e vasti appezzamenti di terreno.
A metà degli anni 80 ,Pablo possedeva un patrimonio netto stimato di 30 miliardi di dollari, accumulando ricchezze e beni preziosi quando guidava il cartello di Medellín controllando l’80% del narcotraffico verso gli stati Uniti, diventando uno degli uomini più ricchi al mondo.
Un’ampia eredità appartenente ad un uomo che ha segnato la storia di un paese creando nel tempo un impero senza confini e attualmente contesa nella famiglia di Pablo.
Il narcotrafficante era proprietario di una collezione di auto stravaganti, moto e persino aeroplani e nell’elenco compaiono oggetti preziosi, un’arma appartenuta ad Al Capone, abiti costosi, quadri, cimeli legati all’esistenza tumultuosa del boss.
Uno dei tanti atteggiamenti eccentrici e guasconeschi di Escobar che lo hanno reso un mito nel suo paese e nell’America Latina (fonte Wikimedia Commons)

Motivo della controversia è chi ha realmente diritto di possedere oggetti d valori appartenuti al boss e custoditi fino al 10 luglio in una sorta di museo a Medellìn, ma smantellato per ordine delle autorità in quanto definito non in regola, ma anche perché il sindaco stufo di una mostra permanente dedicata ad un criminale.
Una volta demolito l’edificio tutto quello che vi era all’interno è passato nelle mani di Roberto, fratello di Pablo, mentre Nicholas in pessimi rapporti con il padre sostiene di essere il nipote prediletto del boss tanto da portare avanti le sue ragioni.
La lite tra i familiari di Escobar è diventata sempre più intensa, tale da confermare come la caduta del capo possa innescare rivalità e ambizione nei ranghi dell’organizzazione.
Dolores Di Mambro

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