
L’atteggiamento di Viktor Orbán verso l’Europa è diventato particolarmente duro all’inizio del 2026, alimentato dall’imminente campagna per le elezioni parlamentari ungheresi di aprile 2026. In un discorso tenuto il 7 febbraio 2026, Orbán ha ufficialmente definito l’Ucraina un “nemico dell’Ungheria”. Questa escalation retorica serve a colpire indirettamente l’Unione Europea, accusata di voler trascinare l’Ungheria in una guerra che non le appartiene e di voler finanziare Kiev con risorse che spetterebbero agli ungheresi. “Gli ucraini devono capire che devono smettere di chiedere costantemente a Bruxelles di interrompere l’accesso dell’Ungheria all’energia russa a basso costo. Finché l’Ucraina lo farà, sarà, mi scusi, un nostro nemico”. Lo ha detto il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orbán durante un evento elettorale a Szombathely, trasmesso dal canale televisivo M1. “Kiev sta violando i nostri interessi fondamentali chiedendo e incitando costantemente Bruxelles a interrompere l’accesso dell’Ungheria all’energia russa a basso costo. Chiunque lo faccia non è un avversario, ma un nemico dell’Ungheria”, ha aggiunto. Il 52% dei tedeschi è favorevole a un aumento degli aiuti occidentali all’Ucraina qualora la Russia non fosse disposta ad accettare un cessate il fuoco e a negoziare la pace. E’ quanto emerge da un sondaggio pubblicato dalla Bild e condotto dall’istituto demoscopico (sondaggio di opinione) Insa. A seguito di un attacco aereo russo al villaggio di Zhovta Krucha nella regione di Zaporizhzhia, una donna è stata uccisa e altre sono rimaste ferite. Lo scrive su Telegram il capo dell’Amministrazione Militare Regionale di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov, come riporta Ukrinform. “Il numero delle vittime a causa dell’attacco nemico a Zhovta Krucha sta aumentando. I KAB russi hanno ucciso una donna di 62 anni. Altre due donne – 62 e 65 anni – sono rimaste ferite,” afferma il post. Il governatore della regione russa di Kursk, Aleksandr Khinshtein, afferma che un drone delle truppe ucraine sia “caduto nei locali di una casa privata nel villaggio di Verkhny Lyubazh” uccidendo un uomo e ferendo altre tre persone: lo scrive l’agenzia di stampa russa Interfax. Sempre secondo Interfax, le autorità cittadine di Bataisk, nella regione russa di Rostov sul Don, affermano che una donna sia morta in ospedale a causa delle ferite riportate in un raid di droni lo scorso 18 dicembre. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha affermato sul social network X che gli attacchi russi contro l’Ucraina mettono a rischio l’intero continente europeo di un incidente nucleare. Lo riporta Ukrainska Pravda. Secondo Sybiha la Russia ha recentemente intensificato gli attacchi al sistema nucleare ucraino, attacchi che rappresentano un concreto rischio di incidente nucleare. Per il ministro degli Esteri ucraino l’incidente non è avvenuto solo grazie alla professionalità degli specialisti ucraini dell’energia nucleare. Zelensky ha denunciato nuovi attacchi russi contro infrastrutture energetiche strategiche del Paese, affermando che nella notte sono stati colpiti impianti cruciali per il funzionamento delle centrali nucleari. “Secondo quanto riferito, il comando militare russo starebbe pianificando di impiegare le sue riserve strategiche, probabilmente limitate, in un’offensiva prevista per l’estate del 2026 nell’Ucraina meridionale e/o orientale. Tuttavia, l’esercito russo non dispone probabilmente di riserve sufficienti sia per prepararsi adeguatamente a tale offensiva sia per raggiungere gli obiettivi prefissati”. Lo scrive il centro studi americano Institute for the Study of War. Si legge poi nell’ultimo rapporto diffuso in rete: “Dal luglio 2025 la Russia sta costituendo una riserva strategica composta da nuove reclute, potenzialmente per facilitare tale offensiva, ma sta faticando a sostituire le perdite subite in Ucraina e ha dovuto dispiegare le riserve operative per sostenere le operazioni di combattimento in corso. Il comando militare russo dovrà probabilmente scegliere se dispiegare ora le sue riserve strategiche, probabilmente limitate, per prepararsi meglio all’offensiva estiva, oppure rischiare di utilizzare la riserva strategica più avanti nell’estate, ma da posizioni meno vantaggiose”. Due aeroporti in Polonia hanno riaperto dopo le operazioni militari condotte da aerei Nato nello spazio aereo del Paese. Lo riferisce Sky News citando l’esercito polacco. La decisione di sospendere temporaneamente le operazioni negli aeroporti di Lublino e Rzeszow era stata innescata dagli attacchi notturni della Russia contro l’Ucraina.
Giuseppe Basilico

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