• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ora tocca alle Casse Rurali che per Bankitalia (e Draghi) sono troppe

di Beppe Facchetti | 26 Aprile 2015

Una riforma nella distrazione del Parlamento. Tra centro e periferia, scatterà un contratto molto vincolante, che guiderà dall’alto le scelte di credito e di debito.

Sotto a chi tocca. Dopo la riforma delle Popolari, è il turno delle Casse Rurali, anch’esse in ritardo decennale nell’autoriforma. Al grido di “fuori i signorotti dalle Banche”, Matteo Renzi ha aperto una partita che molti pensavano deviabile nella palude dei rinvii. Ma l’ha chiusa nei 60 giorni canonici. E ora lo sguardo si è girato sulle Casse Rurali, a cui sono stati dati termini perentori per evitare una soluzione dall’alto, già pronta. Il bresciano Azzi, da 24 anni alla guida di Federcasse, ci ha messo la faccia, ha minacciato dimissioni e dato la sveglia ai suoi, ma forse questo mondo che, anche per meriti indiscutibili, nessuno aveva osato toccare sul serio, stenta a capire. Banca d’Italia ha ormai poteri di controllo solo in questo ambito e ha già fatto sentire la frusta, con un intervento a febbraio del capo della vigilanza Carmelo Barbagallo. Nel mirino, la resistenza ad unirsi (Padoan ha detto chiaramente che le BCC “sono troppe”) e la governance, dopo che già uno studio 2014 di Mediobanca aveva ammonito “prima di rifare le Banche, rifate i banchieri”, perché i giochi di corridoio e l’uso delle deleghe possono svuotare il valore “democratico” del voto capitario.

Il dibattito interno al sistema doveva concludersi entro aprile, ma stenta ad emergere un accordo. Protagoniste delle resistenze maggiori sono le Casse più grandi, a cominciare da quella di Roma, e soprattutto le Casse del territorio trentino e sudtirolese, che rivendicano la loro tradizionale autonomia.

Il rischio che Bankitalia e Governo perdano la pazienza è forte, e la debolezza del Parlamento, in altre faccende affaccendato, non depone a favore di localismi che un tempo avrebbero saputo erigere muri di resistenza molto duri da abbattere,

La rivoluzione cade nel bel mezzo delle Assemblee che hanno cominciato a svolgersi in tutta Italia, in genere senza che gli amministratori diano alla base una precisa informazione di quanto sta avvenendo. Continua a prevalere lo status quo. .

In queste Assemblee, in apparenza tutto sembra infatti come sempre: elenchi di numeri, piccoli dibattiti celebrativi, affanno nelle votazioni, e corsa al buffet finale. Ma, là sul palco, c’è ormai, incombente, un ospite non invitato, un Caronte traghettatore, frutto dell’assemblaggio del sorriso furbetto di Renzi, della maschera sofferta di Padoan e del cipiglio severo di Visco, con sullo sfondo l’ombra germanica di Draghi, sideralmente lontano dai problemi localistici ma pronto ad assegnare penitenze a chi non ricorda che gestire una Banca é materia delicata. Nella bozze circolanti, si prevede ad esempio che Bankitalia possa mettere il veto sulla maggioranza dei membri dei consigli, con severo accertamento della professionalità e inconsueta durezza contro i conflitti di interesse: un amministratore non può avere debiti robusti con la Banca che gli è stata affidata.

Certo una rivoluzione dolorosa, perché incide su tradizioni molto spesso secolari, che affondano le radici spesso nel cattolicesimo sociale, ma anche in orgogliose autonomie territoriali, che per decenni hanno consentito grandi risultati fatti di solidarietà, mutualità, cooperazione vera.

Ma, siamo in presenza di uno spartiacque verso un mondo che non tornerà più. Le Casse Rurali resteranno il terminale sul territorio, ma la funzione bancaria sarà accentrata in una (o più) holding di cui – tutte insieme – possederanno una percentuale forse limitata ad un terzo, lasciando il resto ad apporti esterni magari anche stranieri. Tra centro e periferia, scatterà un contratto molto vincolante, che guiderà dall’alto le scelte di credito e di debito (ed è su questo che ci si sta scontrando in Federcasse). Non solo, ma potranno entrare nella nuova realtà solo le Casse che avranno fatto percorsi virtuosi di aggregazione e qui scattano spesso fenomeni di resistenza passiva legati alla salvaguardia di poltrone e poteri locali.

Azzi sta cercando di salvare il salvabile, ad esempio limitando al 10% il capitale massimo di un socio esterno, e facendo in modo che questo capitale non sia speculativo o “impaziente”.

Ma Il melograno simbolo delle BCC, frutto che raccoglie ad oggi ben 379 semi, é forse destinato ad appassire.

Pubblicato in : Primo piano

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti