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Ora Salvini studia da “moderato”

Ha compreso che è finita la stagione del Papeete e dell’ arroganza al potere e che, come direbbero i romagnoli, non è più tempo di fare lo ” sborone “.

di Roberto Caputo | 11 Novembre 2019

Dopo la scivolata del voto in Senato sulla commissione Segre e successive dichiarazioni a dir poco inopportune, Matteo Salvini ha capito di aver commesso un gravissimo errore ed è corso ad incontrare la senatrice in forma assolutamente privata accompagnato solamente dalla figlia di sei anni. Ma che ci sia in atto una mutazione del leader della Lega è più che evidente a partire dal suo abbigliamento. Abbandonate le felpe e le tute ,ora indossa giacche monopetto. .Ancora quasi sempre senza cravatta, ma arriverà anche questa. . Utilizza un linguaggio più sobrio, evita di polemizzare ogni giorno dalle pagine di facebook, non chiede il voto anticipato ogni minuto, ha ricucito con Berlusconi. Ha compreso che è finita la stagione del Papeete e dell’ arroganza al potere e che, come direbbero i romagnoli, non è più tempo di fare lo ” sborone “. Insomma si è iscritto alla scuola dei moderati. Gavetta dura. Ma s’ha da fare, come gli ripete quotidianamente Giorgetti. Poi vi è un problema europeo gigantesco. Non può più permettersi le gigionate russe. La partita si gioca in Europa, dove lui è completamente isolato e tenuto a distanza dalla camera dei bottoni. Ed ecco che segretamente e sommessamente sono incominciati dei colloqui con il Partito Popolare a cui è iscritto il suo amico ungherese Orban. I voti servono, ma non bastano e Salvini è chino sui libri.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: anni, berlusconi, commissione, europa, lega, scuola

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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