Mi accingo ad affrontare un tema che conosco poco. La mia unica esperienza in carcere, in quel di Sollicciano, è stata in occasione di un concerto di Natale con il mio coro qualche anno fa. Per allietare i detenuti.
Due esperienze mi hanno colpito in particolare. Le porte che si chiudono sbattendo dietro, al passaggio dei visitatori, davvero inquietanti e ansiogene. Come non pensare a chi sa di non potere uscire.
E la vista dei detenuti con colpe e relative condanne più o meno gravi, divisi in vari gruppi, in platea. Atteggiamenti diversi e sguardi diversi. Quella differenza fisiognomica fra chi ha commesso atti antisociali ma non gravi , e dunque condannati a pene leggere, e i delinquenti abituati alla condotta illegale, criminali abituali, che devono scontare pene pesanti e lunghe.
Mi ha fatto venire in mente la teoria lombrosiana. Una teoria pseudiscientifica ma con aspetti abbastanza realistici.
Tutti privati della libertà, ma in una reclusione con tempi e punizioni diverse.
Il Ministro Cartabia, molto brava, ha descritto bene la situazione delle nostre carceri, ma anche un po’ banalmente.Tutto quello che ha evidenziato lo conosciamo ormai tutti. Almeno quelli che si informano.
Sovraffollamento, pochi agenti di custodia e scarso cntrollo. Situazioni di stress per i detenuti e per gli agenti.
Occorre non soltanto sorveglianza, ha esordito, ma accompagnamento nel recupero psicosociale dei detenuti. Così come è necessaria una opportuna formazione, addestramento e preparazione anche degli agenti di custodia, un corpo speciale che ha il compito di mantenere in sicurezza le carceri italiane. Con il motto: vigilando, redimere.
Sostegno psicologico per entrambi, dunque, detenuti e guardie carcerarie.
Tutto quanto raccontato dal Presidente e dal Ministro per la prima volta, almeno si dice. sarebbero andati a visitare le carceri. Un segno di attenzione al popolo dei detenuti ma anche ai servitori dello stato che oggi purtroppo, sentono la propria divisa macchiata da pestaggi definita addirittura “ignobile mattanza”.
Noi occidentali siamo giustamente educati e preparati al rispetto dei diritti umani. Per tutti. Ma se pensiamo alle persone che lavorano per due spiccioli sotto il sole cocente e via discorrendo prende il magone. O a coloro che dormono all’addiaccio e talvolta non ce la fanno e muoiono di freddo. A coloro che perdono il lavoro e hanno figli da mantenere.
Ecco, chi più di loro ha diritto all’osservanza dei diritti umani?
Si è parlato di risorse per rendere più vivibili le carceri. Giustissimo. Ma i detenuti, come tutti, devono lavorare per guadagnarsi e meritarsi vitto e alloggio, proprio come tutti gli altri cittadini.
Negli ultimi tempi si ha la sensazione che le minoranze siano considerate più dei cittadini che rientrano nella normalità. Che lavorano o cercano di farlo, si comportano in maniera virtuosa non delinquono non rubano non uccidono .
Ecco. Questi cittadini , tutto sommato, dal momento che sono bravi e buoni se la possono cavare da soli. Non hanno casa? Non ce la fanno a pagare affitto e bollettte? Ma sono efficienti, hanno una gran voglia di lavorare. Se la caveranno, prima o poi.
Spesso i politici hanno da pensare troppo alle minoranze. E questa parola comincia a diventare antipatica.
E sovviene la parabola del figliol prodigo. A mio avviso la più odiosa e ingiusta nella sua morale.
Chi sbaglia o non si comporta bene deve essere aiutato a migliorare, a venirne fuori, a recuperare dignità. Perfetto.
Chi ha un comportamento virtuoso e fila dritto, di che cosa ha bisogno? Chi se ne accorge. Non fa scalpore, i media non se ne interessano.
Quelli che guardano la tv, che mettono da parte i soldini per portare in vacanza i figli, come faceva la mia mamma, che si alzano la mattina e fino all’indomani non danno fastidio a nessuno. Di loro non si parla. Sono invisibili.
Auspichiamo che da ora in avanti anche questi, che rappresentano sicuramente la maggioranza, abbiano diritto alle luci della ribalta.
Perchè ormai la gente comune, quella che anche durante la pandemia è stata alle regole, che si è lavata e disinfettata le mani 50 volte al giorno, che ha portato la mascherina anche in macchina da sola, venendo pure derisa dagli intelligentoni che la considerano lobotomizzata a causa di una cosiddetta dittatura sanitaria.
Chi si è vaccinato senza farla troppo lunga, chi si accinge a farlo perfino sui figli, sui minori, sulla qual cosa anche io, convinta vaccinista, ho delle perplessità. Perché in età evolutiva gli organi devono ancora perfezionarsi, crescere e formarsi. E difficile è considerare e prevedere effetti collaterali a lungo termine. Ma ne comprendo la validità e la necessità per tutti.
Ecco, questi hanno il senso del dovere, una visione collettiva della società e non individualistica egocentrica e egoistica. Quelli delle file negli hub sotto il sole.
Fanno i loro dovere, punto.
Dunque riserviamo le risorse per chi ha sbagliato, chi si è comportato male, chi è stato beccato sanzionato processato e ritenuto colpevole e messo in detenzione. Che magari quando esce ricomincia. Ma pensiamo in contemporanea, o innanzi tutto, ai cittadini modello, agli invisibili.
Carla Ceretelli
P.S
Vi spiego il DDL ZAN:
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Ha nevicato per tutta la notte.
Alle 08:00 faccio un uomo di neve.
Alle 8:10 passa una femminista e mi chiede perché non ho fatto una donna di neve.
8:15 faccio una donna di neve.
8:17 la mia vicina femminista si lamenta del seno voluminoso della donna di neve perché dipinge le donne di neve come oggetti.
8:20 una coppia gay che vive lì vicino mi guarda storto lamentandosi del perché non ci sono due uomini di neve.
8:22 un transessuale passando mi dice che avrei dovuto fare un uomo di neve con parti rimovibili.
8:25 dei vegani che abitano in fondo alla via si lamentano della carota usata come naso dicendo che è cibo e non una decorazione per pupazzi.
8:28 passano delle persone di colore e mi danno del razzista perché la coppia di neve è bianca.
8:31 dei musulmani sull’altro lato della strada chiedono che la donna di neve indossi un burka.
8:40 arriva la polizia dicendo che alcune persone si sono offese.
8:42 la mia vicina femminista si lamenta per la scopa che raffigura la donna umiliata e costretta a svolgere lavori domestici.
8:43 un funzionario del ministero per le Pari Opportunità arriva e mi minaccia di denuncia.
8:45 dei reporter del tg 3 e Tg la 7 si avvicinano chiedendomi che differenza c’è tra l’uomo e la donna di neve. Io rispondo “le palle” e mi accusano di sessismo.
9:00 appaio al telegiornale come sospetto terrorista, razzista, omofobo e intenzionato a sollevare problemi durante il maltempo.
9:10 mi chiedono se ho dei complici.
9:15 mi arrestano.
Carla Ceretelli

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