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Opinioni/ Ambarabacciccicoco.. chi aprirà prima?

Se poi l’anticoprifuochismo se lo intesta qualche politico, non ci possiamo fare nulla.
Risulta essere contrario al coprifuoco, più o meno, tutto il centro destra, e, se non ci ripensa, Italia Viva.

di Carla Ceretelli | 25 Aprile 2021

Abbiamo atteso il messia,  lo abbiamo idealizzato e santificato in attesa di pseudomiracoli. E’  il meglio che offre il convento  globale, sul mercato, ci siamo detti.  Tutti in attesa buoni buoni in circolo come quando si giocava allo scambio del gioco.sulla spiaggia, qualche decennio fa. Scambiandoci gli zoccoli.

Ecco,  forse giusto sul mercato, quello che conosce bene. Gli  abbiamo dato tempo e ci siamo illusi. Perché i miracoli l’essere umano non li fa.

Illusi e delusi dall’ultimo decretone. Ingarbugliatisso a tal punto che non è facile neppure comprenderlo memorizzarlo e dunque rispettarlo. Per non dire dell’anda e rianda fra regioni ancorché soltanto bicolorate.

Uscendo dai massimi sistemi dei tavoli  non  proprio rotondi  ma piuttosto  acuminati, e degli incontri di alto lignaggio, ci si ritrova con gli stessi autentici problemi che incidono pesantemente sulla socialità, la psiche,  la salute  e l’economia che sta per esalare l’ultimo respiro, ormai già in coma.

Si è detto di non fare assembramenti. Dunque più si amplia, dove come e quando, più si apre,  e meno ci si ritrova   a spintoneggiarsi e alitarsi infaccia. Sempre da evitare anche con mascherina. Purché indossata in modo corretto. Cosa che, ahimé non sempre  avviene.

Perché, dunque,  invece di chiudere alle 22 alle 23 o all’ora  di  Cenerentola non si lascia aperto  h 24 acciocchè la gente possa dilazionarsi  anche nei i negozi lasciati liberi nelle aperture.  Data la bella stagione che dovrebbe arrivare e che diminuisce la circolazione del virus. Sembra scientificamente provato. Oltre che nei   bar ristoranti ecc. intra e extra moenia. Per non dire degli spettacoli e cinema. E del  turismo, una delle maggiori nostre risorse,  che è morto. Speriamo che qualcuno abbia provveduto  all’ibernazione acciocché possa essere rianimato prima possibile. Ma inutile ripetersi quello che è sotto gli occhi di tutti. Così come non ci cimentiamo  sul green pass che, al momento , appare già fuori legge, a detta di chi sa.

Qualcuno dice, giustamente, che il coprifuoco fa desistere dall’uscire la sera, fa da deterrente. Ma fa anche tanto angustiare e, forse, rende  agitati arrabbiati o depressi  talmente tanto  da suscitare ribellione. Effetto boomerang. Forse, dando più libertà si otterrebbe una maggiore autodisciplina.  Forse. Vale la pena di provar?

Quanto a quelli di cui la mamma è sempre incinta, si comporterebbero comunque in modo assurdo e idiota e incivile .  Come vediamo  e abbiamo visto  spesso anche in fase intermedia di lock down. Ovviamente tutto questo in area e tempo di emergenza pandemica. Dunque rischio ragionato, ma ragionato bene.

Del resto  per far ripartire il turismo occorre aprire al massimo con il massimo del covid free applicando le massime misure anticontagio.

Se poi l’anticoprifuochismo se lo intesta qualche politico, non ci possiamo  fare nulla. Ce ne faremo una ragione.

Della scuola e del trasporto pubblico.

Ci siamo, al dunque. Dopo oltre un anno di vai e vieni siamo arrivati alla decisione finale. Dopo  un anno  di tavole rotonde, task force, CTS CDM, DPCM, improbabili conferenze stampa  condotte con grande self control  ironia e leggerezza, dal simpatico Premier,   insieme a  banchi e pattini a rotelle e quant’altro, alla riapertura delle scuole acclamata  e reclamata da tutti a gran voce, siamo alle solite.

Non è cambiato nulla di nulla. Sono cambiati gli attori, quasi tutti, e quel quasi è pesante assai, ma il dramma è rimasto lo stesso. Speriamo non si tramuti in tragedia.

All’epoca, ormai un anno fa,  come cittadini  semplici avevamo indicato una possibile soluzione, crediamo anche poco onerosa economicamente. Ma socialmente e come stile di vita qualche cambiamento lo avrebbe apportato.  A scanso di equivoci sottolineiamo che non ce l’abbiamo con il corpo insegnante, e neppure con i sindacati relativi.

 Ma abbiamo sotto gli occhi che i sacrifici sono stati  richiesti  ala grande  soltanto ad alcune categorie, autonome, partite iva ecc, mentre i pubblici amministratori,  insegnanti compresi, tenendo da parte i sanitari che di sacrifici ne hanno fatti a iosa, hanno percepito il sacrosanto stipendio praticamente stando a casa davanti a un PC in Dad. Noioso ehh per carità. Ma alla fine del mese il malloppetto arriva.

 Un uccellino volando sopra le teste di chi disperato va in piazza a chiedere di lavorare sulle proprie spalle rimboccandosi le maniche senza chiedere nulla, come sempre,  ha cinguettato amabilmente che sono gli insegnanti a non volere accettare alcune modifiche nella  gestione scolastica. Che avrebbe, almeno in parte, risolto anche  il problema dei trasporti pubblici che nessuno è riuscito  non dico a risolvere,  ma  neppure ad affrontare.

Naturalmente questa è solo una opinione.

 In modo molto semplice, come ci ha insegnato il buon Occam con la sua teoria del  rasoio, si sarebbe potuto avvicendarsi , e fare turni,  dai piccoli scolari  agli studenti  grandi. Ma questo avrebbe significato chiedere una disponibilità H 12,  8/20,   per esemplificare e scaglionare  gli orari di scuola. Naturalmente con turni umani, non come quelli dei poveri rider. Si è detto che tutti, in emergenza, devono metterci del suo. Sacrifici più o meno importanti a seconda dei propri ruoli. Ma,  ci risulta, ma forse siamo distratti,  o  funzionalmente analfabeti, che alcune categorie siano state addirittura premiate.

Ai tempi della mia generazione si andava a scuola anche il pomeriggio. In alternativa all’orario mattutino. Nessuno si strappava i capelli e si stracciava le vesti. Nè scolari né genitpri né insegnanti. Si faceva quello che ci dicevano senza sentirsi privati di alcuna libertà.

Perchè dunque non fare turni anche  2 o 3, dato che i grandi, i liceali potrebbero andare a scuola anche nel tardo pomeriggio? Questo avrebbe sicuramente diluito l’arrembaggio ai mezzi. Ma avrebbe, ovviamente  comportato la disponibilità del personale scolastico, indotto a  cambiare le proprie abitudini. Per un periodo, non per sempre. Almeno si spera.

Da aperturista convinta ma nel massimo  rispetto  delle regole ,  dei comportamenti virtuosi e  della rigorosa prudenza,  questa soluzione non l’avrei vista così male. E allora ci chiediamo perchè non ci hanno pensato i soloni di CTS e governi. O , se ci hanno pensato, perché l’hanno accantonata.  O non presa per nulla  in considerazione.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: cinema, emergenza, illusi, iva, mercato, misure, partite iva, scambio, scuola, sindacati, soluzione, stile di vita, studenti, trasporti

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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