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Onu messa al voto, è stata bocciata per il veto Usa

L’ambasciatrice americana all’Onu Dorothy Shea ha annunciato, come previsto, che gli Stati Uniti porranno il veto su una risoluzione su un cessate il fuoco a Gaza al Consiglio di sicurezza. “Questa risoluzione è inaccettabile per diversi motivi”, ha dichiarato la numero uno della missione Usa agli Stati Uniti sottolineando che “per poter andare avanti Hamas e altri terroristi non devono avere un futuro a Gaza”. Gli Stati Uniti hanno votato contro la risoluzione Onu che chiedeva l’immediato cessate il fuoco a Gaza. Quattordici, invece, i voti a favore. Zero gli astenuti. A causa del veto degli Usa, uno dei cinque membri permanenti con potere di veto, la risoluzione è stata bocciata.

di Giuseppe Basilico | 5 Giugno 2025
220727-A-KS490-1115 BEIRUT, Lebanon (July 27, 2022) U.S. Coast Guard Lt. Trent Moon, commanding officer of fast response cutter USCGC John Scheuerman (WPC 1146), shakes hands with U.S. Ambassador to Lebanon Dorothy C. Shea while pierside in Beirut, Lebanon, July 27. John Scheuerman is one of the newest additions to a slate of Coast Guard ships supporting U.S. 5th Fleet. (U.S. Army photo by Spc. Noah Martin)

“Vi sono amanti della guerra che tuffati dentro l’atroce esperienza d’una battaglia cambiano in modo radicale.”

L’ambasciatrice americana all’Onu Dorothy Shea ha annunciato, come previsto, che gli Stati Uniti porranno il veto su una risoluzione su un cessate il fuoco a Gaza al Consiglio di sicurezza. “Questa risoluzione è inaccettabile per diversi motivi”, ha dichiarato la numero uno della missione Usa agli Stati Uniti sottolineando che “per poter andare avanti Hamas e altri terroristi non devono avere un futuro a Gaza”. Gli Stati Uniti hanno votato contro la risoluzione Onu che chiedeva l’immediato cessate il fuoco a Gaza. Quattordici, invece, i voti a favore. Zero gli astenuti. A causa del veto degli Usa, uno dei cinque membri permanenti con potere di veto, la risoluzione è stata bocciata. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha assicurato ieri che sta lavorando ad una soluzione per “superare le divergenze sulla questione del reclutamento” degli ebrei haredi (Gli ebrei ultraortodossi di Israele sono comunemente chiamati Haredim (Haredi al singolare) in ebraico. Sono il gruppo demografico più religioso in Israele e in genere vivono separati dal resto della società per dedicarsi alla preghiera e al culto) che è scoppiata di nuovo tra il governo e i due partiti ultraortodossi (Shas e Ebraismo unito della Torah) che fanno parte della coalizione e che minacciano di ritirare il loro sostegno. Il governo israeliano ha segretamente finanziato il nuovo meccanismo di consegna degli aiuti gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). A riferirlo è il Times of Israel citando l’emittente pubblica Kan.  L’esecutivo governo ha approvato il mese scorso il trasferimento di 700 milioni di shekel (circa 280 milioni di dollari) a un non ben precisata “istituzione della Difesa’. Nonostante l’esecutivo abbia sempre ufficialmente negato di avere pagato la Ghf, secondo quanto riferito da funzionari governativi a Kan, i soldi sono andati proprio alla Fondazione umanitaria per Gaza. Israele è “pronto ad agire” per fermare la flottiglia della Freedom Flotilla Coalition, che ha a bordo l’attivista svedese Greta Thunberg, diretta verso Gaza con un carico simbolico di aiuti umanitari. “Abbiamo acquisito esperienza negli ultimi anni e agiremo di conseguenza”, ha dichiarato al Times of London il portavoce delle Forze di Difesa israeliane, Effie  Defrin. La flottiglia è partita domenica dal porto di Catania e trasporta barrette proteiche e latte in polvere. La missione segue un precedente tentativo del mese scorso, quando  un’altra nave della flottiglia fu danneggiata poco prima di accogliere l’attivista: il gruppo ha accusato Israele di averla attaccata con  droni. Gli Stati Uniti hanno informato Israele che porranno il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un cessate-il-fuoco, il rilascio degli ostaggi e un aumento degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato un funzionario dello stato ebraico.Gli Stati Uniti ritengono che la risoluzione non attribuisca adeguatamente la responsabilità ad Hamas per il conflitto in corso e non integri gli sforzi in corso dell’amministrazione Trump per ottenere un cessate-il-fuoco e un accordo sul rilascio degli ostaggi a Gaza, ha dichiarato il funzionario israeliano. Parlando all’evento “L’Italia si trasforma – Una sfida Capitale”, organizzato a Villa Miani dal Messaggero, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la linea italiana sul conflitto israelo-palestinese, rivendicando l’equilibrio tra sostegno  umanitario e dialogo diplomatico. “Siamo amici di Israele e del popolo palestinese. Non c’è stata una missione in Israele che non sia stata accompagnata da una missione in Cisgiordania”, ha evidenziato. Tajani ha ricordato che l’Italia ha già accolto “700 palestinesi usciti dalla Striscia di Gaza”, definendolo “un numero enorme” viste le difficoltà operative. Ha inoltre rivendicato il successo italiano nel far entrare un convoglio delle Nazioni Unite a Gaza con mezzi  donati da Roma, unico Paese a esserci riuscito. “Chiudere le relazioni diplomatiche, come chiede qualcuno dell’opposizione, significa che poi non c’è dialogo per portare a casa i bambini palestinesi”, ha aggiunto il ministro, spiegando che senza  interlocuzione politica con Israele l’azione umanitaria sarebbe  impossibile: “Israele controlla tutto e se non hai un dialogo con loro non ti fanno entrare”. Il governo britannico di Keir Starmer si è unito all’appello dell’Onu per “un’inchiesta indipendente e immediata” sugli eccidi di palestinesi in fila per gli aiuti umanitari distribuiti in misura limitata nella Striscia di Gaza dalla Gaza Humanitarian Foundation, controversa ong americana filo-israeliana. Lasciarsi inghiottire dal nulla…

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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