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Oltre 4 milioni di sfollati a causa del conflitto in Sudan: l’allarme dell’Unhcr

di Agenzia Aise | 18 Agosto 2023
Nello stato del White Nile, la mancanza di medicinali essenziali, di personale e di rifornimenti sta compromettendo gravemente i servizi sanitari (fonte Agenzia Aise)

Le persone costrette alla fuga, a causa della crisi in Sudan, sono oltre 4 milioni. Questa la preoccupazione espressa dall’UNHCR, l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati, che si è detta anche profondamente preoccupata per l’aggravarsi delle condizioni sanitarie in tutto il Paese, inclusi campi rifugiati, i centri di transito nei paesi limitrofi, i valichi di frontiera dove arrivano le persone in fuga.
La situazione in Sudan, dove sono presenti i team dell’UNHCR, si è fatta insostenibile poiché le necessità superano di gran lunga ciò che è umanamente possibile offrire con le risorse a disposizione. Nello stato del White Nile, la mancanza di medicinali essenziali, di personale e di rifornimenti sta compromettendo gravemente i servizi sanitari e di distribuzione del cibo in tutti e 10 i campi rifugiati, dove dall’inizio del conflitto, sono arrivate più di 144.000 persone provenienti da Khartoum, unendosi alle migliaia di rifugiati dal Sud Sudan e alle comunità locali che accedono agli stessi ambulatori medici. I servizi di sostegno alla salute mentale e psicologica sono praticamente inesistenti.
Molte famiglie sono in viaggio ormai da settimane, con pochissimo cibo o medicinali, con un aumento dei tassi di malnutrizione, dei focolai di malattie e decessi correlati. Tra il 15 maggio e il 17 luglio sono morte più di 300 persone, soprattutto bambini al di sotto dei 5 anni, a causa del morbillo e della malnutrizione. Se i finanziamenti ai programmi sanitari salvavita continueranno a ritardare, questo numero sarà destinato probabilmente a salire.
L’OMS riferisce che la qualità dell’assistenza sanitaria in tutto il Paese è seriamente compromessa, a causa degli attacchi al personale sanitario e la carenza cronica dello stesso. Un’analisi fatta dai team dell’UNHCR nel White Nile evidenzia che, ogni medico, giornalmente, si occupa di almeno 70 pazienti al giorno, oltre il limite raccomandato, chiara dimostrazione del fatto che la capacità di prestazione di servizi è giunta al limite. Le interruzioni nelle catene dell’approvvigionamento hanno comportato una carenza di medicinali e di altri rifornimenti per centinaia di migliaia di persone che ne hanno disperatamente bisogno.
Si prevedono, inoltre, altri casi di colera e malaria nei prossimi mesi, a causa delle alluvioni provocate dalle piogge continue e dall’inadeguatezza dei servizi igienici.
Oltre il confine la situazione è comunque drammatica. Lo stato di salute e di nutrizione delle persone in arrivo dal Sudan è peggiorato drasticamente dall’inizio del conflitto in aprile, e continua ad aggravarsi. La mancanza di fondi ostacola gravemente la risposta in Sud Sudan, dove 57 bambini perlopiù sotto i 5 anni sono morti di morbillo e malnutrizione a Renk. Di questi, 15 sono morti nell’ultima settimana.
Analogamente, in Ciad solo 17 ambulatori mobili sono operativi in 15 località lungo il confine e nei campi rifugiati, dove le persone continuano ad arrivare. Finora tra i feriti sono arrivati oltre 2.400 rifugiati e persone che fanno ritorno nel Paese d’origine, bisognosi di cure mediche urgenti, a giugno circa 130 persone amesse negli ambulatori al giorno.
Insieme ai partner sanitari e alle autorità governative, l’UNHCR sta facendo il possibile per aumentare la capacità di risposta. Le agenzie umanitarie hanno inviato altro personale e volontari nei campi, nei punti di confine e nei centri di transito, per ampliare le attività di screening per la malnutrizione e altri servizi. I team forniscono anche kit medici, sempre più vaccinazioni contro il morbillo per i bambini e rimettono in funzione strutture esistenti, oltre a costruirne di nuove. Inoltre stiamo facendo tutto il possibile per ricollocare rapidamente le persone che arrivano dai punti di frontiera ai centri di transito, per evitare situazioni di sovraffollamento e rallentare la diffusione di malattie mortali. Tuttavia, abbiamo bisogno di un maggior sostegno da parte dei donatori per continuare a salvare vite.
Dall’inizio del conflitto, più di 4 milioni di persone sono state costrette a fuggire dal Sudan verso i paesi vicini. Tra questi, quasi 700.000 sono rifugiati e richiedenti asilo fuggiti verso i Paesi limitrofi, e 195.000 Sud Sudanesi costretti a fare ritorno nel loro Paese. In Sudan ci sono più di 3 milioni di sfollati interni, tra cui 187.000 rifugiati che già risiedevano nel Paese all’inizio della crisi.
C’è un disperato bisogno di fondi per sostenere i servizi sanitari e altri aiuti salvavita. Dei 566 milioni di dollari USA richiesti dall’UNCHR e dagli altri partner per il Regional Refugee Response Plan (RRRP), che fornisce assistenza nei paesi confinanti con il Sudan, è stato ricevuto solo il 29%. La risposta inter-agenzia all’interno del Sudan è finanziata solo per il 24%.

 (Aise) 

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, crisi, disposizione, medici, persone, sostegno, usa

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