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Occorrerebbe sana pianificazione prima di cadere nell’orrido che vedo sempre più vicino

“L’ignorante afferma , il saggio dubita e riflette”. Sosteneva il veccho e saggio Aristotele.
Ma io aggiungo. “E poi decide”.

di Carla Ceretelli | 29 Luglio 2019

Alle urne, alle urne!​

Con la revisione dei mandati  e con l’invenzione, non si sa  dove pescata, del  mandato zero, il vicepremierino ha superato se stesso. E non c’è altro da dire. L’abito non sempre fa il monaco.​

Nelle esternazioni seguite a  ciò che il premier ha riferito in senato,  invece il vecepremier ministro per caso, è andato addirittura oltre ogni comune sentire.​

Sicuramente oggi tutti i cittadini non obnubilati dal populismo,  lo ripeto e lo sottolineo,  di quello che io chiamo il tribuno della plebe, si rendono conto di una situazione allucinante e che siamo in  mani pericolose. ​

Io non temo un neo fascismo, temo la stupidità in tutte le sue sfaccettature.​

 A nessuno interesserà quello che dico, ma i lettori fanno presto. Non leggono. Cambiano pagina,  o se ne vanno a giocare.  A scacchi,  gli intellettuali, a burraco quelli più terra terra come  la sottoscritta. Ne hanno facoltà..​

Confesso che alcune idee del ministro dell’interno le ho condivise e le  condivido anche se a mio avviso sarebbero da rivedere e correggere. Non sono persona di sinistra, almeno non come si intende oggi. La supponenza della sinistra mi ha sempre infastidito, quando con arroganza pensa di essere sempre dalla parte giusta e non si pone  dubbio alcuno. Come auspicava il filosofo. Da liberale laica cerco di non avere pregiudizi e di considerare e giudicare quello che mi circonda in modo meno pregiudizievole e preconcettuale possibile.​

Ma di una cosa sono certa. Del rispetto richiesto e  dovuto alle istituzioni, che ritengo sacre, anche se ormai sbertucciate.  Come le nostre.​

Dopo le interferenze talvolta intemperanti della seconda e terza carica dello stato si assiste a comportamenti inusitati alle camere.​

E il 24 luglio il Parlamento è stato oltraggiato. Dai  membri del governo, tutti, salvo il Presidente del consiglio che ha fatto il suo dovere. Ancorchè un po’ pedante. I cinquestelle hanno lasciato gli scranni senatoriali,  occupati  a suo tempo da teste pensanti colme di saggezza,  desolatamente  vuoti. Non che se ne sia sentita la mancanza. ​

Rubli o non rubli,  Matteo, non riesco ad appellarlo ministro, ha offeso il parlamento e dunque tutti gli italiani, per il suo gran rifiuto. Senza dire di una serie di bugie che sapeva bene sarebbero state scoperte . E allora c’è da chiedersi, trattasi di  delirio di onnipotenza o idiozia? Ecco, questo sì , mi fa paura e finalmente ho capito perchè  non mi sono mai sentita  di adagiarmi fra le sue braccia pur condividendo, ripeto, alcune sue idee e anche qualche sua scelta a mio avviso oggi necessaria.​

La politica non è esercizio  virtuoso almeno non sempre  o  raramente, lo sappiamo bene, ma c’è un limite a tutto. Una cosa è eccitare la folla per procacciarsi  voti,  che, in campagna elettorale può essere opportuno se non proprio legittimo.  ​

Altro è varcare le soglie  del Palazzo per governare. Dove si indossa giacca e cravatta e non una felpa con su scritto,  magari, NO TAV.  In passato, naturalmente, oggi sarebbe SI TAV.​

Ma non è questo che  non va, le idee si possono cambiare. Solo gli stupidi non le cambiano, diceva un vecchio saggio. ​

Ma l’abito fa il monaco. Eccome.​

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: campagna elettorale, fascismo, governo, parlamento, presidente del consiglio

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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