• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Obama ha puntato nel 2008 sul manifatturiero, gli immobili e gli studenti universitari

di Guido Colomba | 11 Gennaio 2015

La Casa Bianca in questi anni è l’unica ad aver costantemente criticato la fallimentare politica economica imposta dalla Merkel all’intera Europa.

Obama ha puntato nel 2008 sul manifatturiero, gli immobili e gli studenti universitari. Da allora la produzione manifatturiera americana è risalita del 26,5% superando il livello pre-crisi. L’Europa ha fatto il cammino inverso. Tutto noto? Non proprio visto che si continua a dire che “la Germania è il nostro modello di riferimento”. L’ultimo esempio della ostilità tedesca al rafforzamento del modello europeo è data dal rifiuto di etichettare la provenienza dei prodotti per difenderli dalla concorrenza opaca o sleale. Un danno enorme per l’Italia. La Casa Bianca in questi anni è l’unica ad aver costantemente criticato la fallimentare politica economica imposta dalla Merkel all’intera Europa. Non sorprende che sia proprio il governo tedesco a frapporre i maggiori ostacoli ai negoziati (Tip) di libero scambio con gli Usa, finora avvolti da un clima di ingiustificata segretezza. Per ora la Commissione non ha voluto pubblicare informazioni relative ai dazi doganali e al settore energetico. L’Italia, secondo paese manifatturiero europeo dopo la Germania, ha tutto l’interesse ad una “reale e trasparente” zona di libero scambio tra le due sponde dell’Atlantico. Si stima una crescita del Pil tra lo 0,5% e lo 0,7%. Il crollo dei prezzi del petrolio sotto quota 50 dollari al barile costituisce un motivo strategico in più per svincolarsi dalla “dipendenza” dei nostri fornitori storici prenotando e utilizzando lo “shale gas” venduto dagli Usa. Ed è questo un modo per fare chiarezza sui troppi “buchi neri” della politica energetica italiana, una sorta di terra di nessuno svincolata da ogni controllo. E’ giunto il tempo di varare un “libro bianco” sui contratti in essere sia all’interno che all’estero e di monitorarli ogni tre mesi. Il tema energetico si lega con le drammatiche vicende parigine di questi giorni visto che proprio il calo del petrolio toglie all’Isis e non solo (vi sono molti finanziamenti esterni) quelle risorse con cui vengono alimentate le azioni di guerra e di terrorismo. Non c’è dubbio, come anticipato dalla “Rassegna Finanziaria” nei mesi scorsi, che il nuovo quadro geopolitico ha reso più complicato il ruolo della Bce, da mesi bloccata da sterili polemiche. Ogni sua mossa giunge oramai “too late and too little”. Resta il fatto che il bilancio della Bce è ancora sotto i duemila euro e il traguardo di riportarlo a tremila miliardi come nel 2011 risulta sempre più difficile. Da parte sua la Fed ha salvato l’Europa rivalutando il dollaro di un quindici per cento medio rispetto all’euro così da dare ossigeno alle esportazioni nonostante l’uso costante da parte della Merkel di un guanto di velluto pieno di biglie di acciaio. La deflazione europea evoca lo spettro della crisi del ’29. Il pagamento degli interessi sul debito drena risorse enormi. Un peso insostenibile senza crescita e senza riduzioni fiscali. Il problema della sostenibilità del debito rispetto al PIL sta diventando serio per Francia (95,5%), Spagna (98,1%), Belgio (105,8%), Italia (132,2%), oltre a Portogallo(130%) e Grecia (181%). Quest’ultima ha un debito di 330 miliardi (con i titoli decennali sopra il 10%) che solo per il 15% è in mano ai privati. Ecco perchè i prestiti ottenuti da Atene finiscono per andare quasi del tutto a pagare gli interessi della troika. Come nel giro dell’oca si torna alla casella di partenza.

Pubblicato in : Primo piano

Info Guido Colomba

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti