• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

O si chiama quella bomba “fascista”, o si resta complici…

Bologna, 2 agosto 2025. Quarantacinque anni dopo, l’Italia torna in piazza a piangere le sue vittime. Ma non si illuda nessuno: quello a cui abbiamo assistito non è solo un rito civile. È l’ennesimo spettacolo dell’ipocrisia istituzionale. Lacrime e corone da parte di uno Stato che per decenni ha mentito, depistato, protetto, promosso. Sì, promosso. Perché alcuni dei mandanti, dei complici, degli insabbiatori della strage del 2 agosto 1980 hanno fatto carriere brillanti, coperte da toghe, stellette, grembiulini massonici e poltrone ministeriali.

di Daniela Piesco | 3 Agosto 2025

Bologna, 2 agosto 2025. Quarantacinque anni dopo, l’Italia torna in piazza a piangere le sue vittime. Ma non si illuda nessuno: quello a cui abbiamo assistito non è solo un rito civile. È l’ennesimo spettacolo dell’ipocrisia istituzionale. Lacrime e corone da parte di uno Stato che per decenni ha mentito, depistato, protetto, promosso. Sì, promosso. Perché alcuni dei mandanti, dei complici, degli insabbiatori della strage del 2 agosto 1980 hanno fatto carriere brillanti, coperte da toghe, stellette, grembiulini massonici e poltrone ministeriali.

E oggi ,  quarantacinque anni dopo , abbiamo ancora ministri che balbettano davanti alla parola “fascismo”, presidenti del Senato che vengono fischiati perché incarnano l’ambiguità elevata a sistema, e premier che parlano di “pagine buie” senza mai aprire davvero il libro.

Il presidente Mattarella ha avuto, come sempre, il coraggio delle parole: “strategia eversiva neofascista”. Ma chi, in questo governo, raccoglie quell’atto di verità? Nessuno. Perché se lo facesse, dovrebbe spiegare come mai oggi in Italia si continua a legittimare l’eredità politica e culturale dell’MSI, partito d’origine degli esecutori della strage.

Non basta dire: “la giustizia ha fatto il suo corso”. No. Lo ha fatto nonostante lo Stato. Lo ha fatto contro le omissioni dei servizi, contro i dossier distrutti, contro i comandi opachi che hanno protetto i carnefici. Lo ha fatto grazie a magistrati isolati, giornalisti minacciati, familiari ostinati come Paolo Bolognesi, che oggi lascia il suo incarico con l’amaro in bocca di chi ha sfidato il fango e la viltà di un Paese senza memoria.

La ministra Bernini, contestata pubblicamente, si è detta “onorata di essere qui”. Ma a fare cosa? A prendersi gli applausi della facciata e a dissociarsi – con diplomazia tossica – dalle verità scomode urlate da chi non ha più nulla da perdere? No, ministra. Non serve la presenza se manca la coscienza.

Il corteo è passato accanto al cantiere del tram. Metafora perfetta: in questo Paese la memoria inciampa sempre nei lavori in corso. Troppi cantieri aperti, troppi archivi chiusi. Troppe commemorazioni senza verità. E intanto i colpevoli hanno invecchiato tranquilli, molti di loro protetti, alcuni ancora riveriti. Altri, semplicemente spariti dalle cronache: come se il tempo potesse cancellare le bombe.

E allora diciamolo chiaramente: la Repubblica ha fallito. Perché una Repubblica che non chiama i carnefici col loro nome, che non punisce chi ha coperto, che non educa le nuove generazioni alla verità, è una Repubblica che ha rinunciato a se stessa.

Dove sono i manuali di storia che spiegano la strategia della tensione? Dove sono le lezioni sul ruolo dei servizi deviati, di Gladio, della P2, dei legami tra neofascisti e vertici dello Stato? Dove sono le inchieste sui “pensionati” di via Gradoli, sui passaporti diplomatici usati per fuggire, sui fondi neri distribuiti per silenziare?

Il problema non è che Meloni non riconosce la matrice neofascista. Il problema è che non vuole riconoscerla. Perché farlo significherebbe ammettere che il sangue alla stazione di Bologna non è frutto di follia, ma di una precisa scelta ideologica. Una pianta velenosa che non è mai stata estirpata. Al contrario, innaffiata con revisionismi, nomine istituzionali discutibili e una narrazione tossica che parla di “pacificazione”, ma significa solo oblio.

Bolognesi ha detto: “Condannare la strage senza condannarne la matrice è come condannare il frutto e continuare ad annaffiarne le radici.” Ha ragione. Ma qui non si annaffia per distrazione. Qui si coltiva scientemente l’ambiguità, perché è comoda, redditizia, elettoralmente funzionale.

A 45 anni di distanza, l’Italia non ha bisogno di cerimonie. Ha bisogno di resa dei conti.

O si sta con le vittime, o con i depistatori.

O si sta con la Costituzione nata dall’antifascismo, o con chi nega la storia per convenienza.

O si chiama quella bomba “fascista”, o si resta complici.

E allora, se la politica non ha il coraggio di dirlo, lo dica la stampa. Lo dica chi ancora crede che informare significhi prendere posizione. Perché la verità, in questo Paese, non è mai stata neutra.

E oggi più che mai, tacerla è un crimine.

Daniela Piesco

Pubblicato in : Apertura

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti