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O l’Europa dei popoli o l’Europa della finanza

di Nicola Cariglia | 23 Dicembre 2012

Preferiamo l’Europa dei Popoli, che decida basandosi su istituzioni democratiche e sottoposte a controlli, non per influenza delle lobbies finanziarie e delle alte sfere burocratiche ispirate da quegli stessi poteri.

Italia-europaNon saranno gli equilibrismi e le giravolte di Mario Monti (“mi candido ma non mi candido”), gli isterismi studiati di Grillo, il ri-ritorno di Berlusconi o la trista adunata del  vieto e becero giustizialismo sotto gli auspici dei tre PM maggiormente contraddetti dalle sentenze dei tribunali italiani, a dare un senso alle imminenti elezioni. Questa è roba per elettori eternamente scontenti ed eternamente pasticcioni; alla ricerca di capri espiatori ai quali addossare le colpe, così da dimenticare la superficialità delle proprie scelte passate. E’ roba per chi è andato dietro alla “rivoluzione” delle toghe a senso unico; per chi ha votato Di Pietro; per chi è stato infatuato di Berlusconi o della gioiosa e scalcinata macchina da guerra di Occhetto e di tutte le altre armate Brancaleone che sono passate come meteore in venti anni di “seconda repubblica”.

Il nocciolo della questione, l’unica via per rendere utile la prossima competizione elettorale, è scegliere tra le sole due ipotesi capaci di cambiare la nostra storia e le nostre vite. Assodato che l’Italia non è un’isola ma è attaccata fisicamente, politicamente ed economicamente all’Europa, anche noi siamo chiamati a scegliere con chiarezza tra due diverse concezioni: o l’Europa dei Popoli o l’Europa della Finanza. Avere accettato la supremazia dell’economia finanziaria su quella reale, basata sulla produzione e lo scambio dei beni materiali, è la causa dell’attuale crisi. Eppure abbiamo eletto a medici, in Italia, proprio i rappresentati di quelle teorie e di quegli interessi che hanno diffuso la malattia.

Mario Monti è l’alfiere che meglio di tutti rappresenta gli interessi di queste potentissime lobbies finanziarie internazionali che pretendono di imporre scelte e uomini di governo ai Paesi in difficoltà. Scelte basate su politiche monetaristiche, balzelli, contenimento di salari e stipendi. Tutti sacrifici che non hanno portato alcun beneficio ed anzi hanno depresso l’economia reale, quella che fa girare le fabbriche ed i commerci. Lo spread, il differenziale tra i nostri titoli e quelli tedeschi, lo ha contenuto la BCE di Mario Draghi, quando ha comunicato ai mercati l’intenzione di difendere l’Euro ad ogni costo. Mentre non è stato difficile riscontrare quanto sia errata l’illusione tecnocratica del potere: il tempo del governo tecnico sarà ricordato anche per le continue gaffes dei suoi ministri e dello stesso governo, che altro non sono se non l’effetto di una visione elitaria, distante, molto più della politica, dai problemi della gente.

Ma i sostenitori di questa Europa della Finanza hanno risorse e mezzi. Non ce la farebbero a vincere presentando Monti candidato alle elezioni e, infatti, vi hanno rinunciato. Così puntano a rendere la situazione ingovernabile. Offrono spazi mediatici (sono padroni dei giornali e delle TV) a personaggi e partiti destinati a scomparire dai media una volta raggiunto l’obbiettivo. E l’obbiettivo è un Monti bis o un governo come quello appena dimessosi, affidato a chicchessia, purchè faccia la stessa politica.

Preferiamo di gran lunga l’altra Europa, quella dei popoli. Che decida basandosi su istituzioni democratiche e sottoposte a controlli, non per influenza delle lobbies finanziarie e delle alte sfere burocratiche ispirate da quegli stessi poteri. A questa visione deve ancorarsi il centrosinistra. E il PD non può rinviare ancora il suo aggancio organico con le grandi socialdemocrazie europee. E’ nell’interesse dell’Italia avere forti partiti che facciano parte di grandi famiglie europee. Se le frontiere non esistono più per la finanza, è opportuno che le stesse frontiere non siano più ostacolo per la politica. Da questo punto di vista è importante che nell’alleanza di centrosinistra abbia ritrovato un ruolo importante un partito come il PSI, riformista, europeista e laico. Ed è una buona notizia che il suo segretario, Riccardo Nencini, abbia messo nella agenda del suo partito la presentazione di liste aperte a tutto il mondo laico liberale e socialista.

Pubblicato in : Il punto del Direttore

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. natale

    10 Gennaio 2013 alle 18:50

    Vi ricordate chi portò Occhetto dentro il P S E contro il volere di Mitterand e Scroeder nel 1989 ? Però questi PD che di sinistra non hanno nemmeno il braccio, quando smettono di far finta che hanno a cuore gli interessi dei cittadini che ancora li votano. Mandano i figli a studiare a Londra, fanno le vacanze in barca, hanno pensioni d’oro per loro e tutta la famiglia. Quasi come le persone e i pensionati che li votano. Povera Italia

    Rispondi
  2. marcello

    29 Dicembre 2012 alle 22:07

    L’auspicio di Nicola è da condividere e sottoscrivere. Purtroppo nella politica italiana e negli schieramenti continua ad esserci una grande confusione.
    Ci troveremo senza una maggioranza definita che obbligherà a pessimi compromessi. La canditura di Ingroia, sostenuto da De Magistris e Di Pietro sottrarrà voti al PD che sarà costretto a scendere a patti con Monti e la sua coalizione, anche se Casini si sforza di dire che non saranno la stampella del PD. Sono convinto che Vendola, da sempre contro contro Monti e ora anche contro la sua Agenda, pur di tentare di governare insieme a Bersani accetterà i voti del professore dovendo, ob torto collo, rinunciare a molte delle sue proposte e convinzioni dando vita ad un pateracchio degno della prima repubblica. Spero di essere smentito e di trovare nelle urne una maggioranza capace e autosuffiuciente ma le premesse non sono incoraggianti. Le dichiarazioni e la volontà di Nencini di presentare liste proprie lasceranno il tempo che trovano e il suo laicismo, o meglio la sua laicità, sarà fagogitata dalle peresenze dei montiani che si fanno e si faranno forti del massiccio appoggio avuto dalla chiesa. Insomma ancora dobbiamo dire che mala tempora currunt sed peiora parantur.

    Rispondi
  3. Alberto Lopez

    24 Dicembre 2012 alle 16:41

    Vi sono indicazioni tangibili perche’ gli auspici del Direttore possano concretizzarsi. E’, infatti, per iniziativa del ministro delle Finanze Moscovici che in Francia e’ in discussione il progetto per la separazione delle attivita’ commerciali delle banche – per le quali resterebbe la garanzia pubblica – da quelle puramente speculative che ricorrono al trading ad alta frequenza. Ed e’ sempre per iniziativa di un esponente di area socialdemocratica, il governatore della banca centrale finlandese Liikanen, presidente del gruppo incaricato per la riforma della struttura del settore bancario dell’Unione Europea, se una proposta analoga e’ stata avanzata alla commissione europea del mercato interno e dei servizi finanziari. Se l’Italia vuole uscire dalla condizione di marginalita’ e ricoprire un ruolo da protagonista nel trovare soluzioni che siano anche negli interessi dei propri cittadini non puo’ mancare questo appuntamento e l’esito delle prossime elezioni deve dare partiti forti che siano in condizione di schierarsi nitidamente in una parte dell’emiciclo europeo.

    Buon Natale e buone feste a tutti gli amici di Pensalibero!

    Rispondi
  4. Domenico Civitano

    23 Dicembre 2012 alle 22:19

    Caro Nicola. Condivido in pieno il contenuto dell’articolo. E’ spronare il popolo dormiente a capire che bisogna creare l’Europa dei Popoli e non quella della Finanza per non finire completamente una misera colonia della Germania.
    Mi riesce difficile giustificare chi ipotizza un nuovo Governo Monti, come mai giustificherò il comportamento poolitico del Presidente Napolitano che si è prestato al gioco della Merkel per umiliare l’Italia. Per quanto riguarda il PD difficilmebnte potrà diventare un Partito Socialdemocratico.L’unione con Vendola
    dimostra che hanno lo stesso DNA politico: Sinistra Stalinista.
    Solo il PSI quello erede di Nenni e Craxi, può dirsi di sinistra veramente democratico, laico, liberale e libertario. Mi fa picere la decisione di Nencini di presentare liste socialiste su tutto il territorio.
    Domenico Civitano

    Rispondi

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