• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

O fate come diciamo noi o vi sbattiamo fuori dall’uscio

di Alberto Pasolini Zanelli | 26 Ottobre 2014

Il concetto non è nuovissimo, ma la firma è assai meno nota. Non si chiama Angela Merkel, bensì Jyrki Katainen; non è tedesco, bensì finlandese. Ha colpito dove aveva mirato: alla fronte di Matteo Renzi, che ha reagito con una certa vivacità.

Una volta di più un Dragone dall’Europa del Nord ha soffiato il suo alito di fuoco contro i “soci” del Mediterraneo. Ha sparato una obiezione che assomiglia tanto a un veto, con una letterina contenuta di misura ma esplicita di significato: o fate come diciamo noi o vi sbattiamo fuori dall’uscio. Il concetto non è nuovissimo, ma la firma è assai meno nota. Non si chiama Angela Merkel, bensì Jyrki Katainen; non è tedesco, bensì finlandese. Ha colpito dove aveva mirato: alla fronte di Matteo Renzi, che ha reagito con una certa vivacità. Qualcuno, anche a lui vicino, ha mostrato anche sorpresa. Non avrebbe dovuto. Perché la piccola Finlandia è non da oggi il Cerbero forse più intransigente della “Lega Nord” dell’Europa. Qualcuno pensa addirittura che al suo confronto la Cancelliera di Ferro sia una creatura dolce, timida, influenzabile e dal cuore troppo tenero. Lo aveva già detto con chiarezza come capo del governo finlandese. Adesso lo ha ripetuto da Bruxelles, dunque con voce “europea”, sottolineando i rischi, che ha individuato nel “compito” spedito dalle nazioni più “sospette” a cominciare dall’Italia, in cui può incorrere chi cede alla tentazione della solidarietà, del chiamare i Paesi membri a mettere insieme tutte le loro risorse, umane, politiche, finanziarie per aiutare i deboli a soffrire meno in questa interminabile recessione. Argomento e atteggiamento non nuovi. Già Mario Monti, quando era presidente del Consiglio, si era visto costretto a spingersi fin lassù in suo giro d’Europa alla ricerca di comprensione e solidarietà. Negate, in termini riassumibili anche stavolta in un niet.

Nessuna sorpresa, dunque, soprattutto se si tiene conto delle eredità storiche. La Germania grande, potente, ricca e abituata al ruolo di Cattiva, la Finlandia “piccola”, più spesso oppressa che oppressore, vittima eroica negli ultimi cent’anni di due guerre contro il vicino gigante russo e inevitabilmente di due sconfitte, onorevolissime ma gravose in termini territoriali e, forse più concretamente, di una lunga semisoggezione ai Diktat, anche economici, della defunta Unione Sovietica la cui sparizione non poteva non piombare il vicino-vittima in difficoltà economiche che l’hanno visto risorgere grazie a un vero e proprio miracolo che si chiama soprattutto Nokia e che, come tutti i miracoli a cominciare da quelli italiano, tedesco e giapponese, non sono eterni ma di cui rimangono i benevoli strascichi. La Finlandia gode, per esempio, del sistema scolastico più efficiente del mondo che si riflette in un primato culturale planetario, perfino per quanto riguarda la conoscenza del latino (la radio di Helsinki trasmette mezz’ora al giorno nella lingua di Cicerone, in cui dei finlandesi hanno tradotto il testo nelle canzoni di Elvis Presley). Un po’ più indietro nella Storia riemergono i ricordi di una sanguinosa guerra civile fra il 1918 e il 1920.

Ma il finlandese dalla faccia più cattiva, al punto da costituire una minaccia per l’Europa, bisogna cercarlo molto più a ritroso nei secoli. Ai tempi delle guerre di religione: ab agmine Finnorum libera nos Domine, l’agmen, la schiera dei soldati eroici e spietati che militavano nel campo protestante. La Finlandia all’epoca non esisteva, avrebbe ottenuto l’indipendenza soltanto nel 1918. Al tempo della Guerra dei Trent’Anni era parte della Svezia e, al di fuori del latino ecclesiastico, combatteva sotto quella bandiera. In un conflitto lungo e devastante quel flagello si abbatté soprattutto sulla Germania. Uno scrittore tedesco del primo dopoguerra, Kurt Tucholski, ne parla a proposito dei cani che abbaiano troppo spesso: “Vivono ancora al tempo della Guerra dei Trent’Anni: ogni passo uno Svedese”. Oppure un Finnico.

(letter from Washington)

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Pasolini Zanelli

Alberto Pasolini Zanelli, giornalista e scrittore da anni residente a Washington.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti