Sono 2.943 gli impianti eolici in Italia e distribuiti soprattutto nel Centrosud, che garantiscono circa l’1,1% del fabbisogno nazionale,
2.943 torri in un territorio fortemente antropizzato e in contesti paesaggistici di grande pregio, tutto ciò per dare un contributo dell’1,1 % del fabbisogno nazionale?
Il rapporto dell’Anev, vede in testa la Puglia, con 658 impianti e 685 megawatt di potenza. Seguono la Sicilia, con 631 pale eoliche (583 megawatt), la Campania con 606 impianti, la Sardegna (370), l’Abruzzo (244), la Basilicata (180) e il Molise (136). Sfruttamento del vento più ridotto in Calabria (58 impianti), Toscana (20), Lazio (15) e Liguria (11).
In Toscana nel PIER Piano Energetico Regionale, di futura approvazione, si prevede di raggiungere il 20 % da rinnovabili, incrementando la quota di eolico di 10 volte, attualmente nella nostra regione ci sono 20 torri eoliche :
10 sono a Scansano (Gr), 7 a Chianni (Pi), 3 a Montemignaio (AR), con una una potenza di 28 MW (ma a Scansano almeno la metà delle pale sono ferme da mesi, quindi è molto ridotta la produzione di energia).
Dunque se la Regione Toscana prevede di aumentare la produzione energetica da eolico di 10 volte rispetto all’attuale, questo può significare di dover erigere altri 200 mostri, alti più di cento metri, sui nostri crinali più belli, il conto è presto fatto.
Se lo può permettere la regione italiana più amata all’estero di buttar via così i suoi paesaggi per una produzione così residuale e neppur tanto certa, se è bastato un fulmine a metter fuori gioco gran parte dell’impianto di Scansano?
Mariarita Signorini
gruppo di lavoro energia
Consiglio nazionale d’Italia Nostra
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