
Nuova flottiglia diretta verso Gaza, nuove accuse contro Israele di “blocco illegittimo” in acque internazionali. Ma al netto della propaganda politica e delle tifoserie ideologiche, cosa prevede realmente il diritto internazionale marittimo?
Il riferimento centrale è il Manuale di Sanremo del 1994, il principale testo internazionale sulle regole applicabili ai conflitti armati in mare, ancora oggi utilizzato come riferimento giuridico e operativo da numerose marine militari occidentali.
Il passaggio più citato è il paragrafo 98, relativo alla violazione del blocco navale:
“Merchant vessels believed on reasonable grounds to be breaching a blockade may be captured.”
Tradotto:
“Le navi mercantili che, sulla base di motivi ragionevoli, siano ritenute in procinto di violare un blocco possono essere catturate.”
Ma il punto fondamentale è un altro e riguarda la possibilità di intervenire preventivamente anche fuori dalle acque territoriali.
Il paragrafo 67 del Manuale stabilisce infatti:
“A blockade may be enforced and maintained by a combination of legitimate methods and means of warfare.”
In sostanza il diritto internazionale non considera la violazione del blocco come un evento che inizi soltanto nel momento in cui una nave entra fisicamente nelle acque territoriali. La prassi internazionale e i commentari giuridici riconoscono che il tentativo di forzare un blocco possa configurarsi già dal momento in cui una nave dichiara apertamente o dimostra concretamente l’intenzione di raggiungere un’area sottoposta a blocco navale.
Il Manuale di Sanremo riconosce quindi che un blocco possa essere applicato:
- nelle acque territoriali
- nella zona contigua
- in alto mare, quindi anche in acque internazionali
a condizione però che:
- il blocco sia ufficialmente dichiarato
- sia realmente effettivo sul piano militare
- non abbia finalità esclusivamente punitive verso la popolazione civile
Il paragrafo 102 afferma infatti:
“The declaration or establishment of a blockade is prohibited if:
(a) it has the sole purpose of starving the civilian population or denying it other objects essential for its survival…”
Tradotto:
“La dichiarazione o l’istituzione di un blocco è proibita se:
(a) ha come unico scopo affamare la popolazione civile o negarle beni essenziali alla sopravvivenza…”
Ed è qui che il dibattito pubblico spesso diventa completamente ideologico ignorando il quadro giuridico reale.
Israele, nei fatti documentati degli ultimi anni, non viola le regole previste dal Manuale di Sanremo. Il blocco navale verso Gaza è stato formalmente dichiarato, notificato, mantenuto in modo effettivo e accompagnato da avvisi preventivi, comunicazioni radio, procedure di identificazione e interventi graduali prima di qualsiasi azione coercitiva.
Anche le operazioni di interdizione preventiva in acque internazionali rientrano nelle possibilità previste dal diritto internazionale marittimo quando una nave dichiara apertamente l’intenzione di forzare un blocco navale esistente.
Israele inoltre sostiene da anni che il blocco abbia finalità militari e di sicurezza legate all’ingresso di armi, esplosivi e materiali dual use destinati ad Hamas, e non la finalità esclusiva di colpire la popolazione civile. Ed è esattamente questo il criterio centrale previsto dal Manuale di Sanremo per distinguere un blocco legittimo da uno illegittimo.
Si può discutere politicamente sulla durezza del blocco, sulle conseguenze umanitarie o sulle strategie israeliane, ma sostenere che Israele operi automaticamente fuori dal diritto internazionale semplicemente perché intercetta imbarcazioni anche in acque internazionali non corrisponde a quanto previsto dalle norme del Manuale di Sanremo.
Il vero nodo giuridico non è quindi la semplice presenza dell’interdizione in mare aperto, ma la verifica concreta di:
- stato di conflitto armato
- esistenza reale del blocco
- proporzionalità delle misure
- tutela dei civili
- finalità militare dell’operazione
Ed è proprio su questi elementi che Israele fonda da anni la propria legittimità giuridica internazionale sul blocco di Gaza.
Piero Terracina

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