Ci ripetiamo a costo di annoiare. E’ troppo facile e scontato prevedere lo sviluppo delle vicende politiche italiane. Il nostro è il Paese della Commedia e non lo è mai stato in questa misura come ai giorni nostri.
Avevamo scritto che il DDL sulle intercettazioni o non sarebbe stato approvato oppure sarebbe passato dopo qualche modesta modifica che avrebbe consentito a tutti di cantare vittoria. E così sarà, con leggero vantaggio, attualmente, per la seconda delle due ipotesi. La parola magica che sembra aver risolto tutto è “rilevante”. Le intercettazioni potranno essere pubblicate se ritenute rilevanti. Ora, tutti coloro che avevano gridato per la democrazia in pericolo ed avevano ingaggiato una fiera battaglia per salvarla, possono andare meritatamente in ferie. E possono fare altrettanto tutti coloro che con pari baldanza avevano combattuto per difendere i cittadini dagli abusi e dall’arbitrio.
Più di tutti, però, possono essere soddisfatti coloro che traggono vantaggio dalle intercettazioni e dalla loro pubblicazione. C’è, in Italia, una lobby potentissima, che potrà continuare ad agire indisturbata mentre l’attenzione dei poveri di spirito viene dirottata sulle P2, P3 e via numerando. E’ la lobby che lega ambienti della magistratura, della polizia giudiziaria, dell’editoria e del giornalismo italiano. Sono coloro che usano spregiudicatamente il potere di intercettare e pubblicare a piacimento, senza regole e senza risponderne mai. E’ la lobby che ha distrutto intere classi politiche e fatto cadere governi. E che non intende andare in ferie e, ancor meno in pensione.

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