
Lui è Ofir Liebstein, Presidente del Consiglio Regionale di Sha’ar Hagenev. E’ morto stamane (ieri, ndr) sotto il fuoco dei terroristi che stavano attaccando la sua città. E’ morto con le armi in mano, è morto mentre si recava a difendere i suoi concittadini. Sono al momento 250 i caduti Israeliani, centinaia di innocenti uccisi casa per casa dalla feccia di Hamas. Tra le loro storie, la storia di Ofir Liebstein dovrebbe essere insegnata a ogni scuola di politica, insieme a quella di Tommaso Moro, di Stauffenberg e di quella di ogni altro politico in ogni altra nazione e tempo che abbia incarnato la prima dote che si richieda a un servitore della nazione: accettare il sacrificio in nome e per conto del proprio popolo.
Hamas perderà, perché il male è per sua natura autodistruttivo. Perderà nel modo peggiore possibile, causando migliaia di morti inutili. Fra tutte queste non ci sarà, però, quella di Ofir Liebstein. La sua brillerà sempre come esempio. E questa è la prima sconfitta dei terroristi. Israele è l’ultima dimora accogliente a Est del Mare. Difenderla, significa difendere casa nostra.
Luca Rampazzo

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