Quante saranno le intercettazioni a cui negli anni è stato sottoposto Silvio Berlusconi? Azzardiamo un numero, forse mezzo milione visto che solo nel caso Tarantini, l’ultimo della serie, sono state 100.000. Praticamente da qualche anno a questa parte, Berlusconi al telefono è sempre stato intercettato. Forse un giorno si scoprirà che, fra gli intercettatori e relativi trascrittori, c’era una sorta di coordinamento per evitare di essere in due o tre ad ascoltare le stesse telefonate. E ovviamente tutte le intercettazioni sono state regolarmente trascritte e, in gran parte, passate ai giornali. Anche quelle, e sono sempre state la maggioranza, che non c’entravano niente con l’indagine che era all’origine del provvedimento. Ma la cui conoscenza era funzionale a dare del premier un’immagine non consona al ruolo ricoperto. Mezzo milione di intercettazioni e mezzo milione di trascrizioni. Una montagna di euro. Qualcuno, non noi, si scandalizza. Non prendiamo in considerazione quelli che lo fanno per simpatia con Berlusconi. Ci interessano di più quelli che si preoccupano del numero eccessivo di provvedimenti di questo tipo e del loro costo. Anche noi abbiamo qualche dubbio ma non è giusto fare di ogni erba un fascio. Molti magistrati stanno attenti ai costi. Prendete ad esempio il delitto dell’Olgiata. Erano state registrate quattordici bobine di telefonate dei vari personaggi implicati. Poi, per risparmiare, ne erano state trascritte solo tre. Non c’entra niente che nelle altre 11 ci fossero in pratica tutte le notizie per arrivare subito alla cattura dell’assassino. I magistrati come facevano a saperlo? Volevano risparmiare. E poi dov’è il danno di non aver scoperto subito la verità? In fondo al telefono non c’era mica il premier.

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