
Che siano proprio i turchi a dare la patente del cattivo a Netanyahu, no, questo davvero no. Non che Bibi e il suo governo non meritino cento, mille ergastoli per i delitti commessi in Palestina. Li meritano tutti, insieme agli aggettivi più duri e alle punizioni più severe per il modo assurdo con cui hanno trattato i bambini di Gaza, provocandone la morte a decine di migliaia. Che si tratti di genocidio o di crimini infami poco importa. Quello che conta è l’assurdità a cielo aperto di una guerra condotta per anni contro una popolazione civile, senza precedenti nella storia recente se non quella dichiarata e portata a termine dai nazifascisti contro quegli stessi ebrei che oggi, a Gaza, sembrano aver dimenticato le proprie stesse vicende e il delitto più terrificante che la storia ricordi, l’Olocausto. Ogni condanna, anche se tardiva, è quindi benvenuta. Ma dai turchi, proprio no. Perché dopo decenni di massacri contro i curdi, dopo aver commesso cento volte i delitti che oggi imputano a Netanyahu, è ipocrisia pura. È cosa nota e allo stesso tempo ignorata dall’Occidente che finge di non vedere. E dunque la condanna di Ankara per i crimini, per quanto infami, di Israele suona come le corde rozze di un violino stonato. Qualcuno dirà: stai giustificando Israele e i suoi delitti a Gaza? Giammai. Anzi, attendo con ansia le prossime elezioni israeliane nella speranza che arrivino presto, così che il premier e i suoi accoliti vadano finalmente a casa. Giusto il tempo di indossare vestiti comodi e presentarsi in tribunale per essere giudicati e condannati dagli stessi israeliani. Ma la Turchia non ha titolo per emettere sentenze. È come un padre che condanna il figlio per comportamenti che lui stesso pratica ogni giorno, facendone un’arte ignominiosa. Stiamo assistendo nel mondo a situazioni paradossali che un tempo avremmo ritenuto impossibili. Prima ne capiamo le ragioni meglio è, altrimenti vedremo moltiplicarsi i Putin, gli Erdogan, i Trump, senza poter poi fare nulla per destituirli in cabina elettorale. L’Europa, tanto criticata negli ultimi anni, resta l’ultimo baluardo di libertà, giustizia e democrazia. A condizione però che sappia decidere in fretta a maggioranza semplice, e che torni come nel Novecento ad imporre al mondo le regole della civiltà e della democrazia. Altrimenti prima di quanto immaginiamo, arriveremo agli “uomini-Stato”. Nel senso che un solo individuo potrà comprarsi un’intera nazione, semplicemente perché può permetterselo. Se è vero che Elon Musk ha appena ottenuto un premio di produzione da mille miliardi di dollari, diventando il primo trimiliardario della storia, allora il rischio è reale. Con una ricchezza simile potrebbe staccare un assegno e acquistare un Paese. Quanto potrà reggere un mondo così prima che esploda? E se la Turchia oggi condanna Israele per genocidio e delitti contro l’umanità, forse è il segno che siamo sulla strada sbagliata. Che l’ONU ritrovi se stesso e cacci i gattopardi dal Palazzo di vetro.
Angelo Santoro

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