I sindaci non ci stanno e nello scontro che ha caratterizzato la difficile fase di trattativa e di formazione del primo governo Giallo-Verde (M5S- Lega) hanno deciso di far sentire la loro voce. La terminazione della archiettura politica dello stato, quella più vicina al corpo elettorale italiano sia per funzioni istituzionali sia per il sistema elettivo diretto di votazione hanno deciso di scendere in campo per far comprendere sia alle alte cariche dello Stato e alle loro Camere di rappresentanza, sia a i cittadini la posizione di chi quotidianamente combatte “a mani nude” tra pregiudizi e burocrazia asfissiante per far funzionare i municipi continuando ad erogare con sforzi inenarrabili servizi collettivi e individuali alle rispettive comunità locali. E il messaggio forte è chiaro arriva direttamente dal presidente dell’Associazione nazionale comuni Italiani (Anci): “In una situazione drammatica, di tensione istituzionale senza precedenti, sarebbe irresponsabile strumentalizzare i sindaci e il loro ruolo. – sostiene il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro -. Siamo noi che, in un quadro di incertezza e di grave preoccupazione, amministriamo le comunità e i territori, rappresentando quel presidio istituzionale che non è solo il più vicino ai cittadini ma in questo momento anche quello più stabile. Lo facciamo con senso di responsabilità, a prescindere dalle appartenenze politiche. Consapevoli di rappresentare un Paese storicamente basato sulle municipalità, ci assumiamo anche il compito di lenire l’ansia dei cittadini in queste ore così incerte. In virtù di questo rivolgiamo un accorato appello ai rappresentanti di tutte le istituzioni di questa Repubblica. Sia pure nel contrasto presente, prevalga la saggezza, si recuperi il senso della misura: rappresentiamo tutti lo Stato, è nostro dovere trovare il modo di dialogare, anche oggi”.
Cesare Mannucci

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