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Non serve “Un Uomo per tutte le stagioni”       

Proporre Grasso alla presidenza della Regione è come sparare ad un  nido di vipere con una salva di cannonate.

di Rosario Amico Roxas | 3 Luglio 2017

Mi riferisco alla tormentata scelta del candidato del centro-sinistra per la candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia. Il governatorato della Sicilia è stato svilito anche nell’immagine con la presidenza di Rosario Crocetta; essere il successore di Crocetta è una “deminutio capitis” per qualunque candidato, sia proveniente dal mondo politico, che dalla società civile.

Emerge con insistenza la candidatura di Pietro Grasso, presidente del Senato, seconda carica dello Stato, posizione che lo pone in pole position per un futuro passaggio al Quirinale, alla scadenza del mandato degnamente svolto da Mattarella.

Proporre Grasso alla presidenza della Regione è come sparare ad un  nido di vipere con una salva di cannonate.

Grasso ha altri ruoli, altra dimensione politica, sociale e culturale da svolgere per limitarsi ad aspirare alla Presidenza della Regione Sicilia; dovrebbe abbandonare l’attuale ruolo di presidente del Senato, che ha assunto, grazie a Grasso, un ruolo-guida di salvaguardia dell Costituzione operando valutazioni sociali e politiche rivolte a tutto il popolo italiano e non limitatamente al popolo siciliano.

Il rischio per Grasso sarebbe rappresentato dalle “serpi in seno” che non mancano in nessun partito politico, sia in Sicilia che nel resto della nazione. Si tratta di quei peones che “sopravvivono”  di politica e che dicono: “meglio entrare con un partito di minoranza , che restare fuori con Grasso presidente”.  Ci si aspetterebbe molto da un  Piero Grasso nel ruolo di Governatore della Sicilia, molto più di quanto potrebbe dare in una legislatura regionale, perché il marcio non è solamente nei quadri politici, ma coinvolge l’intero apparato burocratico  di ogni singolo assessorato, con dirigenti regolarmente iscritti nel lungo elenco dei corruttibili, se non già in quello dei corrotti  o dei corruttori.

Perdere un uomo delle istituzioni della caratura di Grasso, per relegarlo  nel covo di vipere che domina e controlla ogni affare o evento che riguarda la Sicilia, non sarebbe vantaggioso per l’intera Nazione.

Con ciò non significa cercare per la Sicilia  “un Uomo per tutte le stagioni”, bensì un candidato credibile, adatto al ruolo, con un programma definito  insieme   a  tutte le forze che, attualmente, si dilaniano alla ricerca, ognuno, di un piccolo sgabello nella ricca mensa della Regione Sicilia. Non si capisce perché movimenti qualificati, guidati da uomini esperienti, non riescano a trovare un “minimo comune multiplo” per favorire un’ aggregazione di governo  in grado di liberarsi dai lacci e lacciuoli  che hanno mortificato ogni forma di sviluppo della Sicilia. Questi gruppi già esistono:  il gruppo di Pisapia e Tabacci, portatore di istanze sociali sostenute da una visione liberalistica dell’economia; il gruppo che fa capo a Orlando, che fa riferimento diretto ed esclusivo al mondo civile e a istanze sociali; il gruppo in costante aumento di “Idea Sicilia”, organizzato dal Prof. Lagalla, già Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, e, quindi, profondo conoscitore  dei disagi che serpeggiano nella base popolare; infine la parte sana del PD, quella ben lontana dalla ricerca di alleanze contro natura.

Insieme e nell’interesse prioritario delle fasce più deboli, ripulendo l’Assemblea regionale dai parassiti servi dei poteri forti e, spesso, anche della mafia. Dall’unione di queste forze potrebbe venir fuori un candidato credibile e ben accetto, come è accaduto in Francia con Macron; bisognerà solamente valutare se il popolo siciliano è capace di pensare e agire come hanno fatto i francesi, o, piuttosto,  preferisce rimanere legato  alle corruttele, alle false promesse, alla ricattabilità.

 

Rosario Amico Roxas

Pubblicato in : Primo pianoTag: di pietro, francia, futuro, legislatura, mondo, natura, nazione, palermo, pd, popolo italiano, sicilia, sviluppo

Info Rosario Amico Roxas

La parte più significativa della mia vita lavorativa l’ho trascorsa in Tunisia, quale consulente presso il locale ministero per lo sviluppo economico. Dopo 15 anni di Tunisia, avendo anche girato in lungo e in largo per l’Africa settentrionale e sub-saharana, nonchè Vicino Oriente, ho conosciuto profondamente l’Islam e la mentalità araba, elementi che hanno rafforzato taluni convincimenti appresi nei miei studi di filosofia a La Sapienza di Roma, ai tempi di U. Spirito, Lombardi, G. Calogero etc.etc. In Tunisia, a seguito del lavoro svolto al ministero, sono stato incaricato di tenere alcuni corsi di marketing sociale, presso l’Università La Mannouba.
Mi sono occupato, anche con pubblicazioni, del Magistero sociale della Chiesa, con analisi dettagliate di varie encicliche.
Adesso a 74 anni, faccio il nonno in servizio permanente effettivo, anche se non disdegno di scrivere ciò che penso, con la speranza di essere utile a qualcuno, senza nuoceve a nessuno.

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