La progressiva riduzione del dibattito democratico che ha caratterizzato gli ultimi anni della vita politica del nostro paese e che ha comportato l’affermazione del principio di contrapposizione – o con me o contro di me – a totale scapito del principio del confronto aperto e dialogante che dovrebbe caratterizzare una democrazia moderna e liberale, ha elevato a forma di governo la più antica, vigliacca e qualunquista politica dello struzzo. Sono ormai anni, da quando si è instaurato questo bipolarismo bastardo che è riuscito solo a soffocare le voci del dissenso in nome di un presunto bene comune, che ogni volta che una minoranza, che avrebbe tutto il diritto di essere ascoltata e financo rappresentata secondo la nostra Costituzione, fa presente alle istituzioni una propria istanza, di solito motivata da ragioni di vita che si fanno per forza di cose ragioni di carattere sociale, si sente rispondere con una frase che definire ipocrita, irritante, farisea ma, soprattutto, profondamente antidemocratica, è poco, ovvero: questa non è una priorità. In nome di questo profondo, brillante ed indubbiamente coltissimo principio, la classe politica italiana si sottrae da tempo ormai immemorabile ad ogni confronto sulla realtà, restando chiusa nei Palazzi a coltivare politiche di lobby e fregandosene altamente di quello che accade nelle vite dei cittadini. Ora, è chiaro – almeno a noi, che ancora pratichiamo l’antica arte del buon senso – che una simile affermazione di vacuità che comporta persino la negazione dell’evidenza, ovvero quella che suggerisce che se si fa presente un’esigenza è perché questa esiste veramente, è destinata ad evaporare nella propria nullità dall’incalzare del reale, che nessun governo, per quanto abile ad innalzare cortine fumogene, ha il potere di arrestare. E’quanto è successo con il caso tragico di Eluana Englaro, che ha riportato alla ribalta una battaglia combattuta da anni dai radicali, ovvero quella sul testamento biologico, battaglia nata dalla presa di coscienza di migliaia di situazioni devastanti che non trovano né una soluzione né una spiegazione da offrire alle famiglie che le affrontano. La risposta dei vari governi è sempre stata “Il testamento biologico non è una priorità”, ma a quanto pare lo è per chi si trova, o teme di trovarsi, ad affrontare la possibilità di essere vittima di cure mediche che sconfinano nell’accanimento terapeutico, e desidera affermare il proprio diritto a scegliere se subire o meno questo genere di trattamento. Poi accade, perché accade sempre, che esplode un caso come quello di Eluana e mette a nudo tutta l’incapacità, nutrita di pervicace protervia, di chi ci governa tenendo la testa sotto la sabbia del reale; la classe politica che urla contro la magistratura, rea di essersi sostituita al Parlamento, è la stessa che ha sempre negato la possibilità al suddetto Parlamento di legiferare sul testamento biologico – non era una priorità – e dunque con quale incredibile faccia di tolla può protestare oggi?! Siano ritenuti colpevoli tutti i parlamentari e tutti i governi che hanno impedito anche solo una discussione sull’argomento ed oggi dichiarano lo stato di emergenza a colpi di decreti legge e di disegni di legge da approvare a spron battuto, quando per anni si è negata persino l’esistenza di una simile istanza sociale. Lo stesso dicasi per altre “non priorità” come il riconoscimento delle coppie di fatto, che continua ad essere negato come se nel nostro paese questa realtà non esistesse – tranne che per i deputati che se lo sono concesso da tempo – e che poi esplode puntualmente ad ogni incidente sul lavoro che lascia una donna senza sostegno, ad ogni morte di un compagno/a che non concede a chi ha diviso con esso/a la vita di usufruire di una qualunque minima tutela: ma non è una priorità, perlomeno fino a quando una qualche forma di giramento di coglioni sanamente giacobino porterà il popolo ad assaltare il Palazzo, poiché la Bibbia – che i nostri politici citano molto ma temo non leggano a sufficienza – dice che l’ira dei buoni brucia più delle fiamme dell’Inferno, e crediamo che prima o poi brucerà in un salvifico falò tutti gli ipocriti che facendosi scudo del loro potere si permettono di ignorare le necessità e le esigenze delle altrui esistenze. L’atroce battaglia ideologica compiuta sul corpo inerme di Eluana è una vergogna che deve ricadere su chi l’ha voluta; non sul padre, ma su un’intera incapace classe politica che ancora si nasconde dietro la vigliacca teoria della non priorità. Perché si può e si deve discutere su tutto, in democrazia, si può essere d’accordo o meno su qualunque cosa, ma SI DEVE POTERLO FARE, cosa che ai cittadini di questo paese è negata da gran tempo in nome di un potere assoluto che ha cancellato qualunque forma di dissenso cristallizzandosi in due blocchi contrapposti ma di fatto complici che hanno completamente azzerato la possibilità di un confronto democratico aperto. Chi legge le agenzie di stampa, sa che non più tardi di giovedì Berlusconi ha dichiarato: “Sul caso Eluana non voglio esprimermi”, salvo poi buttarsi alla rincorsa di un presunto consenso popolare il giorno dopo, senza pensare che chi pratica l’insensata politica del “Questa non è una priorità” ottiene solo di spaccare un paese in due fin nel nocciolo stesso delle proprie istituzioni democratiche, come è accaduto tra venerdì e sabato. Se questa è una gestione sana e razionale della vita di un paese e dei propri cittadini, dobbiamo deciderlo qui ed ora, perché non c’è più tempo, prima che si affermi – e non ne siamo lontani – che il voto non è una priorità, ci sono i partiti a scegliere per noi.
Chi.Bo

“…Della piccola nota in appendice forse potevi fare a meno .O no? ”
Ho paura che il “richiamo” di Scarlino abbia sciupato tutto . Una volta che all’usuale ( anche se più che giusta ,nel caso ) bandiera anti-qualcuno o qualcosa ,Chiara ha giustamente precisato l’impossibilità per un qualcuno di “tirarsene fuori”( da questa faccenda all’origine delle grida), arriva l’ipotesi di salvaguardia ,di riserva od eccezione…
Visto che si parla di ipocrisia…s’ha ad andar bene!
In realtà no, Adalberto, perchè serve a sottolineare l’incredibile ipocrisia di chi ancora ieri sera in Parlamento si è permesso di strillare “Assassini”. Ma veramente erano tutti lì, i presunti assassini, perchè dieci anni, DIECI ANNI, di negazione di una legge hanno portato a questo risultato, allora coloro che ritengono che sia stato un assassinio non se la devono prendere nè con Englaro nè con la magistratura, bensì con una intera classe politica imbelle. La giovane amica è benvenuta, la aspetto. Chiara.
Hai tanta ragione , Chiara.Ed ai tuoi numerosi estimatori si aggiunge una giovane impiegata di una libreria del centro di Firenze , che mi ha pregato di farti le sue congratulazioni ( in attesa di scriverti personalmente ) .
Della piccola nota in appendice forse potevi fare a meno .O no?
Aggiungo, a beneficio di coloro che negano la necessità del testamento biologico in nome della vita come bene indisponibile, che se tale legge fosse stata approvata la magistratura avrebbe rigettato il ricorso di Englaro in mancanza delle volontà scritte di Eluana. Dunque, chi è responsabile della sua fine?!