Cari amici di Pensalibero,
Quella cui stiamo assistendo non è una crisi di governo. E’ la crisi di un sistema ed il totale fallimento di una intera classe dirigente, non solo di un ceto politico. E’ il fallimento di tutti quei soggetti ( politici, ma anche finanzieri, imprenditori, giornalisti e magistrati che li hanno appoggiati fortemente) che, dopo averla promessa, non hanno saputo realizzare, in quasi venti anni di dominio, la cosiddetta II Repubblica. Non hanno cioè saputo stringere tra loro e con il popolo italiano un nuovo patto fondativo e costituzionale. Non ne hanno avuto la forza perché mancava loro la legittimazione popolare: per il modo in cui sono arrivati al potere e per come, poi, lo hanno esercitato tramite leggi elettorali che hanno svuotato il concetto di sovranità popolare.
Oggi le prospettive della crisi sono paradossali. In parlamento non c’è maggioranza in grado di governare veramente. Nuove elezioni daranno ancora maggiore ingovernabilità. E le probabilità di uscire da questo sistema sono affidate ad una parte di coloro che ne determinarono l’instaurarsi ed oggi si smarcano alla ricerca di un Terzo Polo di riferimento. Questi ultimi esprimono concetti e proposte che su Pensalibero sono presenti fin dalla sua nascita. Ciò che avremmo voluto vedere realizzato da nuovi attori, potrebbe avvenire attraverso l’evoluzione, sincera o meno, delle posizioni di una parte di coloro ai quali si deve la grande crisi politica e morale italiana. Non è la prima e non sarà l’ultima volta.
Ci resta la soddisfazione di avere denunciato per tempo la crisi e di non aver mai ceduto a lusinghe e profferte. Ci illudiamo che la nostra libertà di giudizio, e quella di fonti certo più autorevoli ma rare, abbiano contribuito ad una maggiore presa di coscienza.
Nicola Cariglia
NON E’ UNA CRISI DI GOVERNO MA IL FALLIMENTO DI UN SISTEMA E DI UNA CLASSE DIRIGENTE
Cari amici di Pensalibero,
Quella cui stiamo assistendo non è una crisi di governo. E’ la crisi di un sistema ed il totale fallimento di una intera classe dirigente, non solo di un ceto politico. E’ il fallimento di tutti quei soggetti ( politici, ma anche finanzieri, imprenditori, giornalisti e magistrati che li hanno appoggiati fortemente) che, dopo averla promessa, non hanno saputo realizzare, in quasi venti anni di dominio, la cosiddetta II Repubblica. Non hanno cioè saputo stringere tra loro e con il popolo italiano un nuovo patto fondativo e costituzionale. Non ne hanno avuto la forza perché mancava loro la legittimazione popolare: per il modo in cui sono arrivati al potere e per come, poi, lo hanno esercitato tramite leggi elettorali che hanno svuotato il concetto di sovranità popolare.
Oggi le prospettive della crisi sono paradossali. In parlamento non c’è maggioranza in grado di governare veramente. Nuove elezioni daranno ancora maggiore ingovernabilità. E le probabilità di uscire da questo sistema sono affidate ad una parte di coloro che ne determinarono l’instaurarsi ed oggi si smarcano alla ricerca di un Terzo Polo di riferimento. Questi ultimi esprimono concetti e proposte che su Pensalibero sono presenti fin dalla sua nascita. Ciò che avremmo voluto vedere realizzato da nuovi attori, potrebbe avvenire attraverso l’evoluzione, sincera o meno, delle posizioni di una parte di coloro ai quali si deve la grande crisi politica e morale italiana. Non è la prima e non sarà l’ultima volta.
Ci resta la soddisfazione di avere denunciato per tempo la crisi e di non aver mai ceduto a lusinghe e profferte. Ci illudiamo che la nostra libertà di giudizio, e quella di fonti certo più autorevoli ma rare, abbiano contribuito ad una maggiore presa di coscienza.
Nicola Cariglia

Care amiche e cari amici di Pensa Libero,
condivido l’articolo, come spesso accade, da liberale e da Uomo Libero, che continua a pensare con la propria testa, come voi. Credo sia necessario però non parlare più di “terzo polo” ma di Nuovo Polo, il POLO degli UOMINI LIBERI, il polo degli italiani che non si arrendono, di chi lavora e produce ricchezza, ma anche di chi non lavora e vorrebbe lavorare, i giovani, gli inoccupati espulsi da lavoro, i tanti troppi precari senza garanzie sul loro futuro, come molti di noi. E’ questa la Generazione dei senza futuro, non per nostra scelta ma per le scelte sbagliate di chi, giorno dopo giorno, malato di berlusconismo e antiberlusconismo, sta portando questo paese alla catastrofe. nn importa a coloro risolvere i tanti troppi porblemi che affliggono questo paese, causati dalla crisi, dagli errori del passato, ma darsele di santa ragione, gli uni contro gli altri armati, non di idee, soluzioni, analisi, proposte, ma solo dal livore e dall’odio verso i competitor, nemisi da abbattera. Da sinistra a destra, da destra a sinistra.
Il ns.paese, la ns.Italia nn può più assistere a tutto ciò. Occorre uno scatto d’orgoglio di noi tutti cittadini, stufi di fare i sudditi, per una nuova stagione di LIBERTA’. L’Italia, la nostra Italia può tornare a crescere, deve tornare a crescere. Fuori i mercanti dal tempio, destra sinistra centro, parole vuote, ormai. Rimbocchiamoci le maniche, nn perchè ce lo dice Bersani, ROTTAMIAMOLI tutti, riprendiamo in mano le redini del nostro Futuro. Da Laici, da Liberali, da Riformatori. Tutti queanti assieme, per il nuovo polo popolare, laico e liberale. Il Polo degli Uomini Liberi, delle Partite Iva, di chi lavora e produce ricchezza, di chi vorrebbe e non puo’ farlo, di chi non vota più, nauseato dai ns.politicanti. Modernizzaimo il paese, costriiamo al Società Aperta, dove ogni Uomo sia Libero di scegliere il proprio futuro.
Per la Terza Repubblica. ORA!
Galgano PALAFERRI
Coordinatore Nazionale
Unione per le Libertà
Forza non facciamola tragica, se si vuole solo battere Berlusconi c’è Prodi, se si accetta di perdere per porre le basi di una successiva vittoria, c’è Renzi, certo in difficoltà a far meglio dei Medici…probabilmente dovrà sacrificarsi.
Ringrazio il direttore di Pensalibero per lo sforzo di analisi e di sintesi che ci permette di entrare con sufficiente chiarezza ad esplorare i meandri del Palazzo.
Noto una cosa: in entrambi i casi (scenario A e scenario B) tutto si svolgerebbe all’interno del sistema. Gli elettori ancora una volta sarebbero saltati a pie’ pari.