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Non confondiamo mai più le esigenze dei partiti con quelle delle istituzioni

Pensiamo un attimo a quella Assemblea Costituente che dettò gli articoli della nostra Costituzione. C’erano uomini e donne di un livello al cui paragone una buona parte dei nostri attuali parlamentari sembrano ridicole macchiette.

di Nicola Cariglia | 24 Agosto 2020

Finalmente i giornali più importanti hanno cominciato a dare importanza e spazio al prossimo referendum sul taglio del numero dei parlamentari. E’ importante non perché possa influenzare in un senso o nell’altro il risultato, anche se la maggior parte dei commentatori più presenti sulla stampa sembrano manifestare una opinione contraria alla riduzione dei deputati e dei senatori.

Prima seduta dell’Assemblea Costituente (Wikipedia)

L’importanza risiede in primo luogo nel fatto stesso che se ne parli, dopo mesi di clandestinità del referendum. In secondo luogo, e ancora di più, è un bene che la discussione sui temi costituzionali e istituzionali viaggi su binari separati rispetto a quelli della comune polemica politica di tutti i giorni.

Pensiamo un attimo a quella Assemblea Costituente che dettò gli articoli della nostra Costituzione. C’erano uomini e donne di un livello al cui paragone una buona parte dei nostri attuali parlamentari sembrano ridicole macchiette. Eppure, avevano la modestia di sapere assecondare coloro che, pure in un contesto di eccellenti rappresentanti del popolo, eccellevano ancora di più per ingegno, prestigio e cultura. Non è un caso che la nostra Carta sia rimasta pressochè immune da modifiche per i primi cinquanta anni. E non è, purtroppo, un caso che tante modifiche siano state realizzate o tentate nell’ultimo quarto di secolo, pensando alla contingenza politica e non con lo sguardo rivolto al futuro.

Non sappiamo chi vincerà il 20 e 21 settembre al referendum. Ma ci basterebbe che i giornali, quelli stessi che tanto hanno contribuito a gettare discredito sulle istituzioni, creando la ridicola equazione rappresentanti del popolo = casta, svolgessero meglio, in futuro, il loro compito. Per esempio, informassero sui provvedimenti che vengono adottati per pura demagogia, senza fare gli struzzi o voltarsi dall’altra parte. Non si possono stravolgere le norme della Costituzione e le regole elettorali a scopo di parte, con il risultato, quasi scontato, che poi si ritorcono contro gli autori come un boomerang.

Peggio per loro, certo. Purtroppo, peggio anche per il Paese.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: anni, assemblea costituente, autori, casta, costituzione, demagogia, futuro, giornali, importanza, provvedimenti, referendum

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giacomo De Lillo

    24 Agosto 2020 alle 21:05

    Sono d’accordo. Conservare il numero, migliorare la qualità, sanzionare economicamente l’assenza ingiustificata alle sedute, ridurre leggermente le indennità. Garantire, comunque, una vita dignitosa ai rappresentanti del popolo.

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    24 Agosto 2020 alle 20:00

    Più i parlamentari si riducono più diventano casta. E soprattutto non dimentichiamo Graucho Marx:
    ” Non entrerei mai in un club che volesse avermi tra i suoi membri “.

    Rispondi
  3. Daniela Piesco

    24 Agosto 2020 alle 13:42

    L’importanza risiede in primo luogo nel fatto stesso che se ne parli, dopo mesi di clandestinità del referendum. In secondo luogo, e ancora di più, è un bene che la discussione sui temi costituzionali e istituzionali viaggi su binari separati rispetto a quelli della comune polemica politica di tutti i giorni.

    Rispondi

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