Riforme: chi vince, chi perde, come farle
A cura di Tommaso Nannicini
I tempi sono maturi perché ci si ponga l’obiettivo di passare dalle parole ai fatti,
scommettendo sul consenso di quanti pagano i costi del mancato dinamismo.
Università Bocconi Editore
Data di pubblicazione: 09‐2011
N° pagine: 204
Perché in Italia, da oltre un decennio, si fa un gran parlare di riforme finendo
per fare poco o nulla? La risposta è apparentemente semplice: i potenziali
vincitori non hanno voce presso partiti e parti sociali, mentre i potenziali
sconfitti sanno bene come far pesare la loro influenza. Eppure, mai come in
questa fase storica, i costi delle mancate riforme si fanno avvertire. L’Italia è un
paese a rischio di «dolce declino», che ha smesso di crescere per la sua
incapacità di adattare un modello di sviluppo e d’intervento pubblico
nell’economia.
Dal welfare al fisco, dalle liberalizzazioni alla scuola, alcuni esperti prendono di
petto, con rigore e passione civile, quattro domande. Che cosa si può fare subito
(e a costo zero) per rimettere in moto l’economia italiana? Che cosa nell’arco di
due legislature? Quali interessi si oppongono alle riforme e come arginarli (o
compensarli)? Quali interessi avrebbero tutto da guadagnare e come
mobilitarli?
I tempi sono maturi perché ci si ponga l’obiettivo di passare dalle parole ai fatti,
scommettendo sul consenso di quanti pagano i costi del mancato dinamismo, a
partire da interessi diffusi, giovani, donne e neoborghesia del capitale umano.
Con il contributo di: MARCO ARNONE, TITO BOERI, ANDREA BOITANI,
LORENZO CAPPELLARI, DARIO DI VICO, MAURIZIO FERRERA, STEFANO
GAGLIARDUCCI, ANDREA GAVOSTO, ANDREA ICHINO, PIETRO
ICHINO, MARCO LEONARDI, PIETRO MICHELI, MASSIMO MOTTA,
TOMMASO NANNICINI, FABRIZIO ONIDA, MICHELE PELLIZZARI,
GIOVANNI PICA, LUDOVICO POGGI, MICHELE POLO, CARLO SCARPA,
FILIPPO TADDEI, CHICCO TESTA, GIORGIO VITTADINI
Presentazione sabato 15 ottobre, ore 10.30, Firenze, Corriere Fiorentino, Lungarno delle Grazie 22.

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