Gli ex amministratori in Italia sono considerati “vecchi tromboni” e le nostre considerazioni sono solo chiacchere da bar. Ci siamo azzardati a teorizzare che i comuni in questa situazione potessero alzare le tasse locali.
Nessuna guerra, solo normale dialettica tra i comuni e palazzo Chigi, i conti non tornano, ma noi di Pensalibero abbiamo solo preso un abbaglio. E abbiamo scherzato anche nella videoconferenza di venerdì quando due “emeriti sprovveduti”, da una parte l’ex vicesindaco di Firenze e dall’altra l’ex sindaco del comune milanese di Mediglia hanno parlato di enti locali e della difficoltà in cui essi si trovano per la nuova stretta finanziaria sui trasferimenti dello Stato e sul fondo di solidarietà dei comuni e dei bilanci di previsione del 2015 la cui approvazione slitta al 31 maggio quando un mese dopo i municipi per legge debbono approvare il rendiconto di gestione ovvero il conto consuntivo dell’esercizio finanziario del 2014. Tranquilli cari cittadini è in scena il solito “mercato delle vacche”, il giochetto delle tre carte dove ti sposto un capitolo di spesa del bilancio dello Stato e te lo faccio comparire come voce di competenza (soldi virtuali) sui bilanci degli 8500 comuni italiani. Che sprovveduti siamo stati il sottoscritto e il direttore Nicola Cariglia a dissertare sulle difficoltà finanziarie degli enti locali. A tranquillizzare gli animi ci ha pensato infatti lo stesso pomeriggio il presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) il sindaco di Torino Piero Fassino al termine della riunione con il premier Matteo Renzi e i rappresentanti del Governo a palazzo Chigi. “Non c’è una tregua perché non c’è stata guerra. Stiamo parlando di una normale attività di negoziato e confronto che c’è stato nei mesi scorsi e ci sarà in futuro”. Così ha detto ai giornalisti il primo cittadino del capoluogo regionale piemontese. “E’ stato un incontro franco e costruttivo, come deve essere tra chi rappresenta 8mila Comuni e il governo nazionale. Il presidente del Consiglio ci ha confermato che nel Def non ci saranno nuovi tagli ai Comuni negli esercizi 2016 e 2017 e si è detto disponibile a valutare una nostra proposta sia sulla ripartizione del taglio alle Città metropolitane che sulla reintroduzione del fondo perequativo Imu-Tasi di 625 milioni. Su questi temi ci reincontreremo la settimana prossima con i ministeri competenti per fissare modalità operative e tempistiche”. Peccato però che il sindaco Fassino poi abbia dovuto ammettere ai giornalisti che lo assediavano che durante l’incontro si è poi parlato dei tagli alle Città metropolitane. “Come Anci siamo abituati a rispettare gli accordi e confermiamo quanto stabilito nell’accordo in Stato-città. Tuttavia il taglio da circa 250 milioni ha un impatto particolarmente oneroso per le città di Roma, Napoli e Firenze. Abbiamo avuto la disponibilità a formulare una nostra proposta che, fermo restando il saldo iniziale, possa rendere meno gravoso l’onere per queste tre città”. E che la questione aperta della legge “ad minchiam” di istituzione delle nuove Province e delle Città metropolitane in luogo dei vecchi enti provinciali abbia generato un pateracchio politico- amministrativo (da noi denunciato per mesi e inascoltati sulle colonne del nostro periodico) che oggi mette in seria difficoltà i sindaci dei capoluoghi chiamati a sostituire per “combinato disposto” i presidenti che venivano eletti dal popolo è ormai vietato parlarne nei dibattiti politici. Ma i nodi come sempre vengono al pettine. Infatti sempre sul tema delle Città metropolitane, poi, sindaci e governo hanno discusso a lungo durante il vertice sulle sanzioni per lo sforamento del Patto di stabilità che, unite alle minori risorse, potrebbero causare problemi di bilancio per molti dei nuovi enti metropolitani. “Sulle sanzioni abbiamo chiesto che si dia attuazione a quanto deciso nella Conferenza Unificata dello scorso febbraio – ha proseguito Fassino – ovvero di una rimodulazione in basso. I sindaci non vogliono non ottemperare a eventuali sanzioni ma chiedono di non ereditare gli oneri che vengono da enti ormai disciolti come le vecchie Province. Non amiamo le deroghe ma se si aggiungono sanzioni a sanzioni c’è il rischio di una insostenibilità finanziaria”. Che le cose non quadrino se ne sono accorti anche i bambini. Come abbiamo ribadito in questi mesi nulla o pressochè nulla è stato fatto per quel che riguarda la sburocratizzazione degli enti pubblici italiani che continuano a produrre montagne di carta che servono solo a giustificare la presenza in ufficio di centinaia di migliaia di impiegati e che di contro paralizzano ogni singola attività imprenditoriale locale o nazionale che opera con gli enti pubblici. Non sono state messe in atto procedure per un attento e oculato controllo della spesa sulle consulenze sugli acquisti di beni e servizi e sui costi effettivi delle piccole, medie e grandi opere pubbliche. Noi pensiamo che al posto del tentativo abortito dell’eliminazione delle Province sarebbe stato meglio insistere sull’unione dei piccoli comuni per formare le centrali uniche d’acquisto. Non sarebbe meglio secondo voi fare una sola gara d’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani di tre comuni confinanti di circa 3mila abitanti l’uno piuttosto che tre aste pubbliche da pubblicare sul Bollettino regionale e sul Foglio legale degli annunzi? Ma gli ex amministratori in Italia sono considerati “vecchi tromboni” e le nostre considerazioni sono solo chiacchere da bar. Ci siamo azzardati a teorizzare che i comuni in questa situazione potessero alzare le tasse locali. Ma che stiamo dicendo? Non fateci troppo caso alle parole finali di Fassino: il presidente Anci non ha escluso la possibilità di introdurre una tassa di transito nei porti e negli aeroporti delle Città Metropolitane. “Non è una novità, ha detto il sindaco di Torino – ma una opzione prevista dal dlgs 68 del 2011 sul federalismo fiscale che, con l’articolo 24, la prevede in modo esplicito per le future Città metropolitane”. Guerra tra comuni e governo….no? E’ come quella donna a cui chiedono: “sei incinta? No, no….solo poco, poco”

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