C’è una cosa importante da fare ora che ha preso il via il governo pomposamente definito “della rivoluzione e del passaggio alla terza repubblica”. Oltre che importante è addirittura patriottica: non dobbiamo abboccare. A cosa? All’intimazione, inutile, sciocca e tuttavia rivelatrice, di non criticare il governo perché occorre prima metterlo alla prova. E solo dopo giudicarlo. E’ inutile perché va da se che il governo sarà messo alla prova: ha i voti in Parlamento, chi dovrebbe mai impedirlo? Ma è rivelatrice di un atteggiamento che non ci piace: l’insofferenza alle critiche. Molto pericolosa. Anche perché le prime uscite dei due vice-presidenti del consiglio non sono affatto tranquillizzanti. “Noi siamo lo stato”, dice Di Maio e Salvini non è da meno. Non si sentono, o non si sentono ancora, il Governo del Paese ma della loro parte politica. E continuano la loro campagna elettorale.
Le critiche dovranno esserci e faranno bene anche a loro. Ricordano che esiste l’opposizione, cioè punti di vista diversi. E tenerne conto è importante. In ogni caso consente di rammentare il carattere della nostra democrazia e di correggere, se si ha la capacità di ascoltare, gli errori che sono sempre in agguato. Per Matteo Renzi, chi criticava era solo un “gufo” e si è visto come è andata. Magari li avesse ascoltati i gufi, facendo un po’ di astinenza di applausi servili e ipocriti. Ora soffia un vento anche peggiore: di questo passo dopo l’immagine ornitologica usata dai renziani si corre il rischio di vedere rispolverare la simpatica definizione di traditori e nemici del popolo. Oltre tutto le critiche si devono fare perché non sono basate sul nulla. Al limite, potrebbero essere sbagliate ma non frutto di pregiudizio. Perché ci sono pagine e pagine di un “contratto” di governo che ne riportano le intenzioni. E ci sono già le prime interviste sul come i ministri intendono procedere. E perché mai, per esempio, uno non dovrebbe dire sino da ora che non è d’accordo sull’aumento dell’IVA per finanziare il reddito di cittadinanza. O sulla flat tax, se teme che possa fare saltare il banco dei conti? Ovviamente, se poi i risultati di queste o altre misure dovessero essere positivi, se ne dovrà dare atto. Ma le critiche le si possono fare anche alle intenzioni, se sono intenzioni di governo.
Naturalmente chi si accinge a fare opposizione non dovrà limitarsi a giocare di rimessa criticando le scelte della maggioranza. Dovrà esercitarsi, da subito, a fare proposte alternative e, soprattutto, proposte proprie, dettate dai bisogni individuati e dagli interessi che si ritiene di dovere difendere. E’ la parte più difficile. Ma non eludibile. Solo così, infatti, potrà nascere una forza alternativa per il governo del Paese. Si dice che ormai la dialettica non è più tra destra e sinistra ma tra altre categorie delle quali nessuno ancora spiega bene il significato. Al contrario, penso che una forza socialdemocratica, scopertamente socialdemocratica, sarebbe in grado di giocare la partita, partendo dal reinventare per l’oggi, in una situazione fortemente mutata, un nuovo welfare, così come seppe fare in Europa, nel secolo scorso. Purtroppo il partito che per dimensione ne dovrebbe essere il perno, il PD, continua la sua latitanza a causa di lacerazioni lungi dall’essere risolte. Per questo mi permetto di rivolgere un appello caloroso a quello sciame di circoli e associazioni di cultura socialista e democratica che oltre due mesi fa si riunirono a Livorno con l’intento di rilanciare la visione di un socialismo largo, oltre i tradizionali recinti identitari. Attualmente è impegnato nell’organizzare una conferenza programmatica che dovrebbe svolgersi a Rimini a settembre o ottobre. Cogliamo questa occasione per tentare da subito una elaborazione che coinvolga, nei limiti del possibile e del ragionevole, anche altre espressioni che non disdegnino il richiamo ai valori della laicità e del socialismo democratico. Non è detto che ci si riesca, ma almeno proviamoci.
Nicola Cariglia

Chi è di sinistra potrebbe obiettare che i faziosi sono i Travaglio o i Gomez. Come vedi la tua obiezione è mal posta, è adialettica: perché qualunque affermazione, nel momento in cui viene formulata, esprime un punto di vista. O forse mi stai dicendo che i giornalisti dovrebbero esprimere opinioni miti, moderate, democristiane? Chi non è democristiano risponderebbe: anche queste sono opinioni faziose.
Se da quanto scrive dovessi ricavare i dati anagrafici di Peppino Caldarola, direi nato nel 1870 e deceduto nel 1948. E già chi morì nel 1948 era meno fazioso.
Dedicato a tutti i rossobruni che affollano questo spazio commenti:
http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/06/05/sinistra-governo-di-maio-salvini/220788/
Molti problemi si risolverebbero se ciascun paese riprendesse le redini di sé, e si portasse a compimento rispettando i percorsi altrui, e solo allora si tentasse l’azzardo di un’integrazione non motivata dalla paura.
Il discorso di Conte è stato onesto.
Nicola dimentica di scrivere che l’Italia è un paese devastato attualmente, e che il devasto viene da lontano. Le forze di sinistra, come lo sottolinea Bagatin, non hanno intercettato la base, ma si sono arroccati nella loro borghesia caviale, predicando bene e razzolando malissimo. Si è visto negli anni il consenso evaporato in tutta Europa per il socialismo. L’idea di Nicola, purtroppo, resterà utopia, perché come egli stesso scrive, è roba del secolo scorso. Anzi di secoli scorsi, visto l’accelerarsi dei tempi con la rivoluzione (o involuzione) informatica. Prima si moriva per gli ideali, ora si muore per i selfie. Se questo socialismo da far rinascere continuerà nella strada della borghesia caviale, del capitalismo borsiero e finanziario, della genuflessione al Vaticano, a poco serveranno gli incontri nelle salette di Livorno e Rimini, resterete eterni 4 amici al bar.
Intanto Salvini e Di Maio hanno il governo del Paese, auguriamoci che qualcosa cambi in meglio, ma certo, il contatto con la gente é ristabilito, la gente ha bocciato Renzi, ha fatto fuori l’incartapecorito, e questo è uscito nelle urne. L’unica possibilità per la sinistra imborghesita, che non si modificherà statene certi, è quella dello spauracchio del fascismo che agiterà come unica arma, e gia li vedo avanti col fronte repubblicano. Mille volte meglio un Salvini e un Di Maio di questa gente che ha fallito e niente capito del sentire della gente. Solo Emiliano poteva far qualcosa, è stato emarginato da questo PD spocchioso e autoreferenziale.
Ti correggo sul predicare bene della sinistra. Essa predica il verbo del capitalismo assoluto,non del socialismo.
Non a caso, morto il socialismo autentico in Europa (ma non in America Latina e con un certo risveglio ad Est) che non è nemmeno elettoralismo, ma autogestione popolare, i poveri e i popoli hanno preferito votare altrove.
Penso che l idea di Nicola, sia semplicemente una idea liberale, estranea e opposta al socialismo. Una idea che tutela unicamente le fascie medio alte della popolazione. Che ormai sono sempre più minoritarie in Europa.
Se tu avessi seguito la campagna elettorale francese, puoi essere certo che la predicazione dei PS era quella di essere vicino al popolo, di voler salvaguardare i deboli, salvo poi non essere creduto- A niente servirono le notti in bianco di Hamon, per andare a trovare chi fa i lavori duri di notti, anche se pare che in realtà gli piacesse stare sveglio la notte e farsi qualche birra…..comunque si, la sinistra socialista ha tradito gli interessi di quelli che avrebbe dovuto difendere, ovvio che poi si dia il consenso a Grillo e Salvini.
Appunto, la sinistra si sta riversando nella destra, anche estrema, mi pare che i moderati, i centristi, siano anch’essi allo sbando. I morti sono moderati.
Caro Paolo, ho seguito eccome la campagna elettorale francese, essendo io iscritto a un movimento metapolitico francese (Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea), che ha dato indicazione di astenersi (il comunicato è stato pubblicato anche su Pensalibero).
Personalmente ho scritto anche alcuni articoli, sostenendo la Le Pen, l unica ad avere presentato un programma socialista.
Oggi guardo ad ogni modo con più interesse al suo ex vice, Philippot, che ha messo in piedi il partito dei Patrioti e vorrebbe un dialogo con Mélenchon.
Il PS francese non è più socialista almeno da 30 o 40 anni. Ultimamente, con Valls e Hollande, è diventato il maggior sostenitore del capitalismo. Normale che non se lo fili più nessuno , come sta avvenendo con il Pd.
Ad ogni modo la eredità della sinistra capitalista l ha preso il ben più pericoloso Macron.
Il punto è che possiamo sostenere chi vogliamo, ma se se siamo socialisti dobbiamo essere consapevoli che non ci potrà essere alcun miglioramento nell’ ambito del sistema capitalista. Occorre pertanto lavorare per superarlo, ovve o puntando alla socializzazione, consapevoli che il cancro della nostra società è l egoismo, il modernismo, la precarizzazione, il consumismo
Ovvero tutti quegli aspetti che tendono schiavo l essere umano di oggi.
Che dirti, hai ragione, io vedo le conquiste del capitalismo (non tutto è da buttare ovviamente), come un qualcosa che poi è sfuggita di mano, diventando non piu cosi “buona”, un po’ come la tecnologia, io fui il primo ad avere un Nokia enorme degli anni ’90, ma poi la cosa anche la è sfuggita di mano e invece di rendere piu libera la gente, l’ha resa schiava dello schermo del telefono, per cui tutto il vivere e l’umano stanno stretti in quei cm di schermo. Su Valls e Macron, io andai a manifestare per le vergognose riforme del codice del lavoro, ma a niente sono servite.
Il discorso di Conte è stato bello, in ogni caso, se quella non è sinistra, almeno nelle intenzioni! Altro che Renzi e la sua spocchiosa banda della Leopolda!
Il problema del capitalismo è che non veicola valori positivi (solidarietà, fratellanza, amore…), bensì sdogana tutti i più bassi istinti (possesso, accumulo, ego, consumo, competizione…). Il problema è secondo me, che il male non può essere riformato,ma va combattuto. Il problema che sollevi tu sulla tecnologia, attiene più che altro alle dipendenze umane
E le dipendenze rendono schiavi. Un sistema capitalista si fonda sulle dipendenze perché queste veicolano il consumo (droghe, sesso, tecnologia smodata, alcolici ecc…).
Non penso di essere utopista, anzi, quando ritengo che occorre ripensare una nuova Civiltà. Fondata sull antico, sugli antichi valori, sulla solidarietà e sulla fratellanza, che abbatta ogni tipo di accumulo,dipendenza, prevaricazione e quindi schiavitù.
Negli anni ho avuto modo di approfondire il concetto del dono nei testi di Mauss e quelli della decrescita di Latouche, oltre che i sistemi del Buen Vivir latino-americani, legati alle antiche civiltà, che hanno saputo fondersi con il socialismo e con il cristianesimo (e con influenze gnostiche e esoteriche).
Caro Luca, dici cose molto sagge, sei preparato…..ma per mettere in pratica quanto dici bisognerebbe azzerare il progresso attuale che tutto fagocita, impossibile, per rivenire ai “fondamentali” bisognerebbe che Facebook e tutte le diavolerie annesse scomparissero, ormai è troppo tardi, bisogna fare coi tempi che avanzano, poco serva che io mi lamenti, che tu cerchi utopie irrealizzabili nel contesto di rapidità attuale e tecnologie, cosi come a niente servono gli appelli a questo “socialismo” invocato da Nicola, che i Valls, Macron e Renzi hanno ucciso (sbarazzandosi del cadavere!), né le invocazioni laiche di Marzio, tutti i popoli sono permeati da un substrato religioso che, volenti o nolenti, ci condiziona fino alla morte, nessuno escluso.
A me pare che in questo contesto di nuova schiavitu’ al quale il sistema Macron/Renzi ci imponeva, questa svolta italiana sia importante, anche se non darà i risultati sperati, gli italiani so riusciti col loro sistema a eleggere chi volevano, mentre in Francia i roboanti appelli del Fronte Repubblicano, vera dittatura del Paese, impediranno sempre a una Le Pen o annessi di andare al potere, la gente è incazzata, ma se poi deve scegliere tra la Le Pen e il finanziere Macron, timorosa dei propri 4 risparmi, e del pericolo “fascista” voterà per chiunque si opponga a lei.
Per questo l’Italia s’é desta, ha mostrato piu modernità della Francia, solo Nicola si impuntisce e ormai veleggia per il Fronte Repubblicano.
Caro Paolo, quelle che tu chiami utopie sono una realtà in Uruguay e in Bolivia ad esempio. Lì non solo l analfabetismo e la poveri si sono ridotte, ma attraverso il recupero del socialismo autentico l economia funziona a meraviglia (in Bolivia in particolare). Per ragioni contingenti relative alla guerra economica vi sono più difficoltà nel Venezuela di oggi e a Cuba unicamente per l embargo Usa.
Non vi sono utopie nel Socialismo di matrice umanista, spirituale e cristiana. L utipia è pretendere di chiamare socialismo qualche cosa che non supera minimamente il paradosso capitalista o che, come ha fatto la sinistra europea, scende a compromessi con la borghesia.
Occorre mettere i ricchi e i politici nelle condizioni di essere servitori dei poveri. Occorre recuperare il senso di fratellanza e superare ogni utilitarismo. Allo stesso modo occorre rispettare le diversità ed essere consapevoli Delle proprie tradizioni storiche e culturali. In questo senso il socialismo è anche patriottismo. In confusionismo della sinistra non può essere la soluzione. Rompere con la logica della rivoluzione francese borghese è prioritario per recuperare la solidarietà di classe.
Non destra e sinistra, ma sfruttatori e sfruttati.
Caro Nicola, del superamento destra sinistra hanno spiegato approfonditamente filosofo come De Benoist e Michéa. Ho recensito su Pensalibero i loro saggi e basta semplicemente leggerli.
Michéa stesso spiega come il socialismo non sia mai stato nè di destra nè di sinistra (categorie estranee al Quarto Stato,nate con la borghese Rivoluzione Francese).
Il Pd non fa che rappresentare quella borghesia estranea al Quarto Stato. Quarto stato che questa Europa ha impoverito è reso precario. È la classe media a non esistere più. Ma la sinistra capitalista sembra non rendersene conto e continua a difendere l indifendibile.
Il popolo, dunque, vota altrove.
Temete questo governo borghese secondo me è abbastanza assurdo. Pensare possa fare peggio dei precedenti lo è, credo, altrettanto.
Occorr il socialismo, certo, ma quello vero e originario.
Oggi se proprio c è una forza che tenta per molti versi di invarnarlo è, lo dico da non comunista, ma ormai sempre più vicino a loro, il Partito Comunista di Rizzo.
È sufficiente ascoltare le loro analisi di politica interna e soprattutto internazionale.