• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

No, presidente Meloni, il tuo non è buonsenso

La cancellazione totale del risarcimento per chi subisce danni da chi si difende, come vuole il governo, non è una misura di buon senso: è un cortocircuito che nega i principi base dello Stato di diritto. Bisognerebbe invece porre un limite alla quantificazione del danno, oggi così alta da non avere riscontro in nessun altro paese comparabile. Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori dopo che l’aggressione era già conclusa.

di Marco Taradash | 20 Luglio 2026

La cancellazione totale del risarcimento per chi subisce danni da chi si difende, come vuole il governo, non è una misura di buon senso: è un cortocircuito che nega i principi base dello Stato di diritto. Bisognerebbe invece porre un limite alla quantificazione del danno, oggi così alta da non avere riscontro in nessun altro paese comparabile.

Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori dopo che l’aggressione era già conclusa. Più una provvisionale di 480mila euro, che tiene conto dei 300mila già versati spontaneamente dal gioielliere, su una richiesta complessiva di 3,3 milioni da parte delle 15 parti civili.

Il governo ha reagito con un articolo del nuovo Ddl Sicurezza che vuole escludere ogni risarcimento per chi si difende da un reato, anche in caso di eccesso colposo di legittima difesa. Giorgia Meloni lo ha rivendicato sui social con parole nette: “Basta paradossi. Chi commette un reato non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque”. Una frase costruita per l’applauso, non per il diritto: perché nessuno, in questa vicenda, ha mai sostenuto che il criminale debba essere risarcito per il reato che commette. Il punto, che il governo finge di non vedere, è un altro: quando lo Stato stesso, attraverso i suoi giudici, stabilisce che la reazione della vittima ha ecceduto i limiti della necessità, allora non si tratta più solo del danno del criminale, ma di un omicidio non giustificato, e i familiari innocenti di quella persona restano titolari di un diritto riconosciuto in ogni ordinamento democratico.

Il dibattito pubblico ha inquadrato la vicenda come un’anomalia tutta italiana. Non lo è, almeno non nel principio giuridico, e chi lo racconta così sta semplificando per convenienza politica. In Germania, Francia, Spagna e in buona parte degli Stati Uniti, l’eccesso di legittima difesa, quando la reazione supera i limiti della necessità e della proporzionalità, genera comunque un obbligo risarcitorio verso i familiari della persona uccisa. Solo la difesa piena e proporzionata esclude il risarcimento, non quella eccessiva. Il governo lo sa, o dovrebbe saperlo: presentare l’azzeramento del risarcimento come un ritorno al buon senso significa proporre una norma che nessun paese europeo comparabile si sognerebbe di adottare.

Quello che distingue davvero l’Italia è la quantificazione del danno, non il principio. Le Tabelle di Milano 2024, il sistema con cui i tribunali italiani calcolano il “danno da perdita del rapporto parentale”, fissano per coniuge, genitore o figlio un valore che può arrivare a 391.103 euro a persona, e fino a 169.830 euro per un fratello. Il giudice nel caso Roggero ha applicato invece le tabelle del Tribunale di Roma, generalmente più restrittive, attenendosi ai minimi. Per confronto: in Germania la media è di 10.000 euro (range 5.000-25.000); in Francia le fasce indicative vanno da 20.000 a 40.000 euro; nel Regno Unito la somma è fissa per legge a 15.120 sterline, riservata solo al coniuge o ai genitori di un figlio minore. Nessuno di questi ordinamenti si avvicina lontanamente ai livelli italiani. Ecco perché una vicenda con due vittime può generare in Italia una richiesta di 3,3 milioni di euro, mentre altrove resterebbe una frazione minima di quella cifra.

Il governo, invece di intervenire sul metodo di quantificazione, con tetti, criteri più rigidi di concorso di colpa e l’esclusione dei familiari meno prossimi come avviene altrove in Europa, ha scelto la scorciatoia demagogica: cancellare il diritto stesso. È la stessa logica di chi, per riparare un tetto bucato, decide di abbattere la casa.

Il caso Roggero non dimostra che l’Italia sia sola in Europa a far pagare chi si difende in eccesso. Dimostra che l’Italia, quando quantifica il dolore di una perdita, è molto più prodiga di ogni altro paese europeo, e che il governo preferisce sfruttare la rabbia comprensibile dell’opinione pubblica piuttosto che risolvere davvero il problema.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti