Sono distante mille miglia da questo governo e posso contestarne scelte e ritardi allucinanti, impreparazione e incompetenza.
Ma #ioportolamascherina
Gli esperti possono sbagliare, non vi è certezza nella scienza ma dobbiamo rispettare le indicazioni sui comportamenti da tenere.
E chi non lo fa altera un equilibrio collettivo che potrebbe essere la soluzione.
E’ nato prima l’uovo o la gallina? Forse se gli italiani che si considerano virtuosi non avessero abbassato troppo la guardia durante l’estate pensando che tutto era passato all’insegna del liberi tutti, non saremmo oggi a disquisire sul nuovo stato di emergenza.
Sia chiaro, non siamo certo filogovernativi. Ma chi ha sulle spalle la responsabilità della salute, fisica ed economica di un popolo, deve pur prendere le redini e portare il carro sulla giusta via. O, almeno, su quella meno pericolosa, senza troppe buche. Infatti sembra di essere su un viottolo di montagna dove, da qualunque parte ti giri, vedi l’orrido e temi di caderci.
Forse, se non esistessero i cosiddetti negazionisti, o dissidenti, come preferisce chiamarli qualcuno, ma il significato non cambia, non saremmo arrivati a questo cul de sac.
Assistiamo al comunista fascista governatore della Campania che pare perdere la testa mettendo avanti misure che neppure il duce si sognava di considerare.
Il buon Ricciardi lo dice e lo diceva. Si dice. E si sgola ancora sottolineando il fatto che anche in casa, dove i familiari vanno e vengono, c’è la possibilità di contagio con cariche virali portate dall’esterno. Inconsapevolmente da portatori sani, asintomatici o paucisintomatici.
I cittadini se la prendono con il governo quando il governo, in questo caso, non c’entra nulla. Questa volta.
Teniamoci le nostre convinzioni politiche da sviscerare in altre sedi e su altri temi. Ora non è il momento perché noi speriamo che ce a caviamo. Ma in accordo e tutti insieme. Perché mai come in questa occasione siamo tutti sulla stessa barca.
Questo è quanto. Inutile negarlo. E qui nessuno si inventa qualcosa. Il tracciamento, l’immuni, che personalmente non amo e non ho scaricato, ma questa è una mia fobia. E non per paura di fornire i miei dati sensibili, ma perché mi creerebbe ansia. Preferisco avere attenzione e agire con la massima prudenza, autoresponsabilità e autodisciplina. Del resto ciascuno di noi ha i propri limiti. Perché non credo che possa servire. Tutto qui.
E allora giù a gridare alla tirannia, al despotismo.
Ora, siamo seri. Tutti abbiamo abbassato la guardia durante l’estate.
Abbiamo perfino visto il video in cui Vespa inaugurava, il 2 di luglio, una sua proprietà dove nessuno degli ospiti portava la mascherina facendo finta che tutto era finito. Non ragazzini ehh, ma adulti bene. C’era anche Al Bano, fra i tanti. Solo il cameriere che, per legge doveva portarla. Finirà tutto bene, si diceva e qualcuno cantava.
Non è finita e non è finita bene.
Inutile tergiversare. Non ci resta che prendere atto della realtà e continuare a comportarci secondo le raccomandazioni. Mascherina sempre e ovunque, lavaggio e disinfezione delle mani e distanziamento sociale per quanto si può. Certo che se qualcuno ci soffoca, l’abbassa e respira a pieni polmoni. Prima di soffocare.
A questo proposito, pare che la storia dell’anidride carbonica inalata con la mascherina sia fake. Esimie eccellenze sanitarie lo confermano. Altro non sappiamo. Del resto il chirurgo docet. Ogni tanto, mentre opera spesso per innumerevoli ore, ogni tanto esce a bere, a fumare, a far pipì. Basta il buon senso. La mascherina non è inchiodata alla bocca e al naso. Che, ricordiamo, e si raccomanda, va coperto.
Ma continuando a vivere e a fare tutto ciò che si faceva prima. Perché non si può morire di inedia e/o di depressione. Questa patologia sta galoppando. In vecchi e giovani. E anche nei bambini. E, a mio avviso, dovremmo riaprire tutto. Teatri discoteche esercizi commerciali, scuole uffici fabbriche.
Ma facciamolo senza opporci alle norme che ci vengono non più solo consigliate ma imposte. Ma non per tirannia, credo. O per toglierci la libertà. Spero. Del resto la cintura, il casco il divieto di fumo, non limitano forse la libertà individuale?
Del resto il nostro popolo ha vissuto l’illuminismo. Quando il buon Immanuel recitava “La mia libertà finisce quando inizia quella altrui”. Nel suo saggio ” Che cos’è l’illuminismo”, appunto. E questo momento infelice dovrebbe unirci e non dividerci. Vivendo in comportamenti collettivi, saggi e univochi.
Ma credo che l’imposizione, alla fin fine ce la siamo meritata. Non tutti certamente, ma quelli che hanno voluto negare l’evidenza e si sono dati alla pazza gioia. O semplicemente chi ha abbassato la guardia sperando che la canzone di Morandi ci raccontasse la verità. Quella che preferivamo e ancora preferiamo.
È evidente che ci sono mancanze eclatanti da parte del Governo, che questa seconda ondata era prevedibilissima, che c’è un colpevole ritardo da parte delle istituzioni. Ma la mascherina rimane, con le precauzione che di sicuro conosciamo, l’unica prevenzione che possiamo autogestire con buon senso. Insieme alle tre T, tampone, tracciamento e trattamento, che però non dipendono sempre da noi. Comunque un utile strumento di prevenzione ancor più necessario in carenza, colposa o dolosanon è dato sapere, di altre misure necessarie e sufficienti, ma inesistenti.
Sinceramente non comprendiamo la polemica sull’uso o meno di questo presidio. Che riteniamo ancora più grave se fatta da esponenti politici. Da qualsiasi parte provenga.
E ora due parole sui vaccini. Forse i novax non si rendono conto del danno che producono.
Abbiamo bisogno di ritrovare moderazione e saggezza che, anche noi vecchi abbiamo perso da tempo, ormai.
Carla Ceretelli

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