Il nascente Partito Democratico è qualcosa che c’è già nella realtà politica. E’ quell’intesa che esiste già da anni tra ciò che resta dei DS (Achille Occhetto, autore della svolta della Bolognina, e molti altri sono già andati via), meno qualche componente degli stessi DS pronta anch’essa ad andar via, più la Margherita (sostanzialmente pezzi della vecchia DC), più qualche movimento e qualche associazione che hanno scarsa incidenza politica ed elettorale.
Un richiamo al valore aggiunto del “Popolo delle primarie” è mera esercitazione giornalistica giacchè si chiede di coinvolgere persone già pubblicamente aderenti.
Di fatto il nascente Partito Democratico (che non può avere nessun collegamento con il Socialismo e, tanto meno, con il Socialismo Europeo) è nelle mani dei dirigenti dei Ds e della Margherita, un personale politico che nel decennio trascorso 1996/2006 ha cumulato una serie di sconfitte politiche ed elettorali sulle quali val la pena di approfondire per non ripetere gli stessi errori.
Se questo centrosinistra (privo di una forte componente Socialista e privo di una componente laica, repubblicana e liberale) punta la sua azione politica su questo nascente soggetto rischia di cumulare un altro decennio di sconfitte.
Berlusconi appartiene alla storia, ma un altro Berlusconi potrebbe spuntare nell’arena politica o comunque una nuova prospettiva politica del centrodestra potrebbe rimandare il centrosinistra all’opposizione.
Al centrosinistra, con o senza l’articolazione nel nascente Partito Democratico, propongo di offrire la possibilità di innovarsi con l’innesto di una forte componente Socialista, laica, repubblicana e liberale a patto che ci sia un concreto impegno su un Progetto Liberal/Socialista ed un prepensionamento del ceto politico.
Vi è da proporre un “Patto” con il centrosinistra a medio termine 2006/2009, senza formalismi di incontri di vertice, ma con la verifica nei fatti dell’attuazione di un Progetto “minimale” Liberal/Socialista a fronte dell’abbinamento al centrosinistra, in tutte le consultazioni elettorali prossime, a cominciare dalle regionali in Molise sino al 2009, di liste della “Gioventù Europeista, laica e Socialista” (candidature rigorosamente al di sotto dei 35/40 anni per favorire un rinnovo generazionale).
Coronerà tale disegno politico, un’intesa con altre forze politiche sulla comune esigenza del rinnovo generazionale e della comune valutazione dell’insufficienza del Partito Democratico e, di conseguenza, la presenza di candidature di dette forze nelle liste suddette o la strutturazione anche di liste gemelle.
Dopo le elezioni del 2009 ed all’esito di una verifica del percorso ipotizzato, un prepensionamento dell’attuale ceto politico, in uno ad un progetto politico ampio, potrà favorire la nascita di un organico nuovo centrosinistra ove figuri l’apporto di una forte componente Socialista, laica, repubblicana e liberale.
La mia proposta punta dichiaratamente a ricercare uno spazio, ma uno spazio concretamente autonomo alle forze laiche, liberali e socialiste in un rapporto inizialmente pattizio con il centrosinistra.
Ritengo un errore se, di fronte alla prospettiva del Partito Democratico cattocomunista, le stesse forze laiche, liberali e socialiste, oggi divise ed in tanti partitini e movimenti, si chiudano in se stesse per poi trovarsi sostanzialmente di fronte o a confluire nello stesso Partito Democratico (scelta già effettuata dalla Sbarbati, Zanone, Bobo Craxi, Villetti e forse lo stesso Boselli ed altri) o vivere la loro opposizione al Partito Democratico alla eterna ricerca di in un terzo sterile polo.
Solo se il centrosinistra dopo essere stato incalzato costantemente su questo percorso non lo accetta, a monte o a valle, mi convince chi vuole il nuovo soggetto politico nato a Firenze come TERZO POLO nel ruolo di “vedetta delle libertà” o, non escludiamolo a priori, in una sorta di intesa elettorale con il centrodestra o ciò che sarà il centrodestra dopo un rimescolamento che pare alle porte.
Gino Di Maro

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