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Nick Cave and the Bad Seeds

Il film su e con Nick Cave sarà in sala solo due giorni ma sarebbe un peccato perderlo.

di Maria Rita Monaco | 21 Settembre 2016

Nick Cave voleva raccontare il suo periodo più buio, che non era certo quello in cui,andava a cercare il suo spacciatore, lo stesso cui si rivolgeva il regista del film Andrew Dominik,  ma non sapeva come raccontarlo e soprattutto a chi raccontare la sua difficile elaborazione del lutto per la morte del figlio adolescente. Non voleva trasformare il suo dolore in “banalità”, cercava qualcuno a cui “confessare” i suoi pensieri, la sua perdita della creatività “Non è vero che le tragedie acuiscono la creatività, è tutto il contrario, ti annientano” afferma lo stesso Cave nel corso della sua confessione ed ecco il ricorso al vecchio amico (Dominik).

Introdotto dal coautore, produttore e amico già sui titoli di testa quello che poteva sembrare ed essere un documentario su Cave e l’ultimo suo lavoro con i Bad Seeds, ti prende emotivamente e musicalmente e si trasforma in un dolore sordo, rimpianto, choc che ti blocca non solo la creatività, ma ti blocca i pensieri; la voglia di dire l’indicibile diventa poesia quando, quasi come  in un mantra,  Cave ripete “ ho bisogno di te”.

Ma Dominik non insiste sulla rielaborazione del lutto e ci fa assistere con un bianco e nero inframezzato da scene a colori alla lotta tra Cave e la musica durante le varie sessioni di registrazione, lotta narrata dallo stesso Cave con voce fuori campo. Ci racconta i suoi rapporti con la moglie Susie, presenza discreta, spesso voce fuori campo o presente nelle fotografie . Colpisce nel finale del film ascoltare la voce del figlio in una canzone scritta dal padre. Un’ora e mezzo di musica , realtà, sogno, dolore dove sembra che solo davanti al pianoforte Cave ritrovi la sua forza per affrontare nuovamente la vita. Assolutamente da vedere da chi conosce Cave, icona della musica australiana e da chi imparerà a conoscerlo al cinema.
Maria Rita Monaco

Pubblicato in : CinemaTag: Bad Seeds, bianco e nero, canzone, cinema, festival di Venezia, figlio, lavoro, Nick Cave, poesia

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

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