
l criminale di guerra Netanyahu ha rivelato il suo piano: realizzare la grande Israele, dalle alture del Golan, e dal fiume Giordano fino al mare includendo la West Bank e la striscia di Gaza,
Noi lo avevamo denunciato fin da quando fu chiaro che la risposta alla strage di ottobre dei coloni israeliani era evidentemente sproporzionata: l’obiettivo vero di Israele non era distruggere Hamas, poiché l’organizzazione terrorista esce semmai rafforzata dal terrorismo israeliano, ma cancellare definitivamente la questione di uno Stato per i palestinesi con un’operazione di pulizia etnica e con l’occupazione imperialista e razzista di territori che la storia e le risoluzioni internazionali assegnano a quel popolo arabo.
In questo piano, i palestinesi della West Bank e di Gaza sono destinati a fuggire dalle loro terre, o a essere rinchiusi in enclave ristrette e controllate o reclusi inveri e propri campi di concentramento.
Un popolo senza sovranità e diritti, schiacciato dagli abusivi occupanti israeliani, e una riserva di manodopera da sfruttare per i servizi e per l’evonomia di Israele.
L’Europa che si dice “preoccupata” per questo piano criminale è semplicemente ridicola e complice di questo progetto.
Solo la Spagna di Sanchez ha adottato misure critiche nei confronti di Israele: come il riconoscimento dello Stato Palestinese, la cessazione della vendita di armi a Israele, le azioni legali contro il blocco degli aiuti umanitari e il sostegno alle indagini sui crimini di guerra commessi a Gaza.
Invece in Italia, contraddicendo una storia di rapporti e di sostegno che la politica italiana democratica e antifascista del secolo scorso ha dato alla causa del popolo palestinese, il governo italiano di Meloni non parla, non pronuncia condanne e nei fatti sostiene il progetto imperialista e razzista di Netanyahu.
D’altra parte perché stupirsi?
Meloni, Netanyahu, Orban e tutta la destra estrema del mondo occidentale di derivazione neofascista e neonazista fanno parte della stessa internazionale nera guidata da Trump.
Purtroppo è alla sinistra democratica e socialista che manca un riferimento internazionale e una leadership in cui riconoscersi.
E in Italia? Anche da noi, a me sembra che la risposta sia debole: che si aspetta ad organizzare una manifestazione contro il piano criminale di Netanyahu?
Enrico Rossi

Lascia un commento