
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha nuovamente lasciato intendere di voler far arrestare Benjamin Netanyahu nel caso in cui il primo ministro israeliano arrivasse in città. Una dichiarazione studiata per conquistare applausi nel proprio ambiente politico, ma priva di una base giuridica concreta.
Il mandato contro Netanyahu è stato emesso dalla Corte penale internazionale. La CPI, contrariamente a quanto molti credono, non è un organo dell’ONU, ma un tribunale autonomo nato dallo Statuto di Roma. Soprattutto, i suoi provvedimenti non si trasformano automaticamente in ordini di arresto validi all’interno dei singoli Paesi.
Questo vale persino negli Stati che hanno aderito alla Corte. Essi hanno assunto l’obbligo internazionale di collaborare, ma l’arresto deve comunque essere eseguito dalle autorità nazionali secondo le procedure previste dalle rispettive leggi. La Corte non possiede una propria polizia e non può scavalcare magistrature, governi e ordinamenti interni.
Negli Stati Uniti la questione è ancora più semplice. Washington non ha aderito allo Statuto di Roma e non riconosce al mandato della CPI un’efficacia automatica sul proprio territorio. Per arrestare Netanyahu servirebbe un valido titolo giuridico americano, emesso o riconosciuto da un’autorità giudiziaria competente. Non basta la volontà politica del sindaco di New York.
Mamdani può dirigere politicamente l’amministrazione cittadina e nominare i vertici della polizia, ma non può ordinare l’arresto arbitrario di un capo di governo straniero. La politica estera, i rapporti diplomatici, l’ingresso delle delegazioni internazionali e le questioni relative alle immunità appartengono principalmente alla competenza federale. Il sindaco non è un ministro degli Esteri e la NYPD non è una polizia internazionale al suo servizio.
Nel caso di una visita alle Nazioni Unite, la posizione di Mamdani diventerebbe ancora più insostenibile. Gli Stati Uniti hanno precisi obblighi nei confronti delle delegazioni straniere dirette al Palazzo di Vetro. Pensare che un sindaco possa bloccare tutto, ignorare Washington e mandare qualche agente ad arrestare Netanyahu appartiene più alla propaganda che al diritto.
Dopo pochi mesi di amministrazione segnati da risultati tutt’altro che memorabili, Mamdani avrebbe probabilmente aumentato la propria popolarità tacendo. Avrebbe almeno evitato di esporsi all’ennesima figuraccia internazionale e di dimostrare quanto sia facile confondere un comizio ideologico con l’esercizio reale del potere.
Governare New York dovrebbe significare occuparsi della sicurezza, dei trasporti, delle abitazioni, del degrado e dei servizi pubblici. Non recitare la parte del procuratore universale davanti alle telecamere.
Poveri Stati Uniti. Una volta producevano statisti capaci di guidare il mondo. Oggi devono perfino spiegare a un sindaco quali siano i limiti giuridici della propria scrivania.
Piero Terracina

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