
Non v’interessa neanche l’opinione pubblica mondiale? Un colloquio avvenuto ieri sera, di incontrarsi a Washington lunedì per avviare i colloqui sulla seconda fase dell’accordo di rilascio degli ostaggi con Hamas. Lunedì sarà il 16esimo giorno della prima fase del cessate il fuoco e dell’accordo sugli ostaggi e la data in cui dovrebbero iniziare le discussioni sulla seconda fase. Secondo quanto affermato dall’ufficio di Netanyahu. Il premier israeliano ha rilasciato una dichiarazione alla stampa prima di imbarcarsi sul volo che da Tel Aviv lo porta alla Casa Bianca. “Sto partendo per un incontro molto importante con il Presidente Trump a Washington. Il fatto che questo sia il primo incontro del Presidente Trump con un leader straniero dal suo insediamento è significativo. Penso che sia una testimonianza della forza dell’alleanza israelo-americana, è anche una testimonianza della forza della nostra amicizia personale.” In questo incontro affronteremo questioni importanti, questioni critiche, che riguardano Israele e la nostra regione: la vittoria su Hamas, il rilascio di tutti i nostri ostaggi e affrontare l’asse terroristico iraniano in tutte le sue componenti, un asse che minaccia la pace di Israele, del Medio Oriente e del mondo intero. Tamīm bin Ḥamad Āl Thānī, primo ministro del Qatar ha chiamato al telefono Israele e Hamas per cominciare subito la trattativa sulla seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco. L’emiro ha affermato che non esiste un piano chiaro per quando inizieranno i negoziati della fase due del cessate il fuoco di Gaza. Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Autorità Nazionale Palestinese e Lega Araba hanno affermato che la mossa proposta da Trump minaccerebbe la stabilità nella regione, diffonderebbe il conflitto e comprometterebbe le prospettive di una pace duratura in Medio Oriente. Netanyahu inizierà domani, lunedì 3 febbraio, a Washington, i colloqui sulla seconda fase del cessate il fuoco di Gaza: lo fa sapere il suo ufficio all’indomani del quarto scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi previsto dagli accordi per il cessate il fuoco. Il premier israeliano incontrerà oggi il presidente Donald Trump, primo leader straniero ad essere ricevuto dopo il giuramento del neopresidente. Netanyahu ha parlato ieri con l’inviato del presidente degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e ha concordato che i negoziati “inizieranno quando si incontreranno a Washington”. Si prevede che la seconda fase riguarderà il rilascio dei prigionieri rimanenti e includerà discussioni su una prospettiva di pace permanente, a cui però diversi membri del governo di Netanyahu si oppongono. 20 ancora gli ostaggi della prima fase in mano ad Hamas. L’Idf ha annunciato di aver condotto nelle ultime ore tre attacchi aerei in Cisgiordania, uccidendo “numerosi terroristi”. Colpite in particolare – riferisce l’Idf su Telegram – “tre cellule terroristiche nelle aree di Jenin e Qabatiya”. In quest’ultima località sono stati uccisi “il terrorista Saleh Zakarneh e il terrorista Abed al-Hadi Kamil, di Qabatiya, precedentemente detenuti per aver pianificato attività terroristiche e rilasciati come parte dell’accordo di cessate il fuoco del novembre 2023, sono stati eliminati nell’attacco”. Il ministero della Sanità dell’Autorità Palestinese riferisce di due morti nell’attacco di un drone dell’Idf nella città cisgiordana di Jenin e di altri due morti in un attacco di un drone a Qabatiya. In entrambi gli attacchi, l’Idf sostiene di aver preso di mira agenti terroristici. Hamas ha rilasciato una dichiarazione sui combattimenti in corso in Cisgiordania: “L’occupazione è disperata nel tentativo di fermare la crescente ondata di resistenza nella Cisgiordania occupata. Piangiamo i martiri di Qabatiya e Jenin e affermiamo che l’ondata di resistenza nella Cisgiordania occupata non si fermerà. Tutti i tentativi dell’occupazione di imporre il piano di annessione e di sfollamento falliranno. Chiediamo di proseguire la mobilitazione e di intensificare lo scontro contro l’occupazione e i suoi coloni”. L’Iran ha presentato un nuovo missile a medio raggio, in grado di raggiungere qualsiasi parte di Israele secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa statale Isna. Chiamato Etemad, il missile ha una gittata di 1.700 chilometri, secondo quanto riferito dalle autorità iraniane. “La nostra tecnologia missilistica è progettata esclusivamente per garantire che nessuno osi attaccarci”, ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante la cerimonia di presentazione del missile. Le Forze di difesa israeliane hanno creato due basi militari sul lato siriano delle Alture del Golan. Lo rivela il Washington Post condividendo immagini satellitari che mostrano le due basi e che dimostrerebbero le intenzioni dell’esercito israeliano di restare a lungo nell’area. Rispettare i paesi neutrali è un’altra legge di guerra.
Giuseppe Basilico

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