
Primo Ministro Netanyahu, in altre parole, lei si aspetta ciò che è successo. “Il tuo primo mandato ha avuto molti momenti importanti nella storia delle relazioni tra i nostri due Paesi. Ti sei ritirato dal pericoloso accordo nucleare iraniano, hai riconosciuto Gerusalemme come capitale d’Israele, hai spostato l’ambasciata americana a Gerusalemme e hai riconosciuto la sovranità israeliana sulle alture del Golan – ha ricordato Netanyahu – hai anche siglato gli storici Accordi di Abramo, il piano, che il presidente Trump idealizzava come l'”Accordo del Secolo” (il nome in realtà è Peace to Prosperity), prevedeva l’applicazione della legge israeliana o l’unione a circa il 30% della Cisgiordania in cui Israele ha fatto pace con quattro Paesi arabi”. Siria, Libano, Giordania e Palestinesi. “Porteremo la nostra alleanza a livelli ancora più alti. Sono fiducioso che sconfiggeremo l’asse del terrore dell’Iran, avviando una nuova era di pace e prosperità per la nostra regione”, ha continuato. “Il lungo incubo del conflitto a Gaza potrebbe finalmente intravedere uno spiraglio di speranza. L’accordo di cessate il fuoco provvisorio tra Israele e Hamas della scorsa settimana, che include il rilascio degli ostaggi israeliani, segna un primo passo significativo verso la fine della violenza che ha devastato la regione”. Devono essere adottati anche passi concreti per garantire la ricostruzione e una pace duratura e sicura sia per gli israeliani che per i palestinesi, attraverso una soluzione a due Stati realistica”, aggiunge la nota. Hezbollah si congratula con il popolo palestinese e la sua resistenza contro Israele, insieme a tutte le forze che hanno sostenuto Gaza per una “grande vittoria” ottenuta nell’accordo di cessate il fuoco. Lo riferisce Al Jazeera online, secondo cui per Hezbollah si tratta di “un esempio da seguire nell’affrontare l’aggressione sionista-americana contro la nostra nazione e la nostra regione”. “Ieri, il mondo ha osservato con speranza mentre un accordo di cessate il fuoco a Gaza entrava in vigore e i primi tre ostaggi tornavano a casa. È il progresso che tutti noi speravamo e di cui tanti avevano disperatamente bisogno. È ciò che questo Parlamento ha richiesto, e ora più che mai dobbiamo garantire che il lavoro verso un domani migliore continui, che possiamo utilizzare questo momento come un catalizzatore per trasformare la disperazione in speranza, che diventi il trampolino di lancio per una stabilità duratura, la ricostruzione e un incremento degli aiuti che offra una reale prospettiva di pace nella regione”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in apertura della sessione plenaria dell’Eurocamera a Strasburgo. Lunedì il Qatar ha annunciato l’invio di 1,25 milioni di litri di carburante al giorno alla Striscia di Gaza durante i primi dieci giorni di tregua tra il movimento islamista Hamas e Israele, secondo un comunicato del suo Ministero degli Esteri. Il piccolo Paese ricco di gas ha dichiarato di aver “creato un ponte terrestre per rifornire la Striscia di Gaza di 12,5 milioni di litri di carburante durante i primi dieci giorni dell’accordo di cessate il fuoco. Qualsiasi annessione totale o parziale della Cisgiordania da parte di Israele sarebbe “una gravissima violazione del diritto internazionale”, ha avvertito lunedì il Segretario generale delle Nazioni Unite, denunciando le dichiarazioni in tal senso di alti funzionari israeliani. “Se l’Anp cambierà il suo atteggiamento potremo parlare ma bisogna porre le fondamenta per affrontare il futuro della Palestina. Sfortunatamente non solo hanno rotto più volte gli accordi ma hanno rappresentato una minaccia per la sicurezza di Israele”. Lo ha detto il ministro israeliano degli Esteri Gideon Sa’ar in conferenza stampa con Antonio Tajani a Gerusalemme. Continua l’afflusso di supporto umanitario a Gaza dai varchi di Nitzana e Kerem Shalom: l’Ufficio stampa del governo egiziano nel primo pomeriggio ha aggiornato le cifre odierne segnalando il passaggio di “310 camion di aiuti (…) oltre a otto autocisterne con diesel”, quattro con gas e una di benzina. Il messaggio è stato inviato ad alcuni media tra cui l’Ansa. L’Italia fornirà uomini e donne a una eventuale missione di pace a guida araba a Gaza. Lo afferma a Gerusalemme il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Per Tajani “non potrà essere Hamas” a gestire Gaza in futuro. Il vicepremier ha inoltre annunciato che Roma stanzierà ulteriori 10 milioni di euro di aiuti, oltre ai 15 mln già stanziati, per gli aiuti alla popolazione palestinese. “Gaza, con il suo grande popolo e la sua incrollabile volontà, risorgerà per ricostruire” ciò che i bombardamenti israeliani hanno distrutto, ha dichiarato Hamas in una dichiarazione lunedì, nel primo giorno della tregua con Israele. Hamas, crede che il cessate il fuoco porterà un bagno di sangue?
Giuseppe Basilico

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